4 Memoria e speranza. Nel tempo della prova il Signore sostiene ed educa il suo popolo

  1. Memoria e speranza. Nel tempo della prova il Signore sostiene ed educa il suo popolo

Relatore : don Firmino Bianchin, biblista, monaco camaldolese,


Biografia Don Firmino Bianchin

Biblista,  monaco camaldolese. fondatore della comunità monastica camaldolese a Montebelluna (TV)


sintesi dell’incontro

A Don Firmino  avevamo chiesto di aiutarci a riflettere su come Dio sostenga, guidi ed educhi l’umanità anche attraverso le prove più difficili.

In bilico tra un passato con i suoi errori, un presente carico di difficoltà e, per molti, di sofferenza, ed un futuro che vorremmo diverso e migliore – diceva aprendo il suo intervento don Firmino – avvertiamo forte un senso di precarietà, di insicurezza e desideriamo riconoscere il volto di Dio che ci accompagna:

Ma come incontrare il volto di Dio, come rintracciare la sua cura educativa di Padre, quando ci sentiamo travolgere da eventi e difficoltà che avvertiamo superiori alle nostre forze e tutto sembra precipitare?

La via è quella dell’ascolto, profondo e orante, della Parola di Dio custodita nella Bibbia; Parola attraverso la quale Dio rivela pienamente il suo volto all’uomo. La Bibbia, Vecchio e Nuovo Testamento, – diceva don Firmino, citando un passo del cardinale Martini – è memoria delle vie di Dio, ossia memoria della sua fedeltà nell’accompagnare il suo popolo, l’umanità intera, attraverso le vicende della storia per realizzare il Suo progetto di bene e di salvezza. Progetto annunciato ad Abramo e pienamente manifestato in Cristo; progetto al quale, come Abramo e sulle orme di Cristo, siamo chiamati a dare vita anche noi oggi. Infatti, citando ancora Martini, “le vie del passato sono quelle per cui il Signore fa ancora camminare il suo popolo”. E “ La memoria delle strade di Dio aiuta a orientarsi nel cammino futuro”. La storia di Abramo è paradigmatica. E’ la nostra storia e quella del tempo che stiamo vivendo.

 

  • La chiamata di Abramo si inquadra in una situazione “sociale” di progressivo impoverimento, che si abbatte su Abramo e Sara e sul loro clan; una situazione di crisi che sembra non lasciare intravedere futuro (® la sterilità della coppia dice di una mancanza di prospettive, di speranza).
  • Dio irrompe nella loro storia chiedendo loro di rompere con le radici della società che li ha visti nascere e crescere, e di aprirsi ad un futuro nuovo. Come?
  • Dio offre ad Abramo un progetto nuovo, gli offre la possibilità di una vita diversa e gli chiede di fare suo questo progetto (questa è la chiamata di Abramo). Non sarà solo, Abramo, Dio lo sosterrà con la sua benedizione, la Sua forza.
  • Abramo accogliendo il progetto di Dio, facendolo proprio e divenendo strumento responsabile della sua realizzazione, diventerà a sua volta benedizione per l’umanità. Come dire che attraverso l’esercizio della nostra libertà e della nostra responsabilità di fronte alla chiamata di Dio e con il Suo sostegno, possiamo divenire benedizione per il mondo, ossia forza creativa e innovatrice.

 

Dunque, CRISI, PROGETTO NUOVO, LIBERTA’, RESPONSABILITA’ sono le parole chiave che la Bibbia, attraverso la storia di Abramo, ci consegna per guidarci e aiutarci a liberare forze e speranze per affrontare i difficili passaggi della nostra vita o della storia. E a queste parole se ne aggiunge un’altra: FEDELTA’. La fedeltà di Dio che, pur attraverso le prove più dure, guida e sostiene l’umanità, garantendo la costruzione di un bene imprevedibile, frutto del suo progetto, del suo sogno.

Il Concilio Vaticano II 50 anni fa richiamava con forza la Chiesa ad riorientarsi sul progetto di Dio per poter camminare al passo con la storia e nelle sue quattro Costituzioni ci indicava con chiarezza le strade di una nuova pastorale.  Il primato dell’ascolto della Parola di Dio (Dei Verbum), trovando strumenti comunitari e personali adeguati che lo consentissero (la riforma liturgica della Sacrosanctum Concilium); la missione della Chiesa, come quella di Cristo, luce delle genti, è missione di salvezza (Lumen gentium), perché la salvezza è ciò che Dio vuole per il mondo, il suo sogno per l’umanità tutta (Gaudium et spes). Forse il modo migliore per ricordare il Concilio ed anche per aiutarci a leggere il nostro tempo, sarebbe ristudiare le Costituzioni? Potrebbe essere.

 

Alleghiamo  il PDF dell’intervento di Don Firmino Bianchin 

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