1) Il Welfare in Italia: criticità e scenari evolutivi

A calendario avevamo relatore . Il professor Prandini ,che  per gravi problemi famigliari , non ha potuto intervenire , ma lo ha sostituito egregiamente  il professor Matteo Orlandini.

Foto del docente

Matteo Orlandini

Assegnista di ricerca
Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia
Tutor didattico Scuola di Scienze politiche

Assegnista di ricerca all’Università di Bologna, svolge le sue ricerche nell’ambito della sociologia generale e dei processi culturali e comunicativi.

Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare alle politiche sociali e al Terzo settore. Incentra la sua ricerca sul tema della personalizzazione dei servizi di welfare e della certificazione delle politiche di welfare aziendale.

Attualmente partecipa al progetto europeo Innosi (Innovative Social Investment. Strengthening communities in Europe) nei work packages relativi all’analisi dei dati di investimento sociale e degli studi di caso italiani.

Formazione Laureato in Sociologia nel 2008, presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna, consegue il Dottorato di ricerca in Sociologia nel 2012 presso il medesimo ateneo.

Attività didattica Dal 2009 è cultore della materia in Sociologia dei processi culturali e comunicativi. Inoltre svolge attività didattiche, lezioni frontali, seminari di studio ed esami nei corsi di Sociologia del Terzo settore e Sociologia (Laurea SPOSI).

Attività scientifica Ha partecipato a programmi di ricerca nazionali: Famiglie e bisogni sociali: a frontiera delle buone pratiche (Osservatorio Nazionale sulla Famiglia 2006); Il valore sociale aggiunto del Terzo settore: come misurare la produzione di beni relazionali (PRIN 2007); La famiglia in Italia. Sfide e innovazione nei servizi (Osservatorio Nazionale sulla Famiglia 2010); Studio degli impatti prodotti dalle misure di Family Audit sulla vita dei dipendenti delle imprese coinvolte nella sperimentazione nazionale (Provincia Autonoma di Trento 2015).

Visiting Fellow presso il Third Sector Research Centre (University of Birmingham), invitato dal prof. Pete Alcock, TSRC director, sul progetto “Comparing English and Italian Third Sector”.
Referee di riviste italiane nel settore della Sociologia dei processi culturali e comunicativi e della Sociologia generale.
Appartenenza a comitati scientifici e editoriali
Dal 2008 è membro della redazione della rivista “Sociologia e politiche sociali”


Sintesi dell’incontro

L’incontro ci ha aperto l’orizzonte nel quale collocare e muovere la nostra riflessione per quest’anno. Il dr. Orlandini – come gli avevamo chiesto – ci ha disegnato un quadro generale del Welfare State, partendo dalla realtà europea (modello anglosassone; modello socialdemocratico → Svezia; modello conservatore/corporativo → Germania, Francia; modello mediterraneo → Italia, Spagna Grecia), per entrare poi in Italia, nel nostro sistema: come è stato concepito e come si attua e si concretizza; mettendo a fuoco le positività (ampiezza dei servizi erogati a tutti i cittadini) e le criticità (disfunzioni funzionali legate a squilibrio nella gestione delle risorse economiche dei tre comparti, sanità, servizi sociali e assistenza; carenza di politiche familiari degne di tale nome legate alla sfera della cura ai figli e agli anziani); guardando alle prospettive per il futuro. Non sono qui a riassumere la sua relazione.

Desidero solo riproporvi alcune idee su cui riflettere

  • La definizione di Welfare. Il WELFARE – ci ha detto il dr. Orlandini – è una RIFLESSIONE SULLO STATO. Cosa significa? Esso è l’espressione di come uno stato pensa se stesso in rapporto alla distribuzione e alla redistribuzione delle risorse per il bene comune. Ogni popolo ha il suo modo di concepire la comunità civile e le relazioni che la animano, possiede valori che riconosce come fondanti, e partendo da questi individua le modalità attraverso le quali prendersi cura gli uni degli altri. Possiamo, dunque, dire che il welfare è in qualche modo uno specchio di una società. Progettare e ripensare lo stato sociale è non solo questione di tecnica economica, ma è questione di idee, progetti per il futuro, valori! Un punto fermo
  • Un cammino europeo condiviso. Il tempo di crisi che stiamo vivendo ci impone di RIPENSARE IL WELFARE, non di eliminarlo. In Europa, si sta ripensando lo stato sociale (a partire da quello anglosassone a quello socialdemocratico) su criteri e obiettivi nuovi e diversi rispetto al passato, individuando  PERCORSI COMUNI, operando SCELTE CONVERGENTI. Eccone alcuni.
    • Personalizzazione → significa ripartire dalla persona, dal suo valore, dalle sue capacità; significa riconoscere la persona come una risorsa, comunque, anche nel momento della fragilità economica, di salute o anagrafica; non solo una voce di spesa. Tradotto in termini di Welfare significa ricalibrare il rapporto tra enti erogatori e utenti, instaurando relazioni di reciprocità, dove un ruolo fondamentale è svolto dalla
    • Famiglia → luogo della vita e delle relazioni per le persone; interlocutore e catalizzatore per un nuovo welfare in quanto destinatario di servizi e generatore di soluzioni e opportunità.
    • Sussidiarietà → un’idea che viene da lontano e nella quale, mai come ora, riconosciamo uno straordinario POTENZIALE, capace di sprigionare CREATIVITA’, INIZIATIVE, ENERGIE che i governi nazionali faticano a mettere in campo. La sussidiarietà è un TALENTO che dovranno far fruttare per ottenere il CENTUPLO.

Sembrava che alcune nostre domande non avessero trovato risposta. Una, a mio avviso, ha trovato risposta. Lo Stato Sociale è un valore? Sì, è un valore – tant’è vero che si parla di ripensarlo non di eliminarlo – perché custodisce altri valori la solidarietà e la giustizia sociale, la dignità della persona. Abbiamo trovato una risposta , ma siamo alla ricerca delle soluzioni. Per quelle il cammino è lungo e faticoso, ma possibile solo se acquisteranno sempre maggior vigore le idee che lo devono sostenere, e  di cui anche noi possiamo farci portavoce. Altre risposte le troveremo mi auguro strada facendo.


audio Ascolta l’audio della serata

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