Il lavoro: condanna o benedizione? Riflessione a partire dalla Parola di Dio

Il lavoro: condanna o benedizione? Riflessione a partire dalla Parola di Dio

Relatore : don Firmino Bianchin

Data: giovedì 6 novembre


Don Firmino Bianchin, biblista e monaco camaldolese, ci ha aiutati, accompagnandoci passo passo nella Sacra Scrittura, ad affrontare il tema del lavoro alla luce della Rivelazione. Fin dalla Creazione Dio ha associato l’uomo alla sua opera creatrice, lo ha voluto e lo vuole suo collaboratore, affinché anche con il suo lavoro contribuisca alla realizzazione del ”sogno”, del progetto di Dio, sull’umanità e sul mondo. Un progetto che porterà davvero a cieli nuovi e terra nuova, un divenire grandioso nel quale i valori del lavoro, del progresso, della giustizia e della solidarietà saranno possibili. Questa è la prospettiva di speranza contenuta nella Scrittura. Fin dal principio, dunque, il lavoro dell’uomo fa parte del “sogno” di Dio ed è benedizione. Saranno la disobbedienza dell’uomo e la sua superbia a rompere l’armonia della Creazione, caricando il lavoro di fatica e sofferenza. Ma Dio si fida della sua creatura e, nonostante le sue ripetute infedeltà, lo sostiene e lo guida nel cammino di salvezza. L’uomo, dal canto suo, deve costantemente verificare che il proprio lavoro, la propria attività, sia conforme al progetto di Dio. E questo richiede tempo e preghiera per ricostruire e la relazione, il dialogo con Dio, fonte di Verità e di Sapienza. Solo se condotto con Sapienza il lavoro dell’uomo assomiglia al lavoro di Dio ed è conforme al suo progetto, alla realizzazione del Buono. Nella Creazione Dio in ciascuna delle sue attività produsse il Buono: “Dio vide che era cosa buona”, troviamo ripetuto nel testo della Genesi. Solo il Buono serve alla vita di Tutti, costruisce il Bene Comune. Il lavoro, dunque, ha in sé un valore sociale. Il lavoro, illuminato dal dono della Sapienza, preserva dall’avidità, dallo sfruttamento, dall’ingiustizia, dall’idolatria prodotta da lavoro; salva l’uomo dall’affanno del troppo lavoro, orientandolo al recupero degli spazi di riposo e di contemplazione. “Auguriamoci”, ha concluso Don Firmino Bianchin, “che il nostro lavoro, qualunque esso sia, anche nel grigiore quotidiano, possa conoscere la gioia segreta della gratuità e la forza di promuovere vita finché il Regno di Dio venga pienamente per tutti gli uomini”.

 

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