Mario Giro LA GLOBALIZZAZIONE DIFFICILE

LA GLOBALIZZAZIONE DIFFICILE

Ridisegnare la convivenza al tempo delle emozioni

Mario Giro

Il testo
La globalizzazione è in crisi ma non finirà. Spesso è affrontata dall’alto: geopolitica, strategie economiche, alleanze tra potenze, in una parola, «hardpower». Pur partendo da tali premesse, il volume tenta una lettura dal basso: fenomeni culturali, impatto delle emozioni (in particolare della paura), disagio giovanile, religioni e società, passione populista, perdita di influenza della democrazia, fenomeno urbano… La tesi è che la società stessa, nelle sue inestricabili complessità, cerca una autonoma risposta, non legata al potere ma incidendo sui processi democratici. Se la confusione è la stessa e medesime sono le incertezze, le società “civili” mondiali incarnano un softpower sempre più diffuso e difficile da interpretare. Il volume prova a fare alcune analisi (sia da nord che da sud), senza la pretesa di essere esaustivo ma sfuggendo le semplificazioni.L’autore
Mario Giro (Roma, 1958) è stato viceministro degli Affari Esteri. Membro della Comunità di Sant’Egidio, è esperto di Africa, Islam e mediazioni. È stato coinvolto in numerosi processi di pace in Algeria (1994-1995), Kosovo (1998-1999), RDC e il Burundi (2000), Costa d’Avorio (2002-2011), Liberia (2004-2055), Togo (2003), Darfur (dal 2004), Nord Uganda (2006-8), Guinea (2007-2011), Niger (2011), Libia (dal 2011), Centrafrica e Mali. Ha pubblicato Algeria in ostaggio (con Marco Impagliazzo, 1997), Gli occhi di un bambino ebreo(2005) e Noi terroristi. Storie vere dal Nordafrica a Charlie Hebdo (2015). Nel 2010 ha ricevuto il Premio per la Pace Preventiva della Fondazione Chirac.informazioni:
https://www.mariogiro.com/

 

2018. CATTURATI DALLA RETE

 
“Siccome non ho Facebook, provo a farmi degli amici al di fuori del vero Facebook, applicando gli stessi principi.
Allora tutti i giorni io scendo in strada e spiego ai passanti che cosa ho mangiato, come mi sento, cosa ho fatto la sera prima, quello che sto per fare, quello che farò domani, gli do delle foto di mia moglie, dei miei bambini, del cane che ho avuto, di me che sto lavando la macchina e di mia moglie che sta cucendo.
Ascolto anche le conversazioni della gente e gli dico “mi piace!”

E sta funzionando!

Attualmente ho già 5 persone che mi seguono: due poliziotti, uno psichiatra, un psicologo e un infermiere.”

PERCORSO 2018

CATTURATI DALLA RETE

Google, Yahoo, Facebook, Twitter, Instagram, Whatsapp, Amazon, … Tante facce del variegato e mutevole mondo di Internet e dei social network, che vogliamo esplorare nei quattro incontri che la Scuola di Formazione Sociale di S.Agnese propone per il suo percorso 2018. A partire dagli anni ’90, la rete e i social hanno trasformato il modo di comunicare, informare, conoscere, studiare, lavorare, relazionarci, persino di comprare; e molto, anzi sempre di più, è il tempo che trascorriamo in loro compagnia. Mezzi dalle straordinarie potenzialità dove reperire velocemente informazioni, ottenere risposte; dove chiunque, e senza controlli, può inserire e far circolare notizie, vere o anche false; luoghi d’incontro e scambio, vere e proprie piazze virtuali, ma anche vetrine dove raccontare e, spesso, esibire noi stessi e la nostra vita. La facilità di accesso e di utilizzo crea in noi l’illusione di una piena e consapevole padronanza della rete. Ma, forse, è solo un’illusione: una grande, collettiva illusione. Di fatto, anche in questo universo si giocano poteri e interessi ben precisi: quali logiche li governano? Insomma, fino a che punto siamo consapevoli dei mezzi che di cui disponiamo? Sappiamo distinguerne pregi e difetti, opportunità e derive, facendone un uso strumentale, funzionale alle finalità per le quali sono nati? Sono loro strumenti nelle nostre mani o siamo noi strumenti inconsapevoli nelle loro mani? La velocità con cui si susseguono, tende a bruciare e svuotare di significato immagini e parole. Immagini e parole il più delle volte urlate, travisate, banalizzate, contratte in acronimi di ogni tipo, che raccontano in modo superficiale l’uomo, le sue storie e i suoi sentimenti – ridotti troppo spesso “stati” ed “emoticon” –. E dalla rete un nuovo linguaggio, un nuovo modo di dialogare e argomentare – attraverso messaggini e tweet – si sta diffondendo anche nel nostro quotidiano, dando tempi sempre più contratti e forme sempre diverse al nostro modo di relazionarci con gli altri, di costruire e custodire relazioni. In un siffatto contesto vogliamo – a conclusione del nostro percorso – confrontarci con un altro linguaggio, con un’altra parola: la Parola di Dio, una Parola umanizzante, capace di riempire di senso e significato l’esistenza di ogni uomo, di generare relazioni con gli uomini e tra gli uomini; una Parola che entra nel tempo e nella storia, ma che ha il respiro dell’eternità. Qual è il parlare di Dio? A quale Uomo parla Dio? Quattro incontri per porci tutti questi interrogativi, e darci uno spazio di riflessione su un tratto importante del nostro tempo che va conosciuto e capito, se vogliamo che la rete sia un utile strumento a servizio della dignità della persona e non la trappola nella quale catturare prede inconsapevoli.


1. C’ERANO UNA VOLTA I MASSA MEDIA…

DAI MASS MEDIA AI SOCIAL

RELATORE: prof. Renato Stella

E’ stato Presidente del corso di laurea in Scienze Sociologiche dalla sua fondazione nel 2001 fino al 2005 e  nell’A.A. 2009/2010. Ha ricoperto l’incarico di vice Preside della Facoltà di Scienze Politiche dal 2001 al 2008. È stato Direttore del Dipartimento di Sociologia dal 2005 al 2008. È stato coordinatore della Sezione di Sociologia del Dipartimento Fisppa dell’Università di Padova nel 2013-2014. Dal 2014 a oggi è Presidente della Laurea triennale in Comunicazione. Attualmente insegna Comunicazioni di massa presso il Corso di Comunicazione e New media e forme di comunità in rete presso la laurea specialistica in Psicologia di Comunità. Si occupa di temi relativi alla comunicazione di massa e dei nuovi media. Tra le sue pubblicazioni Box populi (1999),L’immagine della notizia (2004), Corpi virtuali Una ricerca sugli usi erotici del web (2016).

 


2. IL POTERE DELLA E NELLA RETE

RELATORE: prof. Claudio Riva

Ricercatore dal 2006 in Sociologia dei processi culturali e comunicativi, attualmente insegna Sociologia Generale presso il corso di laurea in Scienze Sociologiche e Nuovi media presso il corso di laurea in Comunicazione dell’Università di Padova. La sua attenzione è rivolta particolarmente al mondo dei minori e dei giovani nel rapporto con nuovi media e tecnologie e relative problematiche. Su questi e altri temi ha partecipato in qualità di titolare e responsabile scientifico o collaboratore a diversi progetti di ricerca di ateneo (“Giovani e adulti nello spazio digitale: la variabile generazionale nell’uso dei media”) e a progetti condotti nell’ambito della Convenzione tra la Regione Veneto e l’Università di Padova (“Pluralismo socio-culturale e tutela dei minori”; “Internet e navigazione sicura”). Dal 2009 conduce un progetto personale dal titolo: “Comunicazione, immagine corporea e disturbi alimentari: gli spazi mediatizzati dell’anoressia e della bulimia”.


3. UMANO O POSTUMANO?

L’ANTROPOLOGIA AL TEMPO DELLA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA

RELATORE: prof. Luca Grion

Professore associato di Filosofia morale presso il Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale
dell’Università degli Studi di Udine. È presidente dell’Istituto Jacques Maritain. Dirige “Anthropologica. Annuario di studi filosofici” ed è direttore della Scuola di Politica ed Etica Sociale – SPES. Tra le sue pubblicazioni nricordiamo: Persi nel labirinto. Etica e antropologia alla prova del naturalismo (2012); La sfida postumanista. Colloqui sul significato della tecnica (2012); Questione Antropologica.
Gli ostacoli sulla via di un nuovo umanesimo (2015); L’arte dell’equilibrista. La pratica sportiva come allenamento del corpo ed educazione del carattere (2015); Cose o persone? Sull’esser figli al tempo dell’eterologa (2016).


4. “ED ESSI NARRAVANO…”: I RACCONTI BIBLICI COME RISORSA DI UMANIZZAZIONE

RELATORE: prof. Stefano Didonè

Docente di Teologia fondamentale e Teodicea presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Treviso-Vittorio Veneto, di cui è pro-direttore, e di Teologia fondamentale e contemporanea presso l’Istituto
di Scienze Religiose “Giovanni Paolo I” di Belluno-Treviso-Vittorio Veneto. È docente di Ermeneutica biblica presso la Facoltà Teologica del Triveneto nella sede di Padova e coordinatore dell’Area di teologia fondamentale, sistematica e liturgica presso la stessa. Collabora con la rivista “Studia Patavina”.

 


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locandina Catturati dalla rete 2018

volantino Catturati dalla rete 2018

2017. UNA CITTA’ PER “SENTIRSI A CASA”.

PERCORSO 2017

Appunti per costruire una città sostenibile a misura d’uomo

“Oggi si parla con eguale insistenza della distruzione dell’ambiente naturale quanto della fragilità dei grandi sistemi tecnologici che può produrre guasti a catena, paralizzando metropoli intere. La crisi della città troppo grande è l’altra faccia della crisi della natura.” Queste parole quasi “profetiche” di Calvino, pronunciate in occasione della presentazione de Le città invisibili alla Columbia University nel 1983, trovano piena sintonia oggi con l’idea di ecologia integrale che costituisce l’anima dell’enciclica Laudato si: la difesa della natura non può prescindere da un più profondo e vasto cambiamento culturale e nuovi modelli economici e di convivenza sociale, perché Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale” (LS, 139). La città è il luogo dove tutto questo esplode ed emerge in maniera forte e per questo nell’enciclica vi è dedicata particolare attenzione. Pensare alla città, alla sua forma e ai suoi spazi, in funzione e a servizio di un “miglioramento integrale della qualità della vita umana” (LS,147), “per sentirci a casa all’interno della città che ci contiene e ci unisce” (LS, 151), significa collocarsi nella prospettiva di un’ecologia integrale. La città come luogo di memoria, segni, desideri; luogo della convivenza, degli scambi, crocevia nel quale si incontrano culture ed esperienze diverse. Luogo dove maturano idee, dove si possono individuare e tracciare percorsi per futuri nuovi stili di vita improntati ad un rapporto diverso con il tempo; al rispetto dell’altro, delle diversità culturali, della biodiversità in natura; al rispetto per la terra e l’ambiente a partire dalla città; ad una nuova relazione tra spazio urbano e spazio rurale. Esistono riflessioni e percorsi da individuare, ma esistono anche esperienze già avviate che vanno conosciute e diffuse. Assai significativo il fatto che la Biennale Architettura di Venezia, curata quest’anno dall’architetto cileno Aravena, proponga una riflessione – presentando progetti e studi – sull’architettura come ‘disciplina di frontiera’ chiamata a rispondere in modo concreto e sostenibile, sia sotto il profilo ambientale che economico, alle domande che dai centri urbani in primis emergono con urgenza. Altrettanto significative le esperienze di partecipazione e costruzione di progetti condivisi che rendono gli abitanti della città sempre più consapevoli del proprio ruolo e della possibilità di incidere attivamente nel governo della loro città, orientando le scelte al bene comune. Questi i temi che la Scuola di Formazione Sociale di S.Agnese propone per il 2017, consapevole che conoscere è il primo passo per pensare un futuro diverso; per passare da una logica egocentrica ad una logica di comunità, che condivida talenti, energie, impegno; e, infine, per sperimentare un concetto di cittadinanza attiva nuovo, più impegnativo, ma più maturo.


1. LE CITTA’ NON SONO ALTRO CHE LA FORMA DEL TEMPO

RELATORE: Franco Riva

E’ Professore di Etica sociale, Antropologia filosofica e Filosofia del Dialogo all’Università Cattolica di Milano. La sua ricerca privilegia il motivo dell’alterità, della relazione con l’altro secondo un registro personale. Collabora con la «Rivista del Clero Italiano»; è membro del Comitato scientifico della rivista «Dialoghi», del Comitato scientifico ed Editoriale di Città Aperta Edizioni. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali segnaliamo: Premio in Filosofia del Centro di Studi filosofici di Gallarate 1985; Premio Selezione Feudo di Maida 2002; Premio speciale per l’Editoria filosofica 2007.

Tra i suoi libri ricordiamo: La Bibbia e il lavoro. Prospettive etiche e culturali, Edizioni Lavoro, Roma 1997; La politica e la religione (con M. Rizzi), Edizioni lavoro, Roma 2000; La rinuncia al Sé. Intersoggettività ed etica pubblica, Edizioni Lavoro, Roma 2002; Il mio domestico torchio. Stampare di domenica, Palladino Editore, Campobasso 2003; Segni della destinazione. L’ethos occidentale e il sacramento (con P. Sequeri), Cittadella, Assisi 2009; E. Levinas, L’epifania del volto(a cura di); Servitium, Sotto il Monte (Bg) 2010; Come il fuoco. Uomo e denaro, Cittadella, Assisi 2011; La collana spezzata. Comunità e testimonianza, Cittadella, Assisi 2012; Il bene e gli altri. Differenza, universale, solidarietà, Vita e Pensiero, Milano 2012; Bene comune e lavoro sociale con la lettura dei codici etici mondiali, Edizioni Lavoro, Roma 2012; Filosofia del viaggio, Castelvecchi, Roma 2013; La democrazia che verrà, Edizioni Lavoro, Roma 2013; Filosofi del cibo, Castelvecchi, Roma 2015.

 

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2. NON SIETE PIU’ STRANIERI NE OSPITI

RELATORE: Don Cataldo Zuccaro

Professore Ordinario di Teologia Morale Fondamentale nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università Urbaniana di Roma, dove ha ricoperto anche l’incarico di Rettore Magnifico dal 2008 al 2015. È professore incaricato presso l’università statale di Urbino «Carlo Bo». Dal 2007 al 2013 ha prestato il servizio di Assistente Nazionale del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale – MEIC. La sua riflessione è da sempre attenta a discutere le nozioni fondamentali della morale, anche quando con diversa consapevolezza vengono impiegate nelle tematiche etiche particolari.

E’ disponibile il file audio della Serata

Le pietre e le parole hanno qualcosa in comune ha detto il prof. Riva all’inizio del nostro percorso –aprendoci l’orizzonte sul dibattito relativo al senso del costruire nell’ambito del pensiero postmoderno.Con Don Cataldo Zuccaro ci siamo sofferma ti sul costruire con le parole: abbiamo parlato della costruzione dei cittadini. Un percorso di cittadinanza nuova, quello che ci ha indicato, che per il cristiano non può che partire dall’Eucaristia; intorno alla mensa eucaristica siamo stati chiamati a diventare da stranieri a commensali; da commensali a servi (per amore, sull’ esempio di Cristo); da servi a cittadini nuovi per ridonare gratuitamente ciò che gratuitamente abbiamo ricevuto. E, dunque, accoglienza, dialogo e carità sono i capisaldi fondamentali di cittadinanza nuova e i principi ispiratori delle leggi, del governo e della condotta personale


3. TAKING CARE – PROGETTARE PER IL BENE COMUNE

RELATORE: Simone Sfriso

Nato a Londra nel 1966, si laurea in Architettura all’Università IUAV di Venezia. Nello stesso ateneo, dal 1999 al 2006 è collaboratore alla didattica e Cultore della materia per l’area Urbanistica. È socio fondatore di TAMassociati, studio di progettazione impegnato da oltre quindici anni anni nel promuovere un’architettura sostenibile e partecipata. Questa visione dell’architettura trova applicazione in una gamma di progetti variegati: negli spazi pubblici, nella cooperazione internazionale, nell’abitare solidale, nella comunicazione sociale… Lo studio ha vinto numerosi premi internazionali, tra i quali la Menzione d’onore al Premio Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana nel 2012, l’Aga Khan Award for Architecture nel 2013, Architetti italiani dell’anno 2014. Allo studio è stata affidata la curatela (su progetto di Sfriso) del Padiglione Italia alla 15esima Biennale di Architettura di Venezia, che si svolge nell’estate 2016.

Non basta la ricerca della bellezza nel progetto, perché ha ancora più valore servire un altro tipo di bellezza: la qualità della vita delle persone, la loro armonia con l’ambiente, l’incontro e l’aiuto reciproco. Anche per questo è importante che il punto di vista degli abitanti del luogo contribuisca sempre all’analisi della pianificazione urbanistica. (LS, 150)


TAMassociati (fondato nel 1996) con sede a Venezia, Bologna, Trieste e Parigi, coniuga impegno civile e professione, operando nell’architettura sostenibile, nell’urbanistica, nella progettazione del paesaggio, nella conduzione di processi partecipativi e didattici, nella grafica e nella comunicazione sociale. Numerosi i premi e i riconoscimenti: nel 2013 ha ottenuto il premio Aga Khan per l’architettura per l’eccellenza rappresentata dal Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan, il premio internazionale Ius-Capocchin per la realizzazione dell’ospedale pediatrico più sostenibile al mondo (Port Sudan) e il Curry Stone Design Prize. Nel 2014 ha vinto lo Zumtobel Group Award per l’innovazione e la sostenibilità rappresentate dall’ospedale pediatrico realizzato in Sudan. Celebrato come Architetto Italiano dell’anno 2014 “per la capacità di valorizzare la dimensione etica della professione”, TAMassociati ha esposto i propri lavori in numerose mostre ed eventi internazionali, tra cui “Architecture is Life” presso l’Aga Khan University di Karachi (Pakistan, 2014); “Five Projects for a Sustainable World” alla Cité de l’Architecture et du Patrimoine (Parigi, 2014); “AFRITECTURE – Building Social Change” presso la Pinakothek der Moderne (Monaco di Baviera, 2013); Triennale di Architettura di Milano, 2012; Mostre Internazionali di Architettura della Biennale di Venezia, edizioni 2012 e 2010. Attualmente lo studio è impegnato in Uganda, Senegal, Italia e Afghanistan. Il team di TAMassociati: Massimo Lepore, Raul Pantaleo, Simone Sfriso con Laura Candelpergher, Annamaria Draghetti, Elisabetta Facchinetti, Marta Gerardi, Emanuela Not, Enrico Vianello. Collaboratori: Oliviero Blasetti, Milena D’Acunto, Valentina Milan.

E’ disponibile il file audio della Serata

 


4. LE RELAZIONI UMANE NEL CONTESTO URBANO: DISAGIO, EMPOWERMENT COMUNITARIO, DIALOGO E PARTECIPAZIONE

RELATORE: Stefano Laffi

Laureato in economia politica presso l’Università Bocconi e dottorato in sociologia presso l’Università Statale, ha insegnanto sociologia urbana presso l’Università Bicocca e il Politecnico di Milano, e ha curato corsi e seminari presso l’Università Cattolica di Milano e diverse Scuole superiori per le professioni sociali in Italia e in Svizzera. Oggi svolge stabilmente l’attività di ricercatore presso l’agenzia di ricerca sociale Codici di Milano (www.codiciricerche.it), che ha cofondato nel 2005.                                                                                                                                                    Collabora per alcune riviste (Lo Straniero, Gli asini), ha lavorato anche per Rai e Radiopopolare, per il Ministero delle Politiche giovanili e quello del Welfare, per diverse Aziende Sanitarie. Fra i temi di ricerca, analisi e intervento sociale si segnalano quelli delle culture giovanili, dei consumi e delle dipendenze, dell’innovazione tecnologica e del mutamento sociale, dei processi di emarginazione e impoverimento. Privilegiando i processi partecipatrivi e la “presa di parola” da parte dei cittadini, ha condotto negli ultimi anni fra gli altri la nascita di cantieri narrativi di gruppi giovanili (i ravers a Milano), percorsi di autobiografia comunitaria dei giovani di una città (Piacenza), esperimenti di giovani redazioni diffuse sul territorio nazionale (teen press), progetti di arte pubblica basati sulle storie di vita e le fotografie di famiglia (foresta nascosta a S.Giuliano; foresta bianca a Rosgnano), la redazione di un “manifesto sulle passioni” dell’associazione dei genitori di Mezzago e di un manifesto sul rapporto fra tecnologia ed educazione (educazione 2.0). Sul sito di Codici sono disponibili i suoi interventi, è in corso di stampa presso l’editore Feltrinelli un volume sulla condizione giovanile e il rapporto fra le generazioni.


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5. LA CRISI DELLA CITTA’… E’ L’ALTRA FACCIA DELLA CRISI DELLA NATURA” (I.CALVINO).

RIPENSARE LA CITTA’ PARTENDO DALLA TERRA

RELATORE: Carlo Petrini

Enogastronomo dal 1977, collabora con i principali periodici e giornali italiani e partecipa attivamente alla nascita, con Stefano Bonilli, del Gambero Rosso, inizialmente inserto mensile del Manifesto.
All’inizio degli anni ’80 fonda l’Associazione Arcigola. Nel 1989, a Parigi, viene sottoscritto da venti delegazioni provenienti da diversi paesi del mondo il Manifesto del Movimento Internazionale Slow Food, di cui viene eletto presidente, mantenendo la carica fino ad oggi. Sostenitore di una agricoltura maggiormente “compatibile”, elabora negli anni l’idea di una “ecogastronomia” che guarda al cibo come risultato di processi culturali, storici, economici e ambientali, e riconosce nell’economia locale la possibile via d’uscita per  riconquistare la sovranità alimentare contro lo strapotere dell’industria agroalimentare.
È ideatore di importanti manifestazioni ormai di rilievo  internazionale come il Salone del Gusto di Torino e dal
2006 della manifestazione Terra Madre,


E’ disponibile il file audio della serata

Dibattito

LA SERATA

CARLO PETRINI, è stato nostro relatore inserendoci in un’agenda fittissima d’impegni anche in contesti ben più prestigiosi del nostro. Ci ha regalato una bella pagina di riflessione per Treviso. Serata organizzata in compartecipazione ed in rete con altre realtà che operano a Treviso, Banca Etica e l’Associazione Partecipare il Presente.

La serata è coincisa con la festa del Risparmio Energetico ,promossa con il nome di M’ILLUMINO di MENO.              E’ stata nostra cura, in linea con i temi trattati, ridurre le luci della sala dell’auditurium per partecipare all’iniziativa.


 

Realizzare 10.000 orti buoni, puliti e giusti nelle scuole e nei villaggi africani significa garantire alle comunità cibo fresco e sano, ma anche formare una rete di leader consapevoli del valore della propria terra e della propria cultura; protagonisti del cambiamento e del futuro di questo continente.


 

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2016. PER UN’ECOLOGIA INTEGRALE

PERCORSO 2016

La sfida di Papa Francesco 

Una sfida che la Scuola di Formazione Sociale di S. Agnese intende accogliere quale suo percorso di riflessione per l’anno 2016; percorso che si articolerà in cinque incontri, ciascuno dei quali metterà a tema un capitolo dell’enciclica.


“L’ecologia studia le relazioni tra gli organismi e l’ambiente in cui si sviluppano. Essa esige anche di fermarsi a pensare e a discutere sulle condizioni di vita e di sopravvivenza di una società, con l’onestà di mettere in dubbio modelli di sviluppo, produzione e consumo” (LS, 138) Attraverso un’analisi attenta e ampia delle  rammatiche condizioni ambientali e sociali del pianeta, ma con il linguaggio semplice e universale della verità che raggiunge il cuore di tutti, papa Francesco ci dice che il rispetto e la salvaguardia  del creato, della casa comune, non può più essere considerato solo come una questione di buone pratiche, di scelte “verdi”, affidate alla sensibilità del singolo, di un gruppo o di un movimento. Non basta più parlare di ecologia come difesa della natura e ricerca di nuove tecnologie rispettose dell’ambiente, come insieme di “risposte urgenti e parziali ai problemi di degrado ambientale, esaurimento delle risorse o inquinamento”. Si impone con urgenza un approccio diverso, uno sguardo puntato verso un orizzonte più ampio, e la strada che Francesco ci indica è quella di un’ECOLOGIA INTEGRALE, “che comprenda chiaramente le dimensioni umane e sociali” (LS, 137)  Una vera rivoluzione, un cambiamento radicale, che parte, appunto, dalla ‘radice’ più profonda del tema ecologico: l’uomo, l’idea che ha di se stesso e la relazione che vive con se stesso, con gli altri, con la natura. “Non ci sarà una nuova relazione con la natura – scrive papa Francesco – senza un essere umano nuovo. Non c’è ecologia senza un’adeguata antropologia”. (LS, 118). 

Dunque, ecologia integrale significa sguardo nuovo, cambio di rotta su ambiente, economia, società, cultura, vita quotidiana per passare dalla logica dell’antropocentrismo egoistico e dal modello tecnocratico alla “cultura della cura”; dalla logica del dominio sul creato a quella responsabilità della casa comune per il bene di tutti. E’ una responsabilità, quella della cura della casa comune che riguarda tutti, nessuno escluso. Tutti sono chiamati a dare il proprio contributo, partendo dai gesti più apparentemente banali della quotidianità all’impegno sociale e politico a diversi livelli. Una grande sfida culturale, spirituale ed educativa”, che il papa ci incoraggia ad affrontare, nella fiducia che degli sforzi di tutti nella direzione del cambiamento e del bene comune nulla andrà perduto. (LS, 212).


1. UN’ECOLOGIA INTEGRALE

RELATORE: Marcelo Barros

Marcelo Barros, È uno dei più noti biblisti e teologi brasiliani. Entra nel monastero benedettino di Recife a 18 anni. Ordinato sacerdote nel 1969 da dom Helder Camara, diviene stretto collaboratore della pastorale giovanile e l’ecumenismo. È stato tra i fondatori del monastero dell’Annunciazione a Goias, nel centro del Brasile e tra i fondatori del CEBI, centro studi biblico. È stato assessore della Commissione Pastorale della Terra (C.P.T.) e della Comunità Ecclesiali di Base (C.E.B.s). Attualmente è il coordinatore latinoamericano dell’Associazione dei Teologi del Terzo Mondo (ASETT). Sostiene le lotte del movimento “Sem terra”.

 

È autore di numerosi libri tra cui: Il sapore della libertà, con F. Comina, La meridiana, 2005; I volti del dio liberatore, con L. E. Tomita e J. M. Vigil, Emi, 2004-2005, Dom Helder Câmara. Profeta per i nostri giorni, Edizioni Gruppo Abele, 2006; Per i molti cammini di Dio. Teologia latinoamericana pluralista della liberazione, con L. E. Tomita e J. M. Vigil, Pazzini, 2010-2011.

Numeroso il pubblico all incontro con Marcelo Barros.
l ‘audio della serata è disponibile qui.

2. QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA

RELATORE: Leonardo Becchetti Economista


3. LA RADICE UMANA DELLA CRISI

RELATORE: Luca Grion

È presidente dell’Istituto Jacques Maritain e del Centro Studi Jacques Maritain.

È docente a contratto di Filosofia morale presso l’Università degli Studi di Udine. È inoltre docente di Etica filosofica presso la Facoltà Teologica del Triveneto
È direttore della Scuola di Politica ed Etica Sociale – SPES – promossa dall’Arcidiocesi di Udine in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e del lavoro della Conferenza Episcopale Italiana. Dirige, assieme a Giovanni Grandi, “Anthropologica. Annuario di studi filosofici“.

 

Condividiamo l’audio della serata:

 qui audio della relazione  |

  qui audio del dibattito


4. IL VANGELO DELLA CREAZIONE

RELATORE: Antonietta Potente

Antonietta Potente (Savona, 1958) è una teologa e religiosa domenicana. Dopo il dottorato di ricerca presso la Pontificia Università di San Tommaso D’Aquino, ha insegnato Teologia morale all’Angelicum di Roma e alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale (Firenze). Per molti anni missionaria in Bolivia – dapprima a Santa Cruz de la Sierra, poi a Cochabamba, dove ha abitato insieme ai campesinos di etnia Aymara –, è una voce di spicco della teologia cattolica dei nostri giorni, autrice di saggi sulla spiritualità domenicana, la vita religiosa, la mistica e l’etica.                Di recente ha firmato i volumi “È vita ed è religiosa” (2015) e “Vestire gli ignudi” (2016), riflessione a tutto campo su un’opera di misericordia che riafferma il valore della dignità umana in un mondo dilaniato dal divario tra ricchezze e povertà estreme.


Riusciamo ancora una volta a condividere l’audio della serata. qui  

2015 “Trame di pace.”


PERCORSO 2015

Costruire il bene comune e la pace nel magistero di papa Francesco

 

E’ la pace il tema che la Scuola di Formazione Sociale di Sant’Agnese affronta nel suo percorso 2015. Un tema vasto, complesso, articolato per il quale non intendiamo addentrarci in analisi storiche e geopolitiche, ma che cercheremo di affrontare e di leggere attraverso la chiave delle relazioni, da quelle su vasta scala a quelle personali; con l’obiettivo di ricondurre quanto possibile la riflessione sulla pace ad una dimensione, nella quale ciascuno possa sentirsi soggetto attivo e utile alla costruzione della pace e responsabile dell’impegno per diffondere la cultura del dialogo, della giustizia e della pace.
Sono sempre tanti, troppi nel mondo i focolai di guerra, ma non possiamo non accorgerci anche di come il conflitto sia sempre più la cifra che caratterizza le relazioni: personali, familiari, sociali, politiche, fino alle relazioni tra popoli, etnie e nazioni. La tendenza va nella direzione di evidenziare e marcare le ragioni che dividono – erigendo “muri” – piuttosto che di credere alla possibilità reale, concreta – se solo voluta! – di superare i contrasti, costruendo “ponti”.
Si percepisce una crescente sfiducia nella possibilità di risolvere e superare le situazioni conflittuali attraverso il dialogo costruttivo, la diplomazia, che certamente impongono alle parti delle rinunce, ma che ripagano con il bene supremo della pace. A fronte di questa deriva di conflitto e sfiducia, tutti gli uomini di buona volontà, e i cristiani, in modo speciale, sono chiamati a dire parole e a dare testimonianze di speranza, che aiutino a costruire relazioni di pace; siamo chiamati a ritessere, sul Vangelo, trame di pace con i fili delle nostre vite e del nostro agire quotidiano. Papa Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium – con la forza di un appello che sentiamo personale – ci chiede di leggere attentamente i segni dei nostri tempi per capire e accogliere nella carità le fatiche e i bisogni del mondo e degli uomini e ci indica una strada per ritessere relazioni di pace. Ci consegna quattro parole: il tempo è superiore allo spazio; l’unità prevale sul conflitto; la realtà è più importante dell’idea; il tutto è superiore alla parte. Sono quattro intuizioni, che diventano criteri di discernimento, linee di condotta, percorsi per muoverci nel mondo orientando, in ogni situazione e ad ogni livello, il nostro agire alla costruzione del bene comune, della giustizia e della pace. Queste parole saranno al centro della nostra riflessione.

Vedi le sintesi degli incontri


1. RELIGIONI E CONFLITTI NEL MONDO GLOBALE

RELATORE: prof. Renzo Guolo,

Università di Padova, giornalista

 

 

 

 


2. TU LE ASSICURERAI LA PACE, PERCHE’ IN TE CONFIDA

“Tu le assicurerai la pace, pace perché in te confida” (Is 26,3b)
           Le radici della pace nella profezia biblica.

RELATORE: Don Luca Pizzato 

Docente di Sacra Scrittura, Istituto Superiore Scienze Religiose di Treviso


3.  IL TEMPO E’ SUPERIORE ALLO SPAZIO

RELATORE: Sergio Paronetto

Per quarant’anni insegnante nelle scuole superiori dove ha curato percorsi di educazione alla pace, vive da sempre la nonviolenza come forza liberatrice e conviviale. Ha svolto il servizio civile alternativo al militare in Ecuador, ha partecipato al movimento “Beati costruttori di pace”, ha contribuito a fondare il coordinamento veronese “Nella mia città nessuno è straniero”. Fa parte del Gruppo per il Pluralismo e il Dialogo e del Comitato scientifico dell’Istituto di Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea di Verona. Collabora con le riviste «Mosaico di pace» e «Note mazziane». Dal 2009 è vicepresidente di Pax Christi Italia.

 


con Sergio Paronetto, vice presidente di Pax Christi, abbiamo iniziato il nostro percorso di riflessione su quelle che papa Francesco in EG ha indicato come strade per la costruzione della giustizia sociale e, conseguentemente, della pace.

Il tempo è superiore allo spazio”.
Spazio è sentito come dimensione limitata, definita, circoscritta;
tempo come dimensione illimitata che si estende nell’eternità.

Dunque, dire che il tempo è superiore allo spazio significa che il nostro agire si deve giocare in una dimensione estesa, che le nostre azioni devono guardare lontano! Significa che il nostro agire deve dar vita a processi, innescare dinamismi per costruire il futuro, piuttosto che concentrarsi sul risultato immediato, ma effimero e destinato ad esaurirsi presto. Concetto da applicare alla vita personale, all’educazione, alla politica.

Tanti sono i temi e i riferimenti in ordine a questo modo di vivere il tempo e la vita guardando lontano nella EG, ma non solo che Sergio Paronetto ci ha proposto. Ne ricorderò due che trovo assai significativi.

  • AGOSTINO (Confessioni, libro XI nn 15, 18) nel capitolo dedicato al tempo. Il presente come tempo unico, che contiene, comprende e determina anche il passato e il futuro. Il passato come memoria nel presente (presente del passato); il futuro come attesa nel presente (presente del futuro). Il presente è il tempo dell’attenzione, della realtà, della concretezza, dell’azione che nasce alimentata dalla memoria e dall’attesa.
  • IL SEME GETTATO. Il seme che gettiamo nel presente darà i suoi frutti nel futuro, nel tempo. Non sappiamo se il frutto verrà raccolto da chi ha seminato o da altri, ma va piantato in vista di chi domani dovrà raccoglierlo. Il tempo è superiore allo spazio.

4.  L’UNITA’ PREVALE SUL CONFLITTO 

RELATORE: Francesco Morosini

docente di Diritto pubblico Università di Venezia, giornalista


 5. LA REALTA’ E’ PIU’ IMPORTANTE DELL’IDEA

RELATORE: Ernesto Olivero

Fondatore del Sermig di Torino.

 

 

 

 

  • A Ernesto Olivero abbiamo chiesto di aiutarci a riflettere su una delle quattro intuizioni, strade che Papa Francesco ci ha consegnato nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium per la costruzione del bene comune e della pace: La realtà è più importante dell’idea”.
  • Abbiamo pensato a lui per commentare questa parola di Francesco perché la sua vita ci sembra declinata su questo sentire. Il suo è stato uno sguardo posato fin da ragazzo sulla vita degli ultimi, dei più fragili; uno sguardo missionario, rivolto alla realtà delle “periferie” (tema caro questo a papa Francesco) del mondo da quelle più lontane a quelle più vicine, urbane –; uno sguardo che si è fatto azione, realtà di accoglienza, aiuto, sostegno. E la parola pace diviene realtà costruita.

il 17 giugno scorso quando è stato approvato l’O.d.G. a sostegno dell’iniziativa del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite per il “riconoscimento della pace quale diritto fondamentale della persona e dei popoli”.

10 dicembre 2014

Al termine dei lavori è stato presentato e adottato l’Appello per il riconoscimento del diritto umano alla pace, predisposto dal Centro di Ateneo per i Diritti Umani dell’Università di Padova e indirizzato al Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite e al Governo italiano.

In particolare, i firmatari dell’Appello chiedono al Consiglio Diritti Umani di:

  • predisporre il testo di una Dichiarazione che giuridicamente riconosca la pace quale diritto fondamentale della persona e dei popoli;
  • enunciare il principio secondo cui la guerra in quanto tale è crimine contro l’umanità;
  • indicare precisi obblighi giuridici degli Stati, in particolare il disarmo, il controllo della produzione e del commercio delle armi, la cooperazione allo sviluppo umano, la salvaguardia dell’ambiente naturale, l’applicazione dell’articolo 43 della Carta per finalmente porre in essere il sistema di sicurezza collettiva previsto dalla stessa Carta.

Al Governo italiano, viene chiesto di:

  • riconoscere e valorizzare l’impegno per il diritto alla pace prfuso dagli enti di governo locale e regionale,
  • sostenere pienamente l’iniziativa del Consiglio Diritti Umani secondo le proposte sopra indicate
  • operare affinché anche gli altri Stati membri dell’Unione Europea – Premio Nobel per la Pace 2012 – condividano la stessa posizione.

il 30 gennaio 2015 a Ginevra il Gruppo di lavoro intergovernativo sul diritto alla pace, istituito dal Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite, terrà una consultazione con gli Stati membri e le ONG beneficianti di status consultivo;


6. IL TUTTO E’ SUPERIORE ALLA PARTE

RELATORE: Mons. Matteo Zuppi

Vescovo ausiliare diocesi di Roma, assistente generale Comunità di Sant’Egidio.

2014. LO STATO SOCIALE E’ FINITO? Il futuro ad ostacoli del Welfare

PERCORSO 2014

Nel perdurare della crisi economica, sociale e politica, intendiamo continuare  anche quest’anno la nostra riflessione sulle prospettive per il futuro, nella convinzione che, pur nella fatica, è nel presente che ci viene offerta l’opportunità e affidata la responsabilità di pensare a soluzioni diverse per il domani, di aprire strade nuove, con coraggio e determinazione.

Quest’anno intendiamo affrontare un tema che riteniamo cruciale nel pensare e progettare il futuro del nostro paese: lo  Stato Sociale, o Welfare, secondo la denominazione divenuta d’uso corrente. Oggi – in un tempo di grave crisi economica – lo stato sociale, con cui intendiamo previdenza, sanità e assistenza, è additato come una delle cause del pesantissimo debito pubblico e sembra messa in discussione l’idea  della possibilità del suo mantenimento e della sua stessa sopravvivenza. Dunque, liquidare un sistema o, piuttosto, migliorarlo? Per farci un’opinione in merito è opportuno riflettere su cosa sia e cosa rappresenti veramente lo Stato Sociale nella nostra idea di nazione. Cosa c’è in gioco quando parliamo di Stato Sociale? E’ davvero solo un costo dove solo i numeri contano o è qualcosa di più? E’ un valore? Su quali fondamenti, su quali principi si basa? E’ un diritto? per chi e in quale misura? Può divenire un’opportunità? da costo a generatore di ricchezza, intesa come lavoro? A cosa siamo disposti a rinunciare per questo? Rispondere a queste domande significa chiederci come pensiamo e come vorremmo per i nostri figli la società di domani, come sognamo per le generazioni future la nostra comunità nazionale. Solidarietà, inclusione, pari opportunità, bene comune, sono parole vane oppure sono valori che ci appartengono, che sono scritti nel nostro cuore e nelle nostre coscienze – anche come comunità cristiane – e che riteniamo debbano animare e guidare le nostre scelte per il futuro del nostro paese?


1. Il Welfare in Italia: criticità e scenari evolutivi

RELATORE: prof. Matteo Orlandini, in sostituzione del prof. Prandini

Foto del docente

Assegnista di ricerca all’Università di Bologna, svolge le sue ricerche nell’ambito della sociologia generale e dei processi culturali e comunicativi. Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare alle politiche sociali e al Terzo settore. Incentra la sua ricerca sul tema della personalizzazione dei servizi di welfare e della certificazione delle politiche di welfare aziendale. Attualmente partecipa al progetto europeo Innosi (Innovative Social Investment. Strengthening communities in Europe) nei work packages relativi all’analisi dei dati di investimento sociale e degli studi di caso italiani. Formazione Laureato in Sociologia nel 2008, presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna, consegue il Dottorato di ricerca in Sociologia nel 2012 presso il medesimo ateneo.

Attività didattica Dal 2009 è cultore della materia in Sociologia dei processi culturali e comunicativi. Inoltre svolge attività didattiche, lezioni frontali, seminari di studio ed esami nei corsi di Sociologia del Terzo settore e Sociologia (Laurea SPOSI).

Attività scientifica Ha partecipato a programmi di ricerca nazionali: Famiglie e bisogni sociali: a frontiera delle buone pratiche (Osservatorio Nazionale sulla Famiglia 2006); Il valore sociale aggiunto del Terzo settore: come misurare la produzione di beni relazionali (PRIN 2007); La famiglia in Italia. Sfide e innovazione nei servizi (Osservatorio Nazionale sulla Famiglia 2010); Studio degli impatti prodotti dalle misure di Family Audit sulla vita dei dipendenti delle imprese coinvolte nella sperimentazione nazionale (Provincia Autonoma di Trento 2015).

Visiting Fellow presso il Third Sector Research Centre (University of Birmingham), invitato dal prof. Pete Alcock, TSRC director, sul progetto “Comparing English and Italian Third Sector”.
Referee di riviste italiane nel settore della Sociologia dei processi culturali e comunicativi e della Sociologia generale.
Appartenenza a comitati scientifici e editoriali
Dal 2008 è membro della redazione della rivista “Sociologia e politiche sociali”

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2. LO STATO SOCIALE COME OPPORTUNITA’: IL WELFARE GENERATIVO

RELATORE: Tiziano Vecchiato

Direttore della Fondazione Emanuela Zancan, Centro Studi e Ricerca Sociale. Autore di 400 pubblicazioni sui temi della povertà, la valutazione di esito e impatto, il welfare attuale e futuro.

 

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4. FORME DI GRATUITA’ E LEGAMI SOCIALI

RELATORE: prof.sa Susy Zanardo

Docente di Filosofia, Università Europea di Roma

 

 

Ascolta l’audio della serata Sintesi dell’incontro

5. FEDELI AL VANGELO DEI POVERI PER NON CORRERE INVANO

RELATORE: don Franco Marton

 Responsabile Ufficio Missionario della diocesi di Treviso

 

 

 

 

Introduce l’incontro di questa sera con don Franco Marton, che tutti conosciamo e che abbiamo piacere di annoverare tra i nostri relatori di riferimento per quanto riguarda la riflessione sulla Parola di Dio. A lui abbiamo chiesto di guidarci per illuminare alla luce della Parola di Dio i nostri discorsi sul welfare e, in particolare, sui valori di giustizia, di solidarietà,  di attenzione e cura dei più deboli che più volte sono stati richiamati nel corso dei nostri incontri come base dell’idea di Stato Sociale, a garanzia dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione.

 Ascolta l’audio della serata

2013 “Uscire dalla crisi: pensieri, percorsi, prospettive. Verso nuovi modelli di convivenza”.

E’ difficile in questo tempo che stiamo vivendo pensare ad un tema d’interesse socio-politico che prescinda dalla grave crisi economica che arriva a toccare e coinvolgere, sia pure in misura diversa, la vita di tutti, individui e nazioni.

La gravità di questa crisi economica ed il suo perdurare, con il conseguente strascico di disagi e sofferenze, ci sta facendo comprendere che non si tratta di una crisi “qualunque”, di passaggio – come se ne sono presentate altre nel passato – per la quale è sufficiente aspettare il calmarsi delle acque per poi riprendere la vita di sempre. No, la gravità di questa crisi, che da economica è divenuta sociale, e pian piano si è rivelata essere anche politica e morale, ci sta rendendo dolorosamente  consapevoli del fatto che il modello economico-finanziario ed il tenore di vita portati avanti fin ad oggi, senza guardare al futuro, senza farsi responsabilmente carico delle generazioni a venire, non è più sostenibile; ha mostrato tutta la sua inadeguatezza. Ed ora bisogna cambiare! Ma cosa? E come?

Per capire dove andare e cosa fare è indispensabile, innanzitutto, capire dove si è sbagliato; quali scelte, o non scelte, ci hanno spinto fin sul baratro: solo attraverso quest’analisi, gli errori commessi si possono tradurre in esperienza preziosa per non rendere vane le sofferenze che oggi molti stanno patendo.

In secondo luogo, siamo chiamati a fare progetti nuovi, a dar vita ad iniziative nuove, che mettano al centro valori dimenticati, o deliberatamente calpestati e sacrificati agli idoli della ricchezza, del potere, dell’egoismo: primo fra tutti il rispetto della dignità della persona ed il suo diritto alla felicità, possibili solo in un sistema che persegua ideali di pace e di giustizia per il bene comune.

Infine, è indispensabile la disponibilità a metterci in gioco ciascuno, da oggi, credendo fermamente che il cambiamento è possibile. Per i cristiani, uomini di speranza – di quella speranza che si fonda sulla certezza di Gesù risorto e vittorioso sulla morte e sul male –  è il momento di farsi “lievito”, promotori di pensieri, progetti e prospettive nuovi e buoni per l’umanità seguendo la strada del Vangelo. Questo momento storico ci chiama prepotentemente alla responsabilità, all’impegno, al coraggio di lasciare le “cattive abitudini” del passato per operare scelte apparentemente più scomode e faticose, ma migliori per tutti. Si tratta di responsabilità, impegno e coraggio che prima di tutto devono essere personali, confidando nel fatto che anche il più piccolo, ed apparentemente insignificante, gesto possiede un valore immenso, e fa sì che concretizzi la possibilità che il nostro sistema cambi veramente volto. I cambiamenti più importanti e destinati a produrre frutti duraturi, lo sappiamo, sono quelli che nascono dentro ai cuori, alle coscienze, e che portano a maturare un sentire comune e condiviso; e se questo sentire è fondato sulla roccia di valori importanti allora davvero si mettono le basi per il progresso della società.

Questa è la riflessione sottesa al percorso di quest’anno della Scuola di Formazione Sociale di Sant’Agnese, dal titolo: “Uscire dalla crisi: pensieri, percorsi, prospettive. Verso nuovi modelli di convivenza”. Si articolerà in quattro incontri.

Il primo incontro intende proporre una “provocazione” positiva, attraverso una conferenza spettacolo intitolata “POP ECONOMY. Ovvero da dove allegramente viene la crisi e dove va.” Si tratta di una produzione di Banca Etica e del Teatro Popolare Europeo che, in modo semplice, ma puntuale, ci racconta la crisi che stiamo vivendo attraverso gli occhi di un narratore. Accanto ai fatti economici si delineano l’”allegro” modo di vivere dei decenni trascorsi, i fatti storici, i personaggi, i meccanismi del sistema insostenibile che ci ha condotti al tracollo. Seguirà un’introduzione al percorso: quale lettura della crisi alla luce della dottrina della Chiesa? Quale punto di riferimento e quali attenzioni trovano nella Chiesa i cristiani per vivere questo tempo?

Il secondo ed il terzo incontro, scenderanno nella concretezza di scelte ed esperienze economico-finanziarie di gestione familiare e d’impresa che già da alcuni anni, prevedendo l’insostenibilità del nostro modello di vita, camminano secondo valori e modalità diversi da quelli finora seguiti. Accosteremo le esperienze dei Bilanci di Giustizia, dei GAS ( Gruppi di Acquisto Solidale) e dell’Economia di Comunione

Il quarto incontro, di carattere biblico, ci aiuterà ad alzare lo sguardo dal contingente per guardare in alto, al volto di Dio che da sempre, nel totale rispetto della libertà dell’uomo, non ha mai smesso di sostenere l’umanità nel corso della storia, educandola attraverso le prove più difficili.

Il quinto incontro, di carattere filosofico-antropologico, continuerà a guidarci in una riflessione che possa sostenere ed incoraggiare la nostra volontà di uscire dalla crisi migliori di quando vi siamo caduti dentro. Quali tracce lascerà crisi dentro di noi? Quali cambiamenti potranno produrre negli individui e nelle comunità le contraddizioni e provocazioni che la crisi ci pone innanzi? Saremo in grado di guardare oltre la crisi ad nuova visione dell’uomo e a nuovi modelli di convivenza sia all’interno delle nostre comunità nazionali, ma anche tra le nazioni?

Concluderemo il nostro percorso, infine, con quello che potremmo definire un incontro di confronto e discernimento, aperto a quanti, avendo partecipato ai nostri incontri, desidereranno incontrarsi ancora per scambiare idee, opinioni, intenzioni; si è reso disponibile ad accompagnarci in questa nuova esperienza don Gianni Fazzini.

Insomma vorremmo riflettere sulla crisi, ma gettando lo sguardo più lontano per darci obiettivi e stimoli alti ed importanti che ci diano forza per sostenere la fatica del presente e per pensare e preparare il futuro fin da ora.


1. “POP ECONOMY. Da dove allegramente vien la crisi e dove va”.

Spettacolo di Alberto Pagliarino e Nadia Lambiase.
Produzione Teatro Pospolare Europeo e Banca Popolare Etica

Il percorso della SFS quest’anno si è aperto con un momento, potremmo dire, davvero festoso, di grande partecipazione (non solo in termini numerici), che ci ha resi molto soddisfatti. Soddisfatti perché lo spettacolo ci ha permesso di condividere contenuti e riflessioni importanti. Ci ha spiegato, infatti, come siamo giunti alla crisi attuale, aiutandoci a focalizzare in che modo e attraverso quali scelte, quali valori – o disvalori – il meccanismo (ritenuto quasi infallibile del nostro sistema economico) si sia inceppato, causando danni e sofferenze enormi  ad interi paesi e a migliaia di persone. Le scelte ed i disvalori sono stati questi

  • inseguire l’obiettivo di un profitto sempre maggiore
  • da sostenersi attraverso un aumento illimitato dei consumi
  • fino all’estrema conseguenza di produrre denaro dal denaro (la cosiddetta finanza creativa, o tossica, che anche in questi giorni è all’onore – o meglio al disonore – delle cronache.

Quest’ultimo punto è stato l’errore più grave, quello che per noi dovrebbe segnare il campanello d’allarme del punto di non ritorno. Produrre denaro con il denaro, e non più con la fatica ed il lavoro dell’uomo, è operazione contro natura, che ha finito per rivoltarsi contro di noi, sottomettendoci totalmente all’idolo del denaro, quell’idolo che con superbia si era pensato di poter dominare e controllare e dal quale, invece, siamo finiti per farci dominare e controllare fino alla rovina. La sottomissione all’idolo del denaro ci ha portati a perdere di vista la persona, il suo diritto ad una vita dignitosa attraverso il frutto del proprio lavoro all’interno di una società giusta e solidale.

Difronte a tutto questo non possiamo, soprattutto all’interno delle comunità cristiane,  permetterci atteggiamenti quali lo sconforto; o la ribellione contro tutto e contro tutti senza progetti; oppure la rassegnazione, credendo a chi ci dice che non sono possibili strade alternative, che i giochi sono troppo grandi e superiori alle nostre forze di individui.

Le esperienze negative, invece, – come tutti noi sappiamo nella vita –  servono; ma ci sono utili, solo se da esse traiamo degli insegnamenti, capiamo gli errori commessi. Devono, cioè, attivare idee, progetti, impegno e la ferma e risoluta volontà di cambiare, credendo che cambiare si può se si vuole e se, in questo caso, si è disposti a rinunciare a qualcosa. Lo abbiamo detto anche la sera dello spettacolo, ma ce lo diremo e ridiremo ancora altre volte nel corso dei nostri incontri. E, come cristiani, ce ne dobbiamo fare  promotori.

Le strade ci sono e ne abbiamo vista già una: è possibile, esiste la possibilità di fare finanza etica, di fare banca e di trafficare il denaro come un talento, mettendolo a servizio delle persone, delle loro esigenze, per dare loro una possibilità di lavorare, scommettendo sulla loro determinazione a mettersi in gioco con le proprie capacità. Certo, è possibile, ma accontentandosi del giusto profitto!

Sono scelte, queste alla portata di ciascuno. Come alla portata di ciascuno è anche la scelta di gestire la nostra economia familiare con criteri e attenzioni diversi.


2. Gruppi di Acquisto Solidale e Bilanci di Giustizia. Vivere la fede facendo la spesa.

Relatore: don Gianni Fazzini, 

responsabile nazionale del Progetto Bilanci di Giustizia

Figlio di operai, è parroco nella diocesi di Venezia da 40 anni. Si definisce un prete che lavora “per portare un po’ d’amore nel mondo”. E lavora sul serio! Ad un certo punto (più di venti anni fa) ha deciso di fare il parroco gratuitamente, rinunciando allo stipendio dello Stato e lavorando la mattina in un’azienda di pulizie.
dopo aver lanciato il consumo critico e i bilanci di giustizia, guida l’ufficio diocesano per gli stili di vita. Di qui ha lanciato la campagna ‘Imbrocchiamola’ proponendo nella Quaresima di quest’anno lo sciopero dell’acqua minerale …
Di sé dice: “ho visto che si poteva lavorare la mattina e fare il parroco il pomeriggio. In questo lavoro mi sono accorto quanto sia importante l’economia nella vita delle famiglie.
Oggi dobbiamo chiedere alla gente in quale rapporto sia con i soldi. I soldi sono importanti, ma riusciamo a vederli come strumenti? Oppure sono loro che stanno comandando sulla nostra vita?
Occorre che il prete si immerga di nuovo nella quotidianità della vita … Il prete porta il messaggio di Gesù, ma deve portarlo da spoglio. Da nudo. Come gli altri”

Sintesi dell’incontro

 


3. L’Economia di Comunione: una proposta di agire economico per il bene comune

Relatore: dr. Alberto Frassineti, consulente aziendale presso il polo Lionello Bonfanti, sede di Economia di Comunione SpA   
Laureato in Ingegneria nucleare all’Università di Bologna, ha proseguito la sua formazione conseguendo un master nell’area della direzione aziendale strategica e dell’organizzazione. Successivamente le sue esperienze professionali sono maturate nelle aziende metalmeccaniche di produzione, dove ha ricoperto ruoli dirigenziali. Dal 2000 è socio fondatore della società di consulenza GM&P Consulting Network, occupandosi principalmente di consulenze nell’area mission, vision, strategie, nell’area organizzazione aziendale e di formazione per imprenditori e manager di piccole e medie imprese. Dal 2006 lavora anche come consulente di Istituti e Congregazioni religiose, occupandosi di consulenza strategica e di organizzazione, in particolare su missione e gestione delle opere generate da un carisma, oltre che di formazione per consacrati e laici presenti nelle opere. Già consigliere di amministrazione della E. di C. SpA sin dal 2001, ha contribuito alla ideazione e realizzazione del Polo Lionello Bonfanti, polo italiano delle aziende aderenti al progetto di Economia di Comunione, Cofondatore della Scuola di Economia Civile, fa parte del corpo docente e ne è Consigliere Delegato. Collabora, in qualità di docente, con l’Università degli Studi di Milano Bicocca, con l’Università di Bologna-sedi di Forlì e Rimini, con l’Università di Pisa e con l’Università Cattolica-sede di Roma con docenze e seminari riguardanti i temi dell’economia civile, della mission e strategie, dell’organizzazione aziendale.

Sintesi dell’incontro

 


4. Memoria e speranza. Nel tempo della prova il Signore sostiene ed educa il suo popolo

Relatore : don Firmino Bianchin, biblista, monaco camaldolese. fondatore della comunità monastica camaldolese a Montebelluna (TV)

A Don Firmino  avevamo chiesto di aiutarci a riflettere su come Dio sostenga, guidi ed educhi l’umanità anche attraverso le prove più difficili.

In bilico tra un passato con i suoi errori, un presente carico di difficoltà e, per molti, di sofferenza, ed un futuro che vorremmo diverso e migliore – diceva aprendo il suo intervento don Firmino – avvertiamo forte un senso di precarietà, di insicurezza e desideriamo riconoscere il volto di Dio che ci accompagna:

Ma come incontrare il volto di Dio, come rintracciare la sua cura educativa di Padre, quando ci sentiamo travolgere da eventi e difficoltà che avvertiamo superiori alle nostre forze e tutto sembra precipitare?

La via è quella dell’ascolto, profondo e orante, della Parola di Dio custodita nella Bibbia; Parola attraverso la quale Dio rivela pienamente il suo volto all’uomo. La Bibbia, Vecchio e Nuovo Testamento, – diceva don Firmino, citando un passo del cardinale Martini – è memoria delle vie di Dio, ossia memoria della sua fedeltà nell’accompagnare il suo popolo, l’umanità intera, attraverso le vicende della storia per realizzare il Suo progetto di bene e di salvezza. Progetto annunciato ad Abramo e pienamente manifestato in Cristo; progetto al quale, come Abramo e sulle orme di Cristo, siamo chiamati a dare vita anche noi oggi. Infatti, citando ancora Martini, “le vie del passato sono quelle per cui il Signore fa ancora camminare il suo popolo”. “ La memoria delle strade di Dio aiuta a orientarsi nel cammino futuro”. La storia di Abramo è paradigmatica. E’ la nostra storia e quella del tempo che stiamo vivendo.

  • La chiamata di Abramo si inquadra in una situazione “sociale” di progressivo impoverimento, che si abbatte su Abramo e Sara e sul loro clan; una situazione di crisi che sembra non lasciare intravedere futuro (® la sterilità della coppia dice di una mancanza di prospettive, di speranza).
  • Dio irrompe nella loro storia chiedendo loro di rompere con le radici della società che li ha visti nascere e crescere, e di aprirsi ad un futuro nuovo. Come?
  • Dio offre ad Abramo un progetto nuovo, gli offre la possibilità di una vita diversa e gli chiede di fare suo questo progetto (questa è la chiamata di Abramo). Non sarà solo, Abramo, Dio lo sosterrà con la sua benedizione, la Sua forza.
  • Abramo accogliendo il progetto di Dio, facendolo proprio e divenendo strumento responsabile della sua realizzazione, diventerà a sua volta benedizione per l’umanità. Come dire che attraverso l’esercizio della nostra libertà e della nostra responsabilità di fronte alla chiamata di Dio e con il Suo sostegno, possiamo divenire benedizione per il mondo, ossia forza creativa e innovatrice.

Dunque, CRISIPROGETTO NUOVOLIBERTA’, RESPONSABILITA’ sono le parole chiave che la Bibbia, attraverso la storia di Abramo, ci consegna per guidarci e aiutarci a liberare forze e speranze per affrontare i difficili passaggi della nostra vita o della storia. E a queste parole se ne aggiunge un’altra: FEDELTA’. La fedeltà di Dio che, pur attraverso le prove più dure, guida e sostiene l’umanità, garantendo la costruzione di un bene imprevedibile, frutto del suo progetto, del suo sogno.

Il Concilio Vaticano II 50 anni fa richiamava con forza la Chiesa ad riorientarsi sul progetto di Dio per poter camminare al passo con la storia e nelle sue quattro Costituzioni ci indicava con chiarezza le strade di una nuova pastorale.  Il primato dell’ascolto della Parola di Dio (Dei Verbum), trovando strumenti comunitari e personali adeguati che lo consentissero (la riforma liturgica della Sacrosanctum Concilium); la missione della Chiesa, come quella di Cristo, luce delle genti, è missione di salvezza (Lumen gentium), perché la salvezza è ciò che Dio vuole per il mondo, il suo sogno per l’umanità tutta (Gaudium et spes). Forse il modo migliore per ricordare il Concilio ed anche per aiutarci a leggere il nostro tempo, sarebbe ristudiare le Costituzioni? Potrebbe essere.

Alleghiamo  il PDF dell’intervento di Don Firmino Bianchin

 


5. Incontro filosofico-antropologico.

Relatore: prof. Roberto Presilla, professore incaricato di Logica, Facoltà di Filosofia, Pontificia Università Gregoriana

Sintesi dell’incontro

 


 

2012. FAMIGLIA E MUTAMENTO SOCIALE TRA CONFORMISMO E OPPORTUNITA

presentazione

Il Concilio Vaticano II, cui la Scuola di Formazione Sociale di Sant’Agnese ha dedicato la riflessione dello scorso anno, ha segnato una svolta fondamentale dal punto di vista pastorale per sostenere i cristiani nell’affrontare i tempi nuovi, la nuova mentalità e la nuova cultura che andavano affermandosi, premendo con urgenza anche alle porte della Chiesa. Molta strada è stata fatta dalle istituzioni ecclesiastiche e dalle comunità cristiane per dare attuazione alle indicazioni conciliari; ma molto resta ancora da fare e il Concilio porta in sé potenzialità non pienamente espresse che possono aiutare e sostenere anche i cristiani del XXI secolo, ancora una volta difronte a sfide assai impegnative in un mondo che è cambiato e cambia con velocità davvero sorprendente. Quest’anno, dunque, intendiamo fissare la nostra attenzione proprio sul mondo in cui viviamo e leggere i cambiamenti e le trasformazioni in atto, cercando di comprenderne il significato e la portata, quanto essi incidano sulla nostra vita e, infine, quali risposte i cristiani siano in grado di offrire.

Faremo questa lettura, però, attraverso una “lente” particolare, quella della famiglia. Non ci soffermeremo ancora una volta e soltanto a parlare della crisi della famiglia e del suo disagio, in prima linea nell’affrontare sfide e difficoltà e minacciata nella sua stessa identità difronte ai nuovi modelli di famiglia che vanno affermandosi e realizzandosi. Vogliamo capire come e quanto questa fondamentale e imprescindibile istituzione umana e cristiana possa costituire una risorsa preziosa per salvare l’uomo e la società dalla deriva dell’individualismo, in quanto custode e tramite di valori fondamentali, sui quali poter ripensare e costruire un futuro ancora a misura d’uomo. Insomma quanto la famiglia è in grado di farsi “profezia” , riferimento, luce per il mondo delle prossime generazioni? Le cruciali sfide del presente si riveleranno un’opportunità per riprendere un ruolo da protagonista, o segneranno per la famiglia la resa al conformismo, l’inizio della fine?

Il percorso si dividerà in due parti. Una prima parte ci aiuterà a leggere il cambiamento sotto tre punti di vista. Sociologico, per analizzare le trasformazioni in atto (demografia, tecnologia, economia, multiculturalità, nuovi modelli di famiglia, …). Antropologico, per approfondire il significato del “cambiare” nella vita di ogni uomo. Spirituale: anche nella formazione e nella crescita spirituale, nella relazione con Dio, ogni uomo si trova ad affrontare cambiamenti, trasformazioni, sfide a cui Dio stesso ci chiama o il mondo, la storia, ci chiedono; ma nella fede riconosciamo la mano ed il sostegno di Dio che ci accompagna.

La seconda parte continuerà la riflessione prendendo in considerazione tre dimensioni della realtà della famiglia che sono e racchiudono valori fondamentali. Fedeltà e solidarietà, pilastri su cui si reggono i rapporti familiari: sponsali, genitoriali, parentali; Educazione e rapporto intergenerazionale: la famiglia ha da sempre un ruolo primario e privilegiato nella trasmissione di principi, valori, cultura, leggi. Generazione e il congedarsi: la famiglia è luogo degli affetti e delle relazioni dove si susseguono e si intrecciano nascita, morte, sofferenza.

Questi i valori custoditi dalla famiglia e che attraverso di essa continuano a vivere sempre forti di generazione in generazione attraversando la storia. Perché non ricominciare da qui?

P R O G R A M M A

Giovedì 27 ottobre 2011   

 Comprendere il mondo che cambia   Analisi delle mutazioni che caratterizzano il nostro tempo

 relatore: prof. Gianpiero Dalla Zuanna, preside della Facoltà di Scienze Statistichepresso Università di Padova

 

giovedì 17 novembre 2011

 Il cammino dell’uomo verso la maturità. Il cambiamento nell’età adulta 

relatore: prof. Giovanni Grandi, presidente Centro Studi “J.Maritain”; docente di Antropologia applicata ed Etica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Padova

 

Giovedì 15 dicembre 2011

 Alle radici della spiritualità cristiana. Quando tutto cambia….

relatore: don Firmino Bianchin, biblista, monaco camaldolese

 

giovedì 26 gennaio 2012

 La fedeltà e il prendersi cura dell’altro in famiglia

 Relatore:  dr.ssa Giuseppina De Simone, docente di Etica Generale, di Filosofia delle Religioni e di Storia delle Religioni presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli.

 

 giovedì 23 febbraio 2012

 Il passaggio del testimone.             La famiglia, l’educazione, il rapporto tra generazioni, le leggi

 Relatore: prof. Andrea Porcarelli, docente di Pedagogia generale e sociale e dei Servizi alla persona presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Padova 

 

 Giovedì 22  marzo 2012

 La generazione e il congedarsi.                                Nascita, morte e sofferenza in  famiglia

 Relatore: dr. Francesco Belletti, presidente nazionale Forum delle associazioni familiari,direttore del Centro Internazionale per gli Studi sulla Famiglia (CISF)


1. Comprendere il mondo che cambia

relatore: prof. Gianpiero Dalla Zuanna, preside della Facoltà di Scienze Statistiche presso Università di Padova

Gianpiero Della Zuanna è un accademico e politico italiano. Professore ordinario di Demografia presso il Dipartimento di scienze statistiche dell’Università degli Studi di Padova,  senatore della XVII Legislatura

 

 

 

è disponibile il file audio della serata  :

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Sintesi dell’incontro

2.  Il cammino dell’uomo verso la maturità. Il cambiamento nell’età adulta

relatore: prof. Giovanni Grandi,

Giovanni Grandi è professore associato di Filosofia Morale presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università degli Studi di Padova; insegna Fondamenti Teorici e Storici di Antropologia filosofica e Antropologia applicata presso i Corsi di Laurea Triennale in Servizio Sociale e Magistrale in Scienze del Servizio Sociale del medesimo Ateneo. È stato Presidente del Centro Studi Jacques Maritain (Portogruaro, VE) e dell’Istituto Jacques Maritain (Trieste). È membro del Consiglio Scientifico dell’Istituto Internazionale Jacques Maritain, del Consiglio Scientifico del Centro Studi sulla Sofferenza Urbana – SOUQ di Milano e del Consiglio Direttivo del CIRFIM (Centro Interdipartimentale di Ricerca di Filosofia Medievale) dell’Università di Padova.” Dirige la Scuola di Antropologia applicata dell’Istituto Jacques Maritain. È direttore, insieme a Luca Grion, dell’annuario di filosofia “Anthropologica” (Ed. Meudon) e membro della Direzione della rivista “Dialoghi”, trimestrale dell’Azione Cattolica Italiana. Dal 1996 è in organico del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico nella Delegazione del Friuli-Venezia Giulia.

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Sintesi dell’incontro

3.  Alle radici della spiritualità cristiana. Quando tutto cambia….

relatore: don Firmino Bianchin, biblista, monaco camaldolese

 

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Sintesi dell’incontro

4.  La fedeltà e il prendersi cura dell’altro in famiglia

Relatore:  dr.ssa Giuseppina De Simone, docente di Etica Generale, di Filosofia delle Religioni e di Storia delle Religioni presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli.

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Sintesi dell’incontro

5. Il passaggio del testimone.  La famiglia, l’educazione, il rapporto tra generazioni, le leggi

 Relatore: prof. Andrea Porcarelli, docente di Pedagogia generale e sociale e dei Servizi alla persona presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Padova 

è disponibile il file audio della serata  :

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Sintesi dell’incontro

6. La generazione e il congedarsi. Nascita, morte e sofferenza in  famiglia

 

Relatore: dr. Francesco Belletti, presidente nazionale Forum delle associazioni familiari, direttore del Centro Internazionale per gli Studi sulla Famiglia (CISF)

Belletti ci ha dato una visione della famiglia che porta in se i valori , anche di Nascita, morte e sofferenza, a differenza della società odierna che tende a evitare e nascondere queste problematiche….

E’ diponibile il file audio della serata  :

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2011 IN CAMMINO DA 50 ANNI SULLE STRADE DEL CONCILIO VATICANO II

Il 25 dicembre 1961 Giovanni XXIII firmava la Costituzione Apostolica Humanae salutis con la quale indiceva ufficialmente il Concilio Ecumenico Vaticano II. Difronte ad una società in rapido cambiamento culturale, tecnologico, economico e sociale, la Chiesa aveva sentito la necessità e l’urgenza di interrogarsi e confrontarsi sul proprio ruolo e la propria presenza nella storia. Una profonda e vasta riflessione – tante sono le voci chiamate per questo Concilio – porterà ad aprire nuove prospettive. Soprattutto un modo nuovo di intendere e vivere la Chiesa, per renderla capace  di affiancarsi al cammino dell’umanità e della storia, di dialogare con il mondo e divenire per esso profezia vera e forte per la costruzione del Regno di Dio.

Quest’anno, in preparazione al 50° anniversario dell’indizione del Concilio la Scuola di Formazione Sociale di S. Agnese di Treviso – promossa da AC parrocchiale, MEIC, équipe vicariale AC Treviso – Santa Maria del Rovere – , intende dedicare al Vaticano II il suo ciclo d’incontri.

L’obiettivo non è quello di dar vita ad una commemorazione, ma di soffermarci a riflettere su quanto cammino sia stato percorso sulle strade aperte dal Concilio; come sia stato finora accolto, recepito e vissuto il suo messaggio e, soprattutto, quanto impegno e quanto lavoro ci attendano per liberare la forza di rinnovamento spirituale ed ecclesiale scaturita dal Concilio stesso.

La prima parte del percorso affronterà il tema sotto il profilo teologico: il Volto di Cristo e la Parola di Dio. Il Concilio ci svela un Volto nuovo di Cristo, aprendoci così ad rapporto diverso con Dio: rifletteremo su come sia cambiata e maturata fino ad oggi nei credenti la relazione con Dio, tanto a livello personale quanto comunitario. A partire dal Concilio cambia anche il modo di accostare la Sacra Scrittura: questa, custodendo nella sua integrità la Rivelazione e trasmettendola al popolo di Dio, assumerà  un ruolo di centralità e verrà offerta ai fedeli, quale sorgente di fede e comunione fraterna.

La seconda parte dell’itinerario sarà dedicata all’approfondimento sotto il profilo ecclesiale e sociale. Si svilupperà a partire da una lettura di tipo storico-sociologico della “rivoluzione” conciliare, considerando l’impatto sulle comunità cristiane dei cambiamenti voluti dal Concilio riguardo a liturgia, catechesi, laicato, etc.. Cercheremo di valutarne la portata e di capire le prospettive per il domani. Ci soffermeremo, quindi, sul tema del laicato: il Vaticano II riconosce e sostiene l’importanza del ruolo dei laici nella Chiesa. Si comincia a parlare di corresponsabilità tra clero e laici, a riflettere sul rapporto laici-magistero: a che punto siamo oggi? Infine, il Concilio esortava i cristiani a vedere nel mondo, nella storia, nella vita quotidiana, i luoghi importanti della responsabilità, della testimonianza e della trasmissione della fede, incoraggiandoli all’impegno socio-politico ed educativo: dopo 50 anni l’appello rimane attualissimo e, forse, ancor più urgente!

Aprirà il ciclo d’incontri Mons. Luigi Bettazzi, Vescovo emerito di Ivrea, all’epoca uno dei più giovani Padri Conciliari.  Monsignor Bettazzi ha un rapporto di particolare affetto sia con Treviso, dove nacque il 26 novembre del 1923, mentre il padre si trovava per lavoro nella città; sia con la parrocchia di Sant’Agnese, dove fu battezzato e che alcuni anni fa volle tornare a visitare proprio in ricordo del suo Battesimo La sua preziosa testimonianza prenderà spunto dall’ultimo libro- intervista, scritto assieme al giornalista Aldo Maria Valli: “Difendere il Concilio. Quando parla del Concilio, il suo Concilio, monsignor Bettazzi è un fiume in piena”, Edizioni San Paolo. E come un fiume in piena ci auguriamo che Mons. Bettazzi ci trasporti e introduca nella straordinaria esperienza del Concilio Ecumenico Vaticano II!

 


1. Difendere il Concilio”. Testimonianza di un Padre Conciliare

 

relatore: mons.Luigi Bettazzi,Vescovo Emerito di Ivrea

MONS. LUIGI BETTAZZI

Trascorre l’infanzia a Treviso, dove il padre lavorava; si trasferisce a Bologna, città di origine della madre, in gioventù, dove è ordinato sacerdote il 4 agosto 1946. Si è laureato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e poi in Filosofia presso l’Università degli Studi Alma Mater di Bologna. Nella giovinezza ha abbracciato le posizioni del personalismo cristiano. A Bologna ha insegnato presso il Pontificio Seminario Regionale ed è stato impegnato nei movimenti giovanili, in qualità di assistente diocesano e vice assistente nazionale degli universitari cattolici della FUCI.

Il 10 agosto 1963 è nominato vescovo titolare di Thagaste e vescovo ausiliare di Bologna. Il 4 ottobre 1963 è consacrato vescovo dal cardinale Giacomo Lercaro, coconsacranti i vescovi Gilberto Baroni e Franco Costa.

Partecipa a tre sessioni del Concilio Vaticano II citando, il 4 ottobre 1965, il filosofo Antonio Rosmini, autore dell’opera Cinque Piaghe della Santa Chiesa, allora ancora all’Indice dei libri proibiti della Chiesa.

Al termine del Concilio, il 26 novembre 1966, diviene vescovo di Ivrea.

Ha conferito l’ordinazione episcopale al vescovo Arrigo Miglio e al vescovo Piergiorgio Debernardi.

Nel 1968 è nominato presidente nazionale di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace e nel 1978 ne diventa presidente internazionale, fino al 1985. È una delle figure di riferimento per il movimento pacifista di ispirazione cristiana.

Nel 1978, insieme al vescovo rosminiano Clemente Riva e al vescovo Alberto Ablondi, chiese alla Curia Vaticana di potersi offrire prigioniero in cambio del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. La richiesta, tuttavia, venne fermamente respinta. Nel 1992 partecipa alla marcia pacifista organizzata da Pax Christi insieme a Mons. Antonio Bello nel mezzo della guerra civile in Bosnia Erzegovina.

Il 20 febbraio 1999 si dimette per raggiunti limiti di età, conservando il titolo di vescovo emerito di Ivrea. Risiede nel Castello Vescovile di Albiano, residenza estiva dei vescovi di Ivrea.

È presidente del Centro Studi Economico Sociali di Pax Christi Italia.


2. La Parola di Dio. La Sacra Scrittura, spezzata come il Pane, sorgente di fede e comunione fraterna

 relatore: mons. Antonio Marangon, biblista

Sintesi dell’incontro

3. Il Volto di Cristo. Il Concilio ci svela un Volto di Cristo e ci apre ad un nuovo rapporto individuale e comunitario con Lui

 

 

relatore: don Franco Marton, teologo, già Direttore Ufficio Missionario Diocesano

 

 

Sintesi dell’incontro

 


4. una lettura storica della svolta del Vaticano II.

L’impatto sulle comunità cristiane di allora, la situazione odierna e le prospettive per il domani

Relatore:  prof.Alberto Melloni, 

Ordinario di Storia del Cristianesimo presso Università di Modena-Reggio Emilia, Direttore della Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII di Bologna 

 

 

Sintesi dell’incontro

 


5. Il laicato. Il riconoscimento di un nuovo ed importante ruolo dei laici all’interno della Chiesa

Relatore: dr.ssa Paola Bignardi, già Presidente nazionale di Azione Cattolica 

Nel corso dell’ultimo incontro con la dr.ssa Paola Bignardi si era parlato di laicato, di come il Concilio avesse riflettuto sul ruolo e la dignità dei laici all’interno della Chiesa. Il tema su cui andiamo a riflettere questa sera è strettamente collegato al precedente, anzi ne costituisce quasi il necessario sviluppo.

Sintesi dell’incontro

 


6. Il mondo e la storia,  luoghi della testimonianza e della trasmissione della fede. L’esortazione all’impegno politico ed educativo dei laici

 

Relatore: padre Bartolomeo Sorge, gesuita, già Direttore di Civiltà Cattolica

2010 CARITAS IN VERITATE” L’Enciclica di Benedetto XVI

a due anni la Scuola si sta impegnando in un cammino di approfondimento sui cinque ambiti affidati dai Vescovi italiani alle comunità cristiane a conclusione del Convegno Ecclesiale di Verona 2006. Cittadinanza e Lavoro sono i temi già affrontati. Nonostante l’intenzione di proseguire l’itinerario, non si poteva non tenere in considerazione un evento di grande importanza per tutta la Chiesa: la pubblicazione, lo scorso giugno dell’Enciclica “Caritas in Veritate”, dedicata ai temi sociali ed economici. Si è, dunque, ritenuto opportuno dedicare quest’anno allo studio e all’approfondimento del documento. L’Enciclica si colloca in un momento di crisi economica mondiale, che ha investito sia il sistema finanziario che quello produttivo, causando ripercussioni dolorose sulla vita di molti uomini e donne, che hanno perso – e perdono tuttora – il posto di lavoro e, con esso, la possibilità di provvedere a se stessi ed ai propri familiari. Ma se è vero che ogni crisi porta con sé, pur nel disagio e nella fatica, preziose opportunità di crescita e di progresso; allora, proprio ora i cristiani, sono chiamati a portare il loro contributo, per avviare un nuovo corso economico e sociale. L’Enciclica, lungi dal voler offrire ricette e soluzioni alla grave contingenza economica, ci aiuta e ci esorta a rileggere e rivedere l’attuale realtà economica e sociale, e ad impegnarci con coraggio a pensare a nuove strade alla luce della verità e della giustizia del Vangelo, dove Dio ci ha rivelato il suo progetto d’amore e di bene per l’Uomo. Si tratterà di pensare soluzioni nuove mettendo in campo valori, comunemente ritenuti estranei ed incompatibili con il mondo dell’economia e del mercato, e che mettano al centro l’uomo ed il suo bene: fraternità, solidarietà, gratuità, dono, giustizia sociale, equità nello sviluppo. Le parole del Papa non sono rivolte solo ai grandi della terra, a coloro che “contano” nella politica e nell’economia, ma “a tutti gli uomini di buona volontà”. Dunque, i valori che sono invocati per un nuovo corso economico e sociale a livello mondiale, sono gli stessi ai quali il Papa richiama ciascuno di noi. Nessuno può rimanere indifferente o sentirsi escluso e inutile; ogni persona deve assumere su di sé la responsabilità di contribuire al progresso e alla giustizia sociale, agendo sulla propria quotidianità, mettendo in discussione, se necessario, abitudini e stili di vita.
Ricordiamo che l’iniziativa della Scuola di Formazione Sociale, in collaborazione con l’équipe vicariale di Azione Cattolica, e da quest’anno anche con il MEIC, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale, da anni attivo nella nostra Diocesi e promotore di numerose iniziative culturali, è rivolta a tutta la città.


1. L’EQUILIBRIO TRA PROFITTO E SOLIDARIETA’. “Caritas in Veritate”: presentazione dell’Enciclica di Benedetto XVI

relatore: mons.Giuseppe Pasini, presidente della Fondazione Zancan di Padova

Si è aperto il 29 ottobre scorso con l’intervento di Monsignor Pasini, già direttore della Caritas Italiana e attualmente presidente della fondazione Zancan di Padova, il nuovo ciclo d’incontri della Scuola di Formazione Sociale che da cinque anni è attiva presso la parrocchia di S.Agnese di Treviso e che quest’anno dedica il suo percorso di riflessione e approfondimento all’enciclica di Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”.  Nella sua introduzione al documento, Monsignor Pasini ha portato alla nostra attenzione i passaggi fondamentali del pensiero e della riflessione del Papa.

Sintesi dell’incontro

2. I fondamenti biblici dell’Enciclica “Caritas in Veritate”

relatore: don Franco Marton, teologo,  già Direttore dell’Ufficio Missionario Diocesano

 

 

 

 



Sviluppo economico e centralità della persona

 giovedì 25  febbraio 2010
“Gratuità” e “Spirito del dono”. Due valori per una nuova economia 
Relatore:  prof.Giovanni Sarpellon, Docente Ordinario di Sociologia, presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia

giovedì 18 marzo 2010
Incontro di preparazione

 giovedì 25  marzo 2010
“Acquistare è sempre un atto morale” (CV, 66): la responsabilità sociale del consumatore.
La sobrietà come criterio di scelta
Relatore: padre Adriano Sella, missionario saveriano, Responsabile Commissione Nuovi Stili di Vita dell’Ufficio Pastorale Sociale di Padova  

2009 IL LAVORO: UN BENE DI TUTTI”

Dopo aver affrontato lo scorso anno il tema della cittadinanza, continuiamo anche quest’anno il cammino di approfondimento e riflessione a partire dagli ambiti indicatici dal Convegno Ecclesiale di Verona 2006, mettendo a tema nei sei incontri del nostro percorso formativo il LAVORO. Si tratta – come tutti ben comprendiamo – di un tema di fondamentale importanza per la vita dell’uomo, di una dimensione determinante della sua esistenza. Il lavoro incide profondamente nella vita della persona, non solo in termini economici, ma anche, e soprattutto, in termini di tempo e di qualità della vita stessa, dal momento che ne coinvolge  la sfera individuale – il rapporto con il lavoro, inteso come realizzazione di sé e gratificazione personale -, e ne condiziona, talora pesantemente, tutto il mondo delle relazioni: pensiamo, ad esempio, alla possibilità di formare una famiglia, di generare figli, di accompagnare e sostenere situazioni di disagio o di sofferenza, di vivere l’anzianità in modo dignitoso, etc.-.

L’obiettivo che ci proponiamo è quello di impegnarci ad offrire stimoli e spunti di riflessione, discussione  e confronto a livello di comunità cristiane intorno al tema lavoro. Partiremo, innanzitutto, dall’osservazione della realtà lavorativa nel nostro paese e del nostro territorio, focalizzando alcune problematiche, alle quali sarà dato maggiore rilievo e spazio (precarietà – etica e responsabilità nel lavoro);  quindi, rivolgeremo il nostro sguardo alla fede e alla dottrina della Chiesa  per trovare risposte e prospettive che ci guidino e sostengano nell’affrontare la realtà del nostro tempo; infine, cercheremo di individuare quali segni di speranza e novità in senso cristiano germoglino intorno a noi, per sostenerli ed incoraggiarli.

Anche quest’anno alle serate con il relatore seguiranno, la settimana seguente, – per quanti lo desidereranno – alcuni incontri di approfondimento, confronto e dibattito a partire dagli spunti e dai contenuti della relazione.

L’invito è rivolto a tutti coloro che sentono l’urgenza e l’importanza della riflessione e del confronto all’interno delle comunità cristiane su tematiche decisive per la società, ma, in particolare, ai giovani, che entrano oggi, o si stanno preparando per entrare domani, nel mondo del lavoro.


Primo incontro: incontro introduttivo

Analisi della realtà lavorativa italiana, con riferimenti anche al nostro territorio: come si presenta la situazione a fronte di condizionamenti e ritardi storici, difficoltà contingenti e prospettive future, tenendo presente sia il versante dei lavoratori dipendenti, sia quello degli imprenditori, datori di lavoro, e dei professionisti autonomi.

 

Titolo :” Il mondo del lavoro oggi: analisi, riflessioni, prospettive.”

            Lo sguardo di un economista

 

Relatore : prof. Ferruccio Bresolin, docente di Economia Politica Università Ca’ Foscari

Datagiovedì 23 ottobre

mercoledì  29 ottobre ( primo incontro di approfondimento)

 

Secondo incontro: incontro teologico-antropologico

Dalla fede attingiamo risposte e luce alle domande fondamentali che il cristiano pone riguardo al suo rapporto con il lavoro. Quale il senso ultimo del lavorare: condanna o benedizione?

Come conciliare radicalità evangelica, rapporto con il denaro, ricerca di successo nel lavoro?

 

Titolo: Il lavoro: condanna o benedizione? Riflessione a partire dalla Parola di Dio

Relatore : don Firmino Bianchin

Data: giovedì 6 novembre

 

 

Terzo incontro: incontro magisteriale

Nel tempo la Chiesa ha prodotto un tesoro, purtroppo sconosciuto ai più, di riflessione e di pensiero intorno al tema del lavoro, indicando percorsi e prospettive cristiani per lavoratori e datori di lavoro.

Quali indicazioni e prospettive provengono dalla Dottrina Sociale della Chiesa?

 

Titolo: “Il lavoro e l’economia nella Dottrina Sociale della Chiesa”

Relatore : Mons. Giuseppe Rizzo, Vicario Generale Diocesi di Treviso

Datagiovedì 20 novembre

mercoledì 26 novembre ( secondo incontro di approfondimento)

 

SECONDA PARTE: concretizzazioni

 

Quarto incontro: analisi di un problema concreto, la precarietà del lavoro

Difronte a questo dato di fatto, come si pone il cristiano? Affrontare il “rischio” in senso positivo, ma non velleitario, ossia come opportunità di mettersi in gioco con i talenti ricevuti e da far fruttare affidandosi a Dio. La precarietà del lavoro: un problema di sempre o solo del nostro tempo? Come si è presentato nel passato e quali risposte sono state date? E oggi: quali le difficoltà e le risposte? Quali le sfide che l’attuale sistema pone innanzi a quanti si affacciano al mondo del lavoro? Anche in questo caso si terranno presenti i diversi punti di vista di lavoratori e datori di lavoro.

 

Titolo: “La precarietà del lavoro: una sfida da affrontare tra rischi ed opportunità”

Relatore proposto: dr. Giuseppe Vedovato, ex sindacalista CISL, storico del sindacalismo

Datagiovedì 22 gennaio

martedì 27 gennaio  ( terzo incontro di approfondimento)

 

Quinto incontro: analisi di un problema concreto, etica e responsabilità nel lavoro

E’ tempo che le comunità cristiane diano segnali visibili e chiari riguardo alla dimensione etica e al senso di responsabilità nel lavoro, sia per chi lavora sia per chi crea e dà lavoro: qualsiasi lavoro, dal più umile in avanti, se svolto con rettitudine, onestà e serietà, contribuisce e concorre in modo importante al bene comune.

Riteniamo sia sufficiente richiamare alla testimonianza personale o è possibile, invece, e urgente pensare a testimonianze coerenti che provengano dalle comunità cristiane?

Le comunità cristiane avvertono la necessità di elaborare e pensare a regole nuove per disciplinare il lavoro? Quale in tal senso il ruolo educativo del sindacato cattolico tra i lavoratori?

 

Titolo: “Etica e responsabilità nel lavoro.  L’impegno dei cristiani per una società più equa”

Relatore proposto: dr.Tiziano Mazzer, presidente provinciale ACLI

Datagiovedì 19 febbraio

giovedì 26 febbraio (quarto incontro di approfondimento)

 

 

 

TERZA PARTE: segni di speranza

 

Sesto incontro: analisi di realtà concrete ed operanti, quali segni di speranza e novità cristiane

Esistono realtà che ci testimoniano la possibilità di incidere in senso cristiano in ambiti (affari e lavoro), sentiti comunemente come “altro” rispetto alla fede e che paiono regolati da leggi intoccabili ed inalterabili che niente hanno a che fare con il principio della carità. Fino a che punto è vero tutto questo? Quali sono queste realtà nuove?

 

Titolo: “Lavoro, economia, finanza. Segni di speranza e novità cristiane”

Relatori proposti: testimonianze diverse.

BANCA ETICA

MICROCREDITO: Alessandro Franceschini, presidente Cooperativa Pace e Sviluppo

COOPERAZIONE: Antonio Zamberlan, presidente Cooperativa Alternativa Ambiente)

Datagiovedì 19 marzo

mercoledì 25 marzo (quarto incontro di approfondimento)

Vedi le sintesi degli incontri
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2008 CITTADINI CONSAPEVOLI ? Un percorso di riflessione

:

CITTADINI CONSAPEVOLI ?  Un percorso di riflessione

 

Al Convegno Ecclesiale di Verona svoltosi nell’ottobre 2006, la Cittadinanza rientrava – assieme al Lavoro, alla Festa, alla Tradizione e alla Fragilità – tra i cinque ambiti di attenzione sui quali la Chiesa italiana ci chiama a riflettere e ad impegnarci per gli anni a venire. In continuità, dunque, con le indicazioni di Verona abbiamo ritenuto fosse opportuno affrontare, per prima, tale tematica, lasciando aperta la possibilità di affrontare nei prossimi anni anche gli altri quattro ambiti. Aprirà, dunque, il percorso della Scuola di Formazione Sociale un incontro nel quale saranno illustrate le linee fondamentali dei lavori svolti al Convegno di Verona.

Riteniamo davvero importante proporre alle comunità parrocchiali una riflessione sulla questione della cittadinanza, poiché anche sul senso e sul valore che ad essa attribuiamo, su quanto ciascuno di noi si sente responsabile e corresponsabile del bene comune del mondo in cui vive, ci giochiamo come cristiani, chiamati ad essere “missionari” di Cristo, sale e luce del mondo.

Il percorso si dividerà in due parti; nella prima cercheremo di rispondere a questi interrogativi: se essere cittadini significa appartenere, sentirsi appartenenti ad una comunità, ad un popolo, ad una nazione, cosa significa, appartenenza? Come si matura a livello personale la consapevolezza di far parte di un gruppo più vasto che esce dall’io individuale, abbracciando via via la famiglia, quindi il gruppo, una comunità, uno Stato, l’Europa, il mondo? E ancora: Cosa significa cittadinanza? quali tratti identificano il cittadino e lo rendono veramente degno di tale nome?

Nella seconda parte del nostro itinerario la domanda sarà: quali sono i luoghi dove ci formiamo come cittadini? Parleremo di famiglia, scuola, città.

Anche quest’anno ad ogni incontro con il relatore seguirà, il lunedì successivo, un incontro di approfondimento aperto a quanti desiderino proseguire la riflessione sull’argomento nello scambio e confronto delle idee.


La premessa generale

Il Convegno Ecclesiale di Verona 2006   –   lunedì 15 ottobre 2007 (?)  

relatore: don Gerardo Giacometti, direttore dell’Ufficio Catechistico della Diocesi di Treviso e capo della delegazione diocesana al Convegno Ecclesiale.

Quest’anno il percorso della Scuola di Formazione Sociale sarà preceduto da un’incontro nel corso del quale sarà illustrato il lavoro svolto durante il Convegno di Verona. Ci illustrerà le linee fondamentali della riflessione svolta intorno ai cinque ambiti.

 

Le due idee fondamentali

L’appartenenza   –   lunedì 22 ottobre 2007

 relatrice:  d.ssa Maria Gabriella Sartori, psicologa psicoterapeuta e psicologa sociale)

Essere cittadini significa appartenere, sentirsi appartenenti ad una comunità, ad un popolo, ad una nazione. Ma cosa significa appartenere, appartenenza? Come si matura a livello personale la consapevolezza di far parte di un gruppo più vasto che esce dall’io individuale, abbracciando via via la famiglia, quindi il gruppo, una comunità, uno Stato, l’Europa, il mondo? E’ interessante partire da qui per poi poter avviare una riflessione ben fondata sulla cittadinanza.

 

La cittadinanza   –   giovedì 22 novembre 2007

relatore: dr. Gianni Saonara, ACLI Veneto

Titolo: CITTADINANZA: orizzonti pensati itinerari partecipati

Cosa significa cittadinanza? quali tratti identificano il cittadino e lo rendono veramente degno di tale nome? il riconoscimento dell’altro; la responsabilità, ossia il farsi carico dell’altro; la reciprocità, ossia la disponibilità alla relazione fondata sulla fiducia, al dialogo costruttivo con l’altro; la corresponsabilità, o il concorso,  nel raggiungimento del bene comune…..

 

I luoghi della formazione

La famiglia   –   lunedì 14 gennaio 2008

relatore: prof. Giuseppe Goisis, docente di Storia della Filosofia politica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia

Il primo luogo della formazione alla cittadinanza è, senz’altro, la famiglia. Quanto pesano nella formazione del futuro cittadino l’educazione, lo stile di vita, i valori che riceviamo e respiriamo nella nostra realtà familiare? quali attenzioni riservare a quest’aspetto dell’educazione dei figli?

 

La scuola   –   lunedì 18 febbraio 2008

relatore dr. Francis Contessotto, preside Isituto Canossiano  “Madonna del Grappa” di Treviso

Titolo: Diventare cittadini tra i banchi di scuola: come?

Altro luogo privilegiato per la formazione alla cittadinanza è la scuola. Quale peso ha la scuola nella formazione alla cittadinanza? la formazione dei cittadini è sentita veramente dalle istituzioni scolastiche come una priorità? Come si diventa cittadini tra i banchi di scuola?

 

La città   –   lunedì 31 marzo 2008

relatore: dr.Bruno Pigozzo, Assessore alle politiche sociosanitarie e per la Famiglia del Comune di Salzano

Titolo: Il cittadino protagonista

Altrettanto importante per la formazione alla cittadinanza è la città. La città nella quale viviamo può aiutare a stimolare e far crescere il senso civico nei cittadini? quali messaggi positivi, quali  scelte nell’amministrazione della città, quali attenzioni verso i cittadini possono contribuire a formare cittadini sensibili?

 

Vedi le sintesi degli incontri
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