3- Alle radici della spiritualità cristiana. Quando tutto cambia….

Alle radici della spiritualità cristiana. Quando tutto cambia….

Giovedì 15 dicembre 2011 

relatore: don Firmino Bianchin, biblista, monaco camaldolese

SINTESI INCONTRO

Con questo incontro che ha visto come relatore Don Firmino Bianchin, si è conclusa la prima parte del nostro percorso, che ci ha introdotti in modo ampio nel tema della famiglia, considerandola, innanzitutto, sotto il profilo dell’analisi sociologica, in relazione ai grandi mutamenti sociali, culturali, economici del nostro tempo (prof. Dalla Zuanna); quindi, sotto il profilo antropologico, quale luogo nel quale l’individuo si muove e compie il suo cammino verso la maturità adulta nella relazione con chi lo ha preceduto e con chi è venuto dopo di lui (prof. Grandi); infine, sotto il profilo teologico-biblico.

Grande afflusso alla relazione di Don Firmino, con la sala completa e molte persone hanno dovuto ascoltare sedute nel corridoio .

Richiamiamo solo qualche idea, anzi due concetti-chiave, intorno ai quali si è sviluppata la riflessione di don Firmino: memoria e ascolto.

La famiglia – dice don Firmino, in stretta continuità con il prof. Grandi – costituisce il luogo fondamentale per la formazione dell’identità dell’individuo e per il suo cammino di vita: è il luogo dove storia (generazioni passate, presenti e future che convivono) e memoria (custodita e trasmessa) si intrecciano. Ciò che determina l’identità di un popolo e di ciascun individuo che ne faccia parte,  è il riferimento ad una memoria collettiva, ossia quell’insieme di eventi, fatti, esperienze, vissuti da chi è venuto prima di noi,  trasmessi di generazione in generazione e che sono divenuti patrimonio comune: un passato che ci appartiene anche se non lo abbiamo vissuto, quasi un DNA culturale e sociale.

 

Anche una comunità di fede nasce attraverso una memoria custodita e tramandata. Nel libro del Deuteronomio, Dio stesso affida, quasi come comandamento, ai padri il compito di fare memoria con i figli della Pasqua del Signore, l’evento cardine, su cui si fonda l’identità stessa di Israele e alla luce del quale Israele legge e dà un senso alla propria storia. Di generazione in generazione il memoriale della Pasqua del Signore è responsabilità affidata alla famiglia. I padri racconteranno ai figli ciò che, a loro volta hanno udito e imparato; e i figli chiederanno ai padri ciò che fu e resta significativo nei deserti, nelle schiavitù, nei fallimenti della vita, chiederanno ai padri ciò che dà senso alla vita, che la ricrea e la rinnova e dà la forza per continuare a camminare.

 

Questo dialogo tra padri e figli, diventa dialogo con Dio stesso, perché è la Parola letta, custodita e trasmessa, che mette la famiglia in dialogo con Dio. Solo l’ascolto della Parola di Dio ci permette di acquisire e mantenere familiarità con gli eventi di Dio, tenere viva l’esperienza di Dio ed elevare a Lui la nostra preghiera più autentica. Possiamo parlare,dunque, di un vero primato dell’ascolto. Se, infatti, questo viene meno, anche la memoria cade e la comunicazione tra generazioni si interrompe creando un vuoto di significati e di senso negli individui e nella società nei quali tendono ad insinuarsi altre esperienze, seduttive peraltro, ma povere, deviate, portatrici di disvalori. Perdere la memoria, non custodirla e non trasmetterla condanna l’individuo a rincorrere l’effimero ed a rimanere schiacciato sul presente, senza prospettive e senza un bagaglio di esperienza per affrontare le sfide del futuro.

 

 

Con l’incontro di questa sera diamo inizio alla seconda parte del nostro cammino entrando a prendere in considerazione quei valori fondamentali che la famiglia porta in sé e che è chiamata custodire di generazione in generazione per dare ad ogni uomo la forza e gli strumenti per affrontare il suo cammino di vita.


Abbiamo registrato la serata, ma per motivi tecnici la registrazione è partita in ritardo e mancano quindi i primi minuti dell’intervento.
In ogni caso rendiamo disponibile il file audio  audio[ scegli qui ] , con la lunga relazione… Ci scusiamo per l’incoveniente

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