3 L’Economia di Comunione: una proposta di agire economico per il bene comune

  1. L’Economia di Comunione: una proposta di agire economico per il bene comune

Relatore: dr. Alberto Frassineti, consulente aziendale presso il polo Lionello Bonfanti, sede di Economia di Comunione SpA   

Biografia Alberto Frassineti

Laureato in Ingegneria nucleare all’Università di Bologna, ha proseguito la sua formazione conseguendo un master nell’area della direzione aziendale strategica e dell’organizzazione. Successivamente le sue esperienze professionali sono maturate nelle aziende metalmeccaniche di produzione, dove ha ricoperto ruoli dirigenziali. Dal 2000 è socio fondatore della società di consulenza GM&P Consulting Network, occupandosi principalmente di consulenze nell’area mission, vision, strategie, nell’area organizzazione aziendale e di formazione per imprenditori e manager di piccole e medie imprese. Dal 2006 lavora anche come consulente di Istituti e Congregazioni religiose, occupandosi di consulenza strategica e di organizzazione, in particolare su missione e gestione delle opere generate da un carisma, oltre che di formazione per consacrati e laici presenti nelle opere. Già consigliere di amministrazione della E. di C. SpA sin dal 2001, ha contribuito alla ideazione e realizzazione del Polo Lionello Bonfanti, polo italiano delle aziende aderenti al progetto di Economia di Comunione, Cofondatore della Scuola di Economia Civile, fa parte del corpo docente e ne è Consigliere Delegato. Collabora, in qualità di docente, con l’Università degli Studi di Milano Bicocca, con l’Università di Bologna-sedi di Forlì e Rimini, con l’Università di Pisa e con l’Università Cattolica-sede di Roma con docenze e seminari riguardanti i temi dell’economia civile, della mission e strategie, dell’organizzazione aziendale.


Sintesi dell’incontro

Con l’incontro di oggi, dedicato all’esperienza di Economia di Comunione, si è conclusa la parte del nostro percorso dedicata alle proposte e testimonianze concrete di un modo diverso d’intendere e vivere l’economia e la finanza. Si è trattato, ovviamente, di alcune proposte -Banca Etica, GAS e Bilanci di Giustizia, Economia di Comunione -. Siamo ben consapevoli di non aver esaurito tutto il panorama di iniziative che si muovono nella direzione del rinnovamento o del cambiamento, ma siamo certi di aver dato degli spunti , delle idee per stimolare la riflessione, il discernimento personale e, magari, anche la decisione a compiere qualche passo concreto per cambiare qualcosa  almeno nel nostro piccolo. La buona partecipazione agli incontri, d’altra parte, ci dice una crescente sensibilità a questi temi.

Con l’incontro di questa sera inizia la seconda parte del nostro percorso, che si articolerà in due momenti: il primo dedicato all’approfondimento del tema sotto il profilo biblico ed  il secondo sotto il profilo filosofico-antropologico. Riteniamo importante questi approfondimenti, perché quando i cristiani si interrogano e riflettono sul mondo e sul loro esserci dentro al mondo e alla storia, devono avere ben presente che le loro scelte hanno un senso e possono avere un futuro se hanno a fondamento la Parola di Dio; se riconoscono in Cristo – Parola di Dio fatta uomo – il modello dell’uomo come Dio lo ha pensato e a cui dobbiamo riferirci non solo a livello personale, ma anche per costruire la società. Ma prima di affrontare questa riflessione, facciamo una breve sintesi dell’incontro di giovedì scorso su EdC.

 

Per riprendere i contenuti dell’intervento di Alberto Frassineti, partirei da quella che è stata una sua considerazione finale. Oggi – concludeva Frassineti – sembra che si debba scegliere obbligatoriamente tra due strade: da una parte dinamismo, competitività ed efficienza; e dall’altra valore etico, solidarietà, fraternità, relazionalità; profit e non profit come alternativi e inconciliabili. L’EdC, invece, dice che si può mettere l’economia a servizio della solidarietà e della fratellanza facendo profitti; coniugare le esigenze di mercato con quelle della solidarietà. L’EdC – come ha scritto Benedetto XVI nella CV – “non esclude il profitto ma lo considera come uno strumento per realizzare finalità umane e sociali”. Il terreno su cui è nata e cresciuta EdC è quello del movimento dei Focolari di Chiara Lubich e i principi che ne stanno alla base sono sostanzialmente due: 1) fraternità (siamo tutti figli di Dio con pari dignità); 2) la cultura del dare, inteso come donare e donarsi. Il Vangelo ci dice “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”: significa che ciò che abbiamo lo abbiamo in gestione. Si escludono spreco e accumulo, per promuovere un uso sobrio e responsabile dei beni.

Partendo da questi presupposti, impresa e lavoro assumono un volto ed un cuore diversi e nei poli di EdC troviamo la dimostrazione di come si possa veramente vivere nella logica dell’amore scambievole.

Come si concretizza la gestione d’impresa di EdC?

  • azionariato diffuso (tanti piccoli azionisti contro la logica dell’accumulo)
  • divisione degli utili in tre parti
  • una parte per incrementare l’azienda
  • una parte per aiutare chi si trova nel bisogno (aiutando a cercare lavoro o dando lavoro)
  • una parte per sviluppare strutture per formare uomini e donne alla cultura del dare

Due idee importanti da riprendere, sottolineare e fare senz’altro nostre da domani

  • aiuto ai poveri. Inteso non come filantropia, ma come sussidiarietà e reciprocità, perché, in nome della fraternità universale, chi da ha la stessa dignità di chi riceve. L’uscita dell’indigente dalla povertà è crescita per tutti. Il povero non è ai margini dell’economia, ma un punto di partenza. La povertà non deve essere esclusa, ma inclusa (si parla di inclusione produttiva). EdC è un modo di intendere l’economia che apre grandi possibilità di sviluppo umano.
  • “Lavorare con amore”. Significa arricchire il lavoro di un valore aggiunto che supera il semplice profitto e compenso. E questo valore aggiunto si chiama gratuità. Benedetto XVI nella Caritas in Veritate aveva parlato della necessità di introdurre nell’economia, nel lavoro, la dimensione del dono e della gratuità. Ciò avviene – ci diceva Frassineti – quando viviamo il lavoro non solo per noi stessi, ma per l’altro, per la comunità, in vista di un bene per tutti, bene comune. Perché l’amore per l’altro e per il bene comune è la forza più potente che ci spinge a fare bene e fino in fondo e anche di più il nostro lavoro. Il lavoro come amore è più grande del lavoro.

EdC – concludeva Frassineti – alla società di oggi, all’economia di oggi, dice che dobbiamo essere profeti di bene comune nel campo politico, civile, industriale, economico.

 

Scaricate il  PDF dell ‘intervento del dr. frassineti.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *