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2) L’appartenenza

Le due idee fondamentali

L’appartenenza   –   lunedì 22 ottobre 2007

 relatrice:  d.ssa Maria Gabriella Sartori, psicologa psicoterapeuta e psicologa sociale)

Essere cittadini significa appartenere, sentirsi appartenenti ad una comunità, ad un popolo, ad una nazione. Ma cosa significa appartenere, appartenenza? Come si matura a livello personale la consapevolezza di far parte di un gruppo più vasto che esce dall’io individuale, abbracciando via via la famiglia, quindi il gruppo, una comunità, uno Stato, l’Europa, il mondo? E’ interessante partire da qui per poi poter avviare una riflessione ben fondata sulla cittadinanza.


La D.ssa Sartori, partendo dalla prospettiva psicoanalitica, spiegava e dimostrava quanto il sentirsi appartenenti a qualcuno – prima tra tutti alla madre – sia fondamentale nella formazione e nello sviluppo dell’individuo. La tenerezza dell’abbraccio avvolgente della madre, la sua accoglienza del figlio, oltre ad aiutare il bimbo a prendere coscienza di sé attraverso l’altro – la madre appunto -, rappresenta anche il primo contatto con la società, con il mondo. E così pure le cure e le premure materne, l’accorrere al pianto ed il prodigarsi per comprendere, capire, e calmare il pianto del figlio, rassicurano il bimbo, e contemporaneamente contribuiscono a creare in lui fiducia di aiuto, di solidarietà nel bisogno; tutti questi atteggiamenti gettano semi di speranza, di attese positive, fondati sulla fiducia di non essere solo, abbandonato al proprio destino.

Proviamo a riflettere: c’è sempre una parola che ritorna, ed è APPARTENENZA.

Sia che partiamo dalla prospettiva teologica e dalle dinamiche di fede, sia che partiamo dalla prospettiva e dalle dinamiche umane, i nostri discorsi finiscono per convergere: l’uomo per realizzare pienamente ed integralmente se stesso non può essere solo, ha bisogno di ‘appartenere’ a qualcuno, e di riconoscersi appartenente a qualcuno. E se l’abbraccio della madre è la prima tappa nella formazione dell’identità e dell’integrità dell’individuo, è l’abbraccio di Dio, l’abbandono al suo amore – quell’amore che per primo Dio offre – che restituisce all’uomo la verità tutta intera: non solo su se stesso, ma sul senso ultimo della vita, sua e dell’intera umanità.

 

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