“POP ECONOMY. Da dove allegramente vien la crisi e dove va”.

  1. “POP ECONOMY. Da dove allegramente vien la crisi e dove va”. Spettacolo di Alberto Pagliarino e Nadia Lambiase.

Produzione Teatro Popolare Europeo e Banca Popolare Etica


Il percorso della SFS quest’anno si è aperto con un momento, potremmo dire, davvero festoso, di grande partecipazione (non solo in termini numerici), che ci ha resi molto soddisfatti. Soddisfatti perché lo spettacolo ci ha permesso di condividere contenuti e riflessioni importanti. Ci ha spiegato, infatti, come siamo giunti alla crisi attuale, aiutandoci a focalizzare in che modo e attraverso quali scelte, quali valori – o disvalori – il meccanismo (ritenuto quasi infallibile del nostro sistema economico) si sia inceppato, causando danni e sofferenze enormi  ad interi paesi e a migliaia di persone. Le scelte ed i disvalori sono stati questi

  • inseguire l’obiettivo di un profitto sempre maggiore
  • da sostenersi attraverso un aumento illimitato dei consumi
  • fino all’estrema conseguenza di produrre denaro dal denaro (la cosiddetta finanza creativa, o tossica, che anche in questi giorni è all’onore – o meglio al disonore – delle cronache.

Quest’ultimo punto è stato l’errore più grave, quello che per noi dovrebbe segnare il campanello d’allarme del punto di non ritorno. Produrre denaro con il denaro, e non più con la fatica ed il lavoro dell’uomo, è operazione contro natura, che ha finito per rivoltarsi contro di noi, sottomettendoci totalmente all’idolo del denaro, quell’idolo che con superbia si era pensato di poter dominare e controllare e dal quale, invece, siamo finiti per farci dominare e controllare fino alla rovina. La sottomissione all’idolo del denaro ci ha portati a perdere di vista la persona, il suo diritto ad una vita dignitosa attraverso il frutto del proprio lavoro all’interno di una società giusta e solidale.

Difronte a tutto questo non possiamo, soprattutto all’interno delle comunità cristiane,  permetterci atteggiamenti quali lo sconforto; o la ribellione contro tutto e contro tutti senza progetti; oppure la rassegnazione, credendo a chi ci dice che non sono possibili strade alternative, che i giochi sono troppo grandi e superiori alle nostre forze di individui.

Le esperienze negative, invece, – come tutti noi sappiamo nella vita –  servono; ma ci sono utili, solo se da esse traiamo degli insegnamenti, capiamo gli errori commessi. Devono, cioè, attivare idee, progetti, impegno e la ferma e risoluta volontà di cambiare, credendo che cambiare si può se si vuole e se, in questo caso, si è disposti a rinunciare a qualcosa. Lo abbiamo detto anche la sera dello spettacolo, ma ce lo diremo e ridiremo ancora altre volte nel corso dei nostri incontri. E, come cristiani, ce ne dobbiamo fare  promotori.

Le strade ci sono e ne abbiamo vista già una: è possibile, esiste la possibilità di fare finanza etica, di fare banca e di trafficare il denaro come un talento, mettendolo a servizio delle persone, delle loro esigenze, per dare loro una possibilità di lavorare, scommettendo sulla loro determinazione a mettersi in gioco con le proprie capacità. Certo, è possibile, ma accontentandosi del giusto profitto!

Sono scelte, queste alla portata di ciascuno. Come alla portata di ciascuno è anche la scelta di gestire la nostra economia familiare con criteri e attenzioni diversi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *