Il mondo del lavoro oggi: analisi, riflessioni, prospettive.

:” Il mondo del lavoro oggi: analisi, riflessioni, prospettive.”

            Lo sguardo di un economista

 

Relatore : prof. Ferruccio Bresolin, docente di Economia Politica Università Ca’ Foscari

Datagiovedì 23 ottobre


Il prof.Bresolin ci ha aperto un orizzonte molto ampio sull’economia e sul lavoro.

Attraverso un excursus storico rapido, ma chiaro, ci ha spiegato come il concetto di lavoro si sia delineato ed evoluto nel tempo a partire dalle due principali correnti di pensiero economico: quella collettivista e quella liberale (economia di mercato). Ci ha fornito – soprattutto a chi tra noi è più estraneo al linguaggio ed alla pratica economici – delle chiavi di lettura molto utili per leggere, comprendere ed interpretare un po’ di più le scelte di politica economica che ci vengono proposte ed attuate. Sono scelte che riguardano, certamente, il vasto ambito internazionale o nazionale, ma che ricadono poi anche nel nostro territorio, fino ad arrivare nelle nostre case, toccandoci da vicino.

Si è parlato, dunque, di contrattazione del lavoro, di sindacati, di salario come variabile indipendente, di politica dei redditi, ….. .

Quindi, il prof.Bresolin, ha considerato a grandi linee quello che è stato il percorso economico del nostro Paese, soprattutto a partire dal Secondo Dopoguerra fino ai giorni nostri, mettendo in risalto quali siano le risorse ed i pregi, ma anche i limiti ed i condizionamenti politico-economici che influiscono tuttora nella gestione della politica economica italiana.

Infine ha considerato la realtà della nostra regione, nata come regione prevalentemente agricola; quindi trasformatasi in regione a carattere fortemente industrializzato (in modo talora indiscriminato e con gravi costi a livello ambientale!), ma sempre più tesa alla terziarizzazione, anche a seguito della delocalizzazione industriale, in paesi extracomunitari.

Può essere importante richiamare alcune riflessioni su temi di grande attualità nell’ambito dell’economia e del lavoro, emersi ed approfonditi nel corso del dibattito e che senz’altro saranno materia di ulteriore approfondimento e discussione nel corso degli incontri di approfondimento.

Si tratta di tre temi.

  • DELOCALIZZAZIONE: al di là della percezione negativa generalmente diffusa, ha detto il prof.Bresolin: “La delocalizzazione non è immorale!” Portare lavoro là dove non c’è, significa creare le condizioni per arginare il problema, sempre più sentito, dell’emigrazione di massa dai paesi più poveri a quelli più ricchi. La delocalizzazione può avere, però, due facce: quella viziosa dello sfruttamento di manodopera a basso costo e non tutelata in alcun modo; oppure quella virtuosa dell’esportazione di competenze e benessere. Per noi sarà un buon argomento di riflessione.
  • MOBILITA’, FLESSIBILITA’: temi all’ordine del giorno nella politica economica, che si fanno sentire in tutta la loro portata nelle nostre realtà familiari. Si tratta di soluzioni che, senza dubbio, segnano uno stacco traumatico con quello che è stato fino a poco tempo fa un caposaldo ed un valore riconosciuto dal punto di vista sociale; ma che, sempre più, si stanno imponendo quali sbocco e soluzione nelle nuove prospettive economiche per salvaguardare l’economia di mercato. Questa sfida porta in sé opportunità positive, ma necessita assolutamente di una preparazione adeguata per poter essere affrontata nel migliore dei modi. Bisogna puntare sulla formazione delle giovani generazioni per renderle capaci di porsi nel mercato del lavoro con gli strumenti adeguati all’inserimento in esso. E di qui il terzo tema.
  • IL CAPITALE UMANO: le giovani generazioni sono il capitale umano. Ha detto il prof.Bresolin:”Il capitale umano è l’unico, vero, autentico capitale. Investire in esso è un problema di cultura, formazione e responsabilità!”. Lo Stato che dimostra attenzione verso il proprio capitale umano e se ne prende cura veramente crea solide basi per lo sviluppo economico e guarda con fiducia al futuro. Anche questa notazione, fatta con lo sguardo “scientifico” dell’economista ci offre un buon punto di partenza per continuare a riflettere, arricchendo queste riflessioni alla luce della fede.

Volevamo cogliere lo sguardo dell’economista: forse ci attendevamo, data la situazione economica mondiale,  uno sguardo pessimista ed invece il prof.Bresolin  ci ha sorpreso per il suo sguardo fiducioso sul futuro.

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