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4) I luoghi della formazione -La famiglia

I luoghi della formazione

La famiglia   –   lunedì 14 gennaio 2008

relatore: prof. Giuseppe Goisis, docente di Storia della Filosofia politica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia

Il primo luogo della formazione alla cittadinanza è, senz’altro, la famiglia. Quanto pesano nella formazione del futuro cittadino l’educazione, lo stile di vita, i valori che riceviamo e respiriamo nella nostra realtà familiare? quali attenzioni riservare a quest’aspetto dell’educazione dei figli?


Sintesi dell incontro

La famiglia – ha detto il prof. Goisis – non appartiene alla politica né solo al suo privato; essa ha un ruolo a sé, è un crocevia tra pubblico e privato, e svolge un ruolo educativo insostituibile, quale nessun’altra istituzione pensata o realizzata dall’uomo. Vale a dire che quanto accade, si apprende, si respira nel ‘piccolo’ della famiglia, sarà la cifra del nostro stare nella società.

La famiglia nell’educazione e nella formazione dell’individuo possiede straordinarie e uniche possibilità. Pensiamo, ad esempio, a due idee, due modalità caratteristiche e specifiche della realtà familiare: il perdono e la gratuità.

In famiglia si impara a far pace, tra sposi, tra genitori e figli, tra fratelli, etc.; si impara continuamente, giorno dopo giorno a ritessere piccole o grandi lacerazioni, ricostruendo la concordia necessaria per andare avanti tutti insieme, secondo gli eventi e le età.

In famiglia si impara che la vita insieme chiede di donare e di donarsi senza aspettare nulla in cambio, senza scambio utilitaristico, senza la legge del do ut des, senza un tornaconto; la realtà familiare, per prima, insegna all’individuo che esistono valori che non hanno prezzo e per i quali siamo chiamati a spenderci gratuitamente.

Ma entrando, più specificamente nell’educazione alla cittadinanza, quali sono i passaggi educativi più significativi?

La capacità di partecipazione. La cittadinanza o è partecipativa o non è tale. In famiglia la necessità di trovare un passo comune per camminare insieme senza lasciare nessuno indietro, allena ad essere propositivi, cominciando da cose piccole e praticabili.

La responsabilità. Il tema della responsabilità è strettamente connesso alla libertà. Anzi l’idea più feconda di libertà è quella di una libertà totalmente responsabile delle proprie scelte. La libertà responsabile è in atto nella famiglia e si traduce in gesti d’amore.

La cittadinanza attiva. Il cittadino non può considerarsi un terminale di benefici; è indispensabile la sua dinamica e attiva partecipazione alla vita pubblica attraverso gli organi e i mezzi disponibili.

Nella famiglia ogni componente individua e riconosce il proprio ruolo e partecipa attivamente alla vita familiare, dando il proprio contributo nelle scelte che riguardano tutti e si ripercuotono nella vita di tutti. Come avviene all’interno della famiglia, così avviene anche nel mondo, all’interno della propria realtà, e non solo per il singolo individuo, ma anche per le famiglie. Senza rinchiudersi nel proprio privato, ponendolo a giustificazione di una presa di distanza dall’impegno, cedendo alla deriva familistica, le famiglie devono riscoprire il coraggio e l’impegno di guardare fuori da se  stesse, dentro alle famiglie degli altri, di specchiarsi nelle famiglie degli altri, dando vita a reti e rompendo così la gabbia della solitudine. La famiglia deve divenire scuola di impegno e di coraggio.

Educare difronte al potere. Il potere demonizzato o, al contrario, il potere agognato per sopraffare l’altro, generano due atteggiamenti opposti, ma ugualmente negativi: la rivolta, nel primo caso, e la sudditanza, nel secondo. E’ indispensabile sviluppare, invece, un atteggiamento di equilibrio e di serenità, nei confronti del potere, dell’autorità. Ma un simile atteggiamento si impara in uno spazio aperto al confronto, all’accoglienza di opinioni diverse, alla discussione, allenato a considerare anche le ragioni dell’altro e, soprattutto, difronte ad un’autorità di competenza e di profondità che si esprime con l’esempio. Tale deve essere anche lo spazio  familiare se vuole formare il carattere dell’individuo.

 

Infine, educare alla politica non significa dare indicazioni o impartire lezioni. Non, dunque, astrazioni, né attivismo legato alla contingenza. La politica, infatti, è una forma di “universale concreto”: servire l’intera umanità risolvendo alcuni problemi politici.

 

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