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5 Il laicato. Il riconoscimento di un nuovo ed importante ruolo dei laici all’interno della Chiesa

Il laicato. Il riconoscimento di un nuovo ed importante ruolo dei laici all’interno della Chiesa

  giovedì 17  febbraio 2011

Relatore: dr.ssa Paola Bignardi, già Presidente nazionale di Azione Cattolica 


Nel corso dell’ultimo incontro con la dr.ssa Paola Bignardi si era parlato di laicato, di come il Concilio avesse riflettuto sul ruolo e la dignità dei laici all’interno della Chiesa. Il tema su cui andiamo a riflettere questa sera è strettamente collegato al precedente, anzi ne costituisce quasi il necessario sviluppo.

Proviamo allora a farne una breve sintesi.

 

Il CVII, ci ha detto Paola Bignardi, è stato definito anche il “Concilio dei laici” per l’importanza che il tema ha avuto nella riflessione conciliare. Il Concilio avviò un processo di conoscenza ed approfondimento della vocazione laicale. Una vocazione che porta con sé la fatica della Chiesa stessa nel suo rapporto con il mondo e nel mondo. Il CVII, raccogliendo i frutti di un patrimonio di fede, riflessione e spiritualità maturato nel tempo tra i laici cristiani all’interno delle comunità e delle associazioni, è stato, un punto di partenza, perché ampia è la prospettiva che il Concilio ci ha aperta e lunga il cammino che ancora ci attende.  Ma è stato anche un punto di arrivo. Di arrivo in quanto ha portato il laicato a crescere nel senso di responsabilità, di collaborazione all’interno della Chiesa e nella diffusione della preghiera e della spiritualità dei laici.

Il CVII ha riconosciuto e riconsegnato alla Chiesa la dignità dei laici, riconosciuti quale parte indispensabile e vitale di essa. Da ora in avanti la Chiesa non apparirà più come ruotante intorno alla gerarchia, ma si comincerà a parlare di popolo di Dio, dove tutti i membri (consacrati e laici) hanno pari dignità, la dignità derivante dall’unico battesimo.

Ma quale è stato il cammino della riflessione conciliare?

Dopo 20 anni dal CVII la Chiesa tornerà a parlare di laicato nell’esortazione apostolica Christifideles laici trattando ancora del ruolo dei laici nella pastorale. Nel documento si verificavano i segnali della novità portata dal Concilio all’interno delle comunità cristiane, riconoscendo lo stile di collaborazione, la partecipazione attiva dei laici nella catechesi, nella liturgia, nelle associazioni e nei movimenti, la presenza e il ruolo delle donne nella chiesa. Accanto a tutto questo, però, si evidenziavano anche alcune criticità, vere e proprie tentazioni, nel cammino del laicato. Quali?

  • eccessivo impegno dei laici nei vari servizi pastorali e, conseguentemente e parallelamente a questo,
  • il rischio di una pericolosa separazione tra fede e vita: al crescere dell’impegno nei vari ambiti pastorali, andava diminuendo l’impegno negli ambiti secolari più specifici della vita laicale.

A 50 anni dal CVII tali criticità – osserva Paola Bignardi – ci appaiono ancora più forti. Perché si è verificato questo? Quali le cause del sempre più coinvolgente impegno pastorale e sempre minore impegno secolare?

  • contesto socio-culturale sempre più distante dalla visione cristiana della vita
  • riorganizzazione pastorale, pensata e gestita come risposta forte ad un mondo percepito come Pragmatismo ed efficientismo.
  • Tendenza alla centralizzazione pastorale. Il riferimento ad un centro forte, quello della gerarchia ecclesiastica, penalizza la propositività e le iniziative dei laici. Siamo di fronte ad una sorta di clericalismo: i laici cristiani mostrano di rinunciare troppo spesso al peso della responsabilità e non disdegnano di farsi guidare. Ma in questo modo, sempre più paurosi e sempre meno coraggiosi, si spengono capacità, spirito di iniziativa, passione per la testimonianza nel mondo.

 

Difronte a tutto questo, dobbiamo prendere atto di una sofferenza della vocazione laicale.

 

Come recuperare? Paola Bignardi ci ha indicato quattro percorsi.

  • Ridare valore alla secolarità, ovvero recuperare la sintonia con il mondo: il mondo, nonostante tutti i suoi mali, contiene il mistero di Dio e il cristiano è chiamato a cercare e svelare questo mistero.
  • Comunione, ovvero la capacità di costruire in armonia vivendo la diversità come risorsa e ricchezza
  • Corresponsabilità – parola un po’ abusata e svilita nel suo significato -, ovvero accettare la responsabilità di pensare insieme la vita della chiesa, prendendo le distanze da un facile clericalismo.
  • Formazione, ovvero leggere insieme, nelle comunità cristiane, la vita per individuare insieme le strade per vivere questa vita alla luce del Vangelo; leggere la Parola di Dio; accogliere le sollecitazioni e le provocazioni che ci giungono dal mondo.

Per compiere questa strada il CVII ha ancora molto da dirci; è un tesoro che non possiamo assolutamente permetterci di sotterrare.

 

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