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2017 UNA CITTA’ PER “SENTIRSI A CASA”.

UNA CITTA’ PER “SENTIRSI A CASA”.

Appunti per costruire una città sostenibile a misura d’uomo.

“Oggi si parla con eguale insistenza della distruzione dell’ambiente naturale quanto della fragilità dei grandi sistemi tecnologici che può produrre guasti a catena, paralizzando metropoli intere. La crisi della città troppo grande è l’altra faccia della crisi della natura.” Queste parole quasi “profetiche” di Calvino, pronunciate in occasione della presentazione de Le città invisibili alla Columbia University nel 1983, trovano piena sintonia oggi con l’idea di ecologia integrale che costituisce l’anima dell’enciclica Laudato si: la difesa della natura non può prescindere da un più profondo e vasto cambiamento culturale e nuovi modelli economici e di convivenza sociale, perché Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale” (LS, 139). La città è il luogo dove tutto questo esplode ed emerge in maniera forte e per questo nell’enciclica vi è dedicata particolare attenzione. Pensare alla città, alla sua forma e ai suoi spazi, in funzione e a servizio di un “miglioramento integrale della qualità della vita umana” (LS,147), “per sentirci a casa all’interno della città che ci contiene e ci unisce” (LS, 151), significa collocarsi nella prospettiva di un’ecologia integrale. La città come luogo di memoria, segni, desideri; luogo della convivenza, degli scambi, crocevia nel quale si incontrano culture ed esperienze diverse. Luogo dove maturano idee, dove si possono individuare e tracciare percorsi per futuri nuovi stili di vita improntati ad un rapporto diverso con il tempo; al rispetto dell’altro, delle diversità culturali, della biodiversità in natura; al rispetto per la terra e l’ambiente a partire dalla città; ad una nuova relazione tra spazio urbano e spazio rurale. Esistono riflessioni e percorsi da individuare, ma esistono anche esperienze già avviate che vanno conosciute e diffuse. Assai significativo il fatto che la Biennale Architettura di Venezia, curata quest’anno dall’architetto cileno Aravena, proponga una riflessione – presentando progetti e studi – sull’architettura come ‘disciplina di frontiera’ chiamata a rispondere in modo concreto e sostenibile, sia sotto il profilo ambientale che economico, alle domande che dai centri urbani in primis emergono con urgenza. Altrettanto significative le esperienze di partecipazione e costruzione di progetti condivisi che rendono gli abitanti della città sempre più consapevoli del proprio ruolo e della possibilità di incidere attivamente nel governo della loro città, orientando le scelte al bene comune. Questi i temi che la Scuola di Formazione Sociale di S.Agnese propone per il 2017, consapevole che conoscere è il primo passo per pensare un futuro diverso; per passare da una logica egocentrica ad una logica di comunità, che condivida talenti, energie, impegno; e, infine, per sperimentare un concetto di cittadinanza attiva nuovo, più impegnativo, ma più maturo.

questi gli appuntamenti

 

Locandina 2017 (pdf)

Volantino 2017 (pdf)

2016 Per un’ecologia Integrale

PER UN’ECOLOGIA INTEGRALE

La sfida di Papa Francesco 

Una sfida che la Scuola di Formazione Sociale di S. Agnese intende accogliere quale suo percorso di riflessione per l’anno 2016; percorso che si articolerà in cinque incontri, ciascuno dei quali metterà a tema un capitolo dell’enciclica.


“L’ecologia studia le relazioni tra gli organismi e l’ambiente in cui si sviluppano. Essa esige anche di fermarsi a pensare e a discutere sulle condizioni di vita e di sopravvivenza di una società, con l’onestà di mettere in dubbio modelli di sviluppo, produzione e consumo” (LS, 138) Attraverso un’analisi attenta e ampia delle  rammatiche condizioni ambientali e sociali del pianeta, ma con il linguaggio semplice e universale della verità che raggiunge il cuore di tutti, papa Francesco ci dice che il rispetto e la salvaguardia  del creato, della casa comune, non può più essere considerato solo come una questione di buone pratiche, di scelte “verdi”, affidate alla sensibilità del singolo, di un gruppo o di un movimento. Non basta più parlare di ecologia come difesa della natura e ricerca di nuove tecnologie rispettose dell’ambiente, come insieme di “risposte urgenti e parziali ai problemi di degrado ambientale, esaurimento delle risorse o inquinamento”. Si impone con urgenza un approccio diverso, uno sguardo puntato verso un orizzonte più ampio, e la strada che Francesco ci indica è quella di un’ECOLOGIA INTEGRALE, “che comprenda chiaramente le dimensioni umane e sociali” (LS, 137)  Una vera rivoluzione, un cambiamento radicale, che parte, appunto, dalla ‘radice’ più profonda del tema ecologico: l’uomo, l’idea che ha di se stesso e la relazione che vive con se stesso, con gli altri, con la natura. “Non ci sarà una nuova relazione con la natura – scrive papa Francesco – senza un essere umano nuovo. Non c’è ecologia senza un’adeguata antropologia”. (LS, 118). 

Dunque, ecologia integrale significa sguardo nuovo, cambio di rotta su ambiente, economia, società, cultura, vita quotidiana per passare dalla logica dell’antropocentrismo egoistico e dal modello tecnocratico alla “cultura della cura”; dalla logica del dominio sul creato a quella responsabilità della casa comune per il bene di tutti. E’ una responsabilità, quella della cura della casa comune che riguarda tutti, nessuno escluso. Tutti sono chiamati a dare il proprio contributo, partendo dai gesti più apparentemente banali della quotidianità all’impegno sociale e politico a diversi livelli. Una grande sfida culturale, spirituale ed educativa”, che il papa ci incoraggia ad affrontare, nella fiducia che degli sforzi di tutti nella direzione del cambiamento e del bene comune nulla andrà perduto. (LS, 212).


PROGRAMMA

UN’ECOLOGIA INTEGRALE
Relatore: Marcelo Barros Teologo giovedì 11 febbraio 2016

QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA
Relatore: Leonardo Becchetti Economista giovedì 18 febbraio 2016

LA RADICE UMANA DELLA CRISIECOLOGICA
Relatore: Luca Grion Presidente Centro StudiMaritain venerdì 4 marzo 2016

IL VANGELO DELLA CREAZIONE
Relatore: Antonietta Potente Teologa

PUNTARE SU UN ALTRO STILE DI VITA.
Linee di orientamento, azione, educazione.
Relatore: Carlo Petrini Gastronomo, Scrittore
e Fondatore di Slow Food

Vedi le sintesi degli incontri

2015 “Trame di pace.”

“Trame di pace.”
Costruire il bene comune e la pace nel magistero di papa Francesco

E’ la pace il tema che la Scuola di Formazione Sociale di Sant’Agnese affronta nel suo percorso 2015. Un tema vasto, complesso, articolato per il quale non intendiamo addentrarci in analisi storiche e geopolitiche, ma che cercheremo di affrontare e di leggere attraverso la chiave delle relazioni, da quelle su vasta scala a quelle personali; con l’obiettivo di ricondurre quanto possibile la riflessione sulla pace ad una dimensione, nella quale ciascuno possa sentirsi soggetto attivo e utile alla costruzione della pace e responsabile dell’impegno per diffondere la cultura del dialogo, della giustizia e della pace.
Sono sempre tanti, troppi nel mondo i focolai di guerra, ma non possiamo non accorgerci anche di come il conflitto sia sempre più la cifra che caratterizza le relazioni: personali, familiari, sociali, politiche, fino alle relazioni tra popoli, etnie e nazioni. La tendenza va nella direzione di evidenziare e marcare le ragioni che dividono – erigendo “muri” – piuttosto che di credere alla possibilità reale, concreta – se solo voluta! – di superare i contrasti, costruendo “ponti”.
Si percepisce una crescente sfiducia nella possibilità di risolvere e superare le situazioni conflittuali attraverso il dialogo costruttivo, la diplomazia, che certamente impongono alle parti delle rinunce, ma che ripagano con il bene supremo della pace. A fronte di questa deriva di conflitto e sfiducia, tutti gli uomini di buona volontà, e i cristiani, in modo speciale, sono chiamati a dire parole e a dare testimonianze di speranza, che aiutino a costruire relazioni di pace; siamo chiamati a ritessere, sul Vangelo, trame di pace con i fili delle nostre vite e del nostro agire quotidiano. Papa Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium – con la forza di un appello che sentiamo personale – ci chiede di leggere attentamente i segni dei nostri tempi per capire e accogliere nella carità le fatiche e i bisogni del mondo e degli uomini e ci indica una strada per ritessere relazioni di pace. Ci consegna quattro parole: il tempo è superiore allo spazio; l’unità prevale sul conflitto; la realtà è più importante dell’idea; il tutto è superiore alla parte. Sono quattro intuizioni, che diventano criteri di discernimento, linee di condotta, percorsi per muoverci nel mondo orientando, in ogni situazione e ad ogni livello, il nostro agire alla costruzione del bene comune, della giustizia e della pace. Queste parole saranno al centro della nostra riflessione.

Vedi le sintesi degli incontri

2014 Lo Stato Sociale è finito?” Il futuro ad ostacoli del Welfare

Nel perdurare della crisi economica, sociale e politica, intendiamo continuare  anche quest’anno la nostra riflessione sulle prospettive per il futuro, nella convinzione che, pur nella fatica, è nel presente che ci viene offerta l’opportunità e affidata la responsabilità di pensare a soluzioni diverse per il domani, di aprire strade nuove, con coraggio e determinazione.

Quest’anno intendiamo affrontare un tema che riteniamo cruciale nel pensare e progettare il futuro del nostro paese: lo  Stato Sociale, o Welfare, secondo la denominazione divenuta d’uso corrente. Oggi – in un tempo di grave crisi economica – lo stato sociale, con cui intendiamo previdenza, sanità e assistenza, è additato come una delle cause del pesantissimo debito pubblico e sembra messa in discussione l’idea  della possibilità del suo mantenimento e della sua stessa sopravvivenza. Dunque, liquidare un sistema o, piuttosto, migliorarlo? Per farci un’opinione in merito è opportuno riflettere su cosa sia e cosa rappresenti veramente lo Stato Sociale nella nostra idea di nazione. Cosa c’è in gioco quando parliamo di Stato Sociale? E’ davvero solo un costo dove solo i numeri contano o è qualcosa di più? E’ un valore? Su quali fondamenti, su quali principi si basa? E’ un diritto? per chi e in quale misura? Può divenire un’opportunità? da costo a generatore di ricchezza, intesa come lavoro? A cosa siamo disposti a rinunciare per questo? Rispondere a queste domande significa chiederci come pensiamo e come vorremmo per i nostri figli la società di domani, come sognamo per le generazioni future la nostra comunità nazionale. Solidarietà, inclusione, pari opportunità, bene comune, sono parole vane oppure sono valori che ci appartengono, che sono scritti nel nostro cuore e nelle nostre coscienze – anche come comunità cristiane – e che riteniamo debbano animare e guidare le nostre scelte per il futuro del nostro paese?

Rispondere a queste domande insieme sarà l’obiettivo del nostro percorso, che si articolerà in cinque incontri.

  • Il Welfare in Italia: criticità e scenari evolutivi: con questo incontro vorremmo spiegare cosa intendiamo per Stato Sociale (Welfare); delineare un quadro generale dello Stato Sociale nell’attuale situazione socio economica; evidenziarne aspetti positivi e negativi, opportunità, valore e criticità; individuare possibili strade e scenari futuri.

Relatore proposto (da contattare): prof. Riccardo Prandini, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Università di Bologna

Data: giovedì 13 febbraio 2014

  • Lo stato sociale come opportunità: il Welfare generativo. (titolo del relatore)

Relatore: dr. Tiziano Vecchiato, Direttore  Fondazione Zancan, Padova

Data: giovedì 20 febbraio 2014

  • Focus sul territorio: esperienze di corresponsabilità e partecipazione nella costruzione del Welfare locale: esperienze locali di corresponsabilizzazione e partecipazione sui temi del welfare, che testimoniano la capacità delle comunità locali di attivarsi e farsi carico delle problematiche e delle esigenze del territorio (sussidiarietà, sinergia pubblico e privato, pubblico e terzo settore).

Relatori : incontro a più voci (rappresentanti di esperienze locali)

Gianfranco Pozzobon, direttore Servizi Sociali ULSS 15;

Fiorenza Cecchetto, assistente sociale al Comune di Vedelago;

Bruno Pozzobon, Cooperativa Incontro di Castelfranco;

Antonio Zamberlan, Cooperativa Alternativa di Vascon.

Data: giovedì 27 febbraio 2014

  • Forme di gratuità e legami sociali. Un cambio di prospettiva del welfare esige anche un cambiamento di prospettiva da parte dei cittadini: il passaggio dall’autoreferenzialità al bene comune: non più il bene per me, ma il mio bene dentro la comunità. E’ un passaggio importante, una vera scommessa in una società che da tempo ci ha abituati a mettere l’individuo – i suoi diritti, i suoi valori, le sue attese – al centro, accantonando l’ideale del bene comune, del bene per tutti, difronte al quale il singolo deve piegarsi in nome della giustizia e dell’equità. E’ possibile nel nostro contesto ridisegnare il desiderio, le attese dell’individuo? Quanto è difficile per l’uomo del nostro tempo ripensarsi parte integrante di una comunità rinunciando in parte a se stesso? Siamo disposti a rinunciare a diritti, o piuttosto, privilegi, di cui abbiamo goduto finora, privilegiando quanti sono veramente svantaggiati, e immaginando criteri di distribuzione dei servizi più equi?

Relatore proposto: prof.ssa Susy Zanardo, docente di Filosofia, Università Europea di Roma

data: venerdì 7 marzo 2014

  • Incontro sulla Parola di Dio. (titolo da definire del relatore) Nel Vangelo troviamo i valori fondamentali della solidarietà e della giustizia (beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, parabola del Buon Samaritano), gli stessi che sono alla base dell’idea di stato sociale che intende prendersi cura dei più deboli in nome della garanzia dei diritti sanciti dalla Costituzione.

Relatore: don Franco Marton, già responsabile Ufficio Missionario della diocesi di Treviso

Data: 13 marzo 2014

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2013 “Uscire dalla crisi: pensieri, percorsi, prospettive. Verso nuovi modelli di convivenza”.

E’ difficile in questo tempo che stiamo vivendo pensare ad un tema d’interesse socio-politico che prescinda dalla grave crisi economica che arriva a toccare e coinvolgere, sia pure in misura diversa, la vita di tutti, individui e nazioni.

La gravità di questa crisi economica ed il suo perdurare, con il conseguente strascico di disagi e sofferenze, ci sta facendo comprendere che non si tratta di una crisi “qualunque”, di passaggio – come se ne sono presentate altre nel passato – per la quale è sufficiente aspettare il calmarsi delle acque per poi riprendere la vita di sempre. No, la gravità di questa crisi, che da economica è divenuta sociale, e pian piano si è rivelata essere anche politica e morale, ci sta rendendo dolorosamente  consapevoli del fatto che il modello economico-finanziario ed il tenore di vita portati avanti fin ad oggi, senza guardare al futuro, senza farsi responsabilmente carico delle generazioni a venire, non è più sostenibile; ha mostrato tutta la sua inadeguatezza. Ed ora bisogna cambiare! Ma cosa? E come?

Per capire dove andare e cosa fare è indispensabile, innanzitutto, capire dove si è sbagliato; quali scelte, o non scelte, ci hanno spinto fin sul baratro: solo attraverso quest’analisi, gli errori commessi si possono tradurre in esperienza preziosa per non rendere vane le sofferenze che oggi molti stanno patendo.

In secondo luogo, siamo chiamati a fare progetti nuovi, a dar vita ad iniziative nuove, che mettano al centro valori dimenticati, o deliberatamente calpestati e sacrificati agli idoli della ricchezza, del potere, dell’egoismo: primo fra tutti il rispetto della dignità della persona ed il suo diritto alla felicità, possibili solo in un sistema che persegua ideali di pace e di giustizia per il bene comune.

Infine, è indispensabile la disponibilità a metterci in gioco ciascuno, da oggi, credendo fermamente che il cambiamento è possibile. Per i cristiani, uomini di speranza – di quella speranza che si fonda sulla certezza di Gesù risorto e vittorioso sulla morte e sul male –  è il momento di farsi “lievito”, promotori di pensieri, progetti e prospettive nuovi e buoni per l’umanità seguendo la strada del Vangelo. Questo momento storico ci chiama prepotentemente alla responsabilità, all’impegno, al coraggio di lasciare le “cattive abitudini” del passato per operare scelte apparentemente più scomode e faticose, ma migliori per tutti. Si tratta di responsabilità, impegno e coraggio che prima di tutto devono essere personali, confidando nel fatto che anche il più piccolo, ed apparentemente insignificante, gesto possiede un valore immenso, e fa sì che concretizzi la possibilità che il nostro sistema cambi veramente volto. I cambiamenti più importanti e destinati a produrre frutti duraturi, lo sappiamo, sono quelli che nascono dentro ai cuori, alle coscienze, e che portano a maturare un sentire comune e condiviso; e se questo sentire è fondato sulla roccia di valori importanti allora davvero si mettono le basi per il progresso della società.

Questa è la riflessione sottesa al percorso di quest’anno della Scuola di Formazione Sociale di Sant’Agnese, dal titolo: “Uscire dalla crisi: pensieri, percorsi, prospettive. Verso nuovi modelli di convivenza”. Si articolerà in quattro incontri.

Il primo incontro intende proporre una “provocazione” positiva, attraverso una conferenza spettacolo intitolata “POP ECONOMY. Ovvero da dove allegramente viene la crisi e dove va.” Si tratta di una produzione di Banca Etica e del Teatro Popolare Europeo che, in modo semplice, ma puntuale, ci racconta la crisi che stiamo vivendo attraverso gli occhi di un narratore. Accanto ai fatti economici si delineano l’”allegro” modo di vivere dei decenni trascorsi, i fatti storici, i personaggi, i meccanismi del sistema insostenibile che ci ha condotti al tracollo. Seguirà un’introduzione al percorso: quale lettura della crisi alla luce della dottrina della Chiesa? Quale punto di riferimento e quali attenzioni trovano nella Chiesa i cristiani per vivere questo tempo?

Il secondo ed il terzo incontro, scenderanno nella concretezza di scelte ed esperienze economico-finanziarie di gestione familiare e d’impresa che già da alcuni anni, prevedendo l’insostenibilità del nostro modello di vita, camminano secondo valori e modalità diversi da quelli finora seguiti. Accosteremo le esperienze dei Bilanci di Giustizia, dei GAS ( Gruppi di Acquisto Solidale) e dell’Economia di Comunione

Il quarto incontro, di carattere biblico, ci aiuterà ad alzare lo sguardo dal contingente per guardare in alto, al volto di Dio che da sempre, nel totale rispetto della libertà dell’uomo, non ha mai smesso di sostenere l’umanità nel corso della storia, educandola attraverso le prove più difficili.

Il quinto incontro, di carattere filosofico-antropologico, continuerà a guidarci in una riflessione che possa sostenere ed incoraggiare la nostra volontà di uscire dalla crisi migliori di quando vi siamo caduti dentro. Quali tracce lascerà crisi dentro di noi? Quali cambiamenti potranno produrre negli individui e nelle comunità le contraddizioni e provocazioni che la crisi ci pone innanzi? Saremo in grado di guardare oltre la crisi ad nuova visione dell’uomo e a nuovi modelli di convivenza sia all’interno delle nostre comunità nazionali, ma anche tra le nazioni?

Concluderemo il nostro percorso, infine, con quello che potremmo definire un incontro di confronto e discernimento, aperto a quanti, avendo partecipato ai nostri incontri, desidereranno incontrarsi ancora per scambiare idee, opinioni, intenzioni; si è reso disponibile ad accompagnarci in questa nuova esperienza don Gianni Fazzini.

Insomma vorremmo riflettere sulla crisi, ma gettando lo sguardo più lontano per darci obiettivi e stimoli alti ed importanti che ci diano forza per sostenere la fatica del presente e per pensare e preparare il futuro fin da ora.

Lo spettacolo di apertura POP ECONOMY,  presentato venerdì 25 gennaio 2013 alle ore 21.00 presso l’Auditorium “L. Stefanini”, Viale III Armata; gli altri incontri, invece,  come di consueto, presso il Collegio Vescovile Pio X, con inizio alle ore 20.45.

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2012 FAMIGLIA E MUTAMENTO SOCIALE TRA CONFORMISMO E OPPORTUNITA

presentazione

Il Concilio Vaticano II, cui la Scuola di Formazione Sociale di Sant’Agnese ha dedicato la riflessione dello scorso anno, ha segnato una svolta fondamentale dal punto di vista pastorale per sostenere i cristiani nell’affrontare i tempi nuovi, la nuova mentalità e la nuova cultura che andavano affermandosi, premendo con urgenza anche alle porte della Chiesa. Molta strada è stata fatta dalle istituzioni ecclesiastiche e dalle comunità cristiane per dare attuazione alle indicazioni conciliari; ma molto resta ancora da fare e il Concilio porta in sé potenzialità non pienamente espresse che possono aiutare e sostenere anche i cristiani del XXI secolo, ancora una volta difronte a sfide assai impegnative in un mondo che è cambiato e cambia con velocità davvero sorprendente. Quest’anno, dunque, intendiamo fissare la nostra attenzione proprio sul mondo in cui viviamo e leggere i cambiamenti e le trasformazioni in atto, cercando di comprenderne il significato e la portata, quanto essi incidano sulla nostra vita e, infine, quali risposte i cristiani siano in grado di offrire.

Faremo questa lettura, però, attraverso una “lente” particolare, quella della famiglia. Non ci soffermeremo ancora una volta e soltanto a parlare della crisi della famiglia e del suo disagio, in prima linea nell’affrontare sfide e difficoltà e minacciata nella sua stessa identità difronte ai nuovi modelli di famiglia che vanno affermandosi e realizzandosi. Vogliamo capire come e quanto questa fondamentale e imprescindibile istituzione umana e cristiana possa costituire una risorsa preziosa per salvare l’uomo e la società dalla deriva dell’individualismo, in quanto custode e tramite di valori fondamentali, sui quali poter ripensare e costruire un futuro ancora a misura d’uomo. Insomma quanto la famiglia è in grado di farsi “profezia” , riferimento, luce per il mondo delle prossime generazioni? Le cruciali sfide del presente si riveleranno un’opportunità per riprendere un ruolo da protagonista, o segneranno per la famiglia la resa al conformismo, l’inizio della fine?

Il percorso si dividerà in due parti. Una prima parte ci aiuterà a leggere il cambiamento sotto tre punti di vista. Sociologico, per analizzare le trasformazioni in atto (demografia, tecnologia, economia, multiculturalità, nuovi modelli di famiglia, …). Antropologico, per approfondire il significato del “cambiare” nella vita di ogni uomo. Spirituale: anche nella formazione e nella crescita spirituale, nella relazione con Dio, ogni uomo si trova ad affrontare cambiamenti, trasformazioni, sfide a cui Dio stesso ci chiama o il mondo, la storia, ci chiedono; ma nella fede riconosciamo la mano ed il sostegno di Dio che ci accompagna.

La seconda parte continuerà la riflessione prendendo in considerazione tre dimensioni della realtà della famiglia che sono e racchiudono valori fondamentali. Fedeltà e solidarietà, pilastri su cui si reggono i rapporti familiari: sponsali, genitoriali, parentali; Educazione e rapporto intergenerazionale: la famiglia ha da sempre un ruolo primario e privilegiato nella trasmissione di principi, valori, cultura, leggi. Generazione e il congedarsi: la famiglia è luogo degli affetti e delle relazioni dove si susseguono e si intrecciano nascita, morte, sofferenza.

Questi i valori custoditi dalla famiglia e che attraverso di essa continuano a vivere sempre forti di generazione in generazione attraversando la storia. Perché non ricominciare da qui?

P R O G R A M M A

Giovedì 27 ottobre 2011   

 Comprendere il mondo che cambia

Analisi delle mutazioni che caratterizzano il nostro tempo

 relatore: prof. Gianpiero Dalla Zuanna, preside della Facoltà di Scienze Statistichepresso Università di Padova

 

giovedì 17 novembre 2011

 Il cammino dell’uomo verso la maturità. Il cambiamento nell’età adulta 

relatore: prof. Giovanni Grandi, presidente Centro Studi “J.Maritain”; docente di Antropologia applicata ed Etica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Padova

 


 

Giovedì 15 dicembre 2011

 Alle radici della spiritualità cristiana. Quando tutto cambia….

relatore: don Firmino Bianchin, biblista, monaco camaldolese

 


 

giovedì 26 gennaio 2012

 La fedeltà e il prendersi cura dell’altro in famiglia

 Relatore:  dr.ssa Giuseppina De Simone, docente di Etica Generale, di Filosofia delle Religioni e di Storia delle Religioni presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli.

 


 

 giovedì 23 febbraio 2012

 Il passaggio del testimone.

 La famiglia, l’educazione, il rapporto tra generazioni, le leggi

 Relatore: prof. Andrea Porcarelli, docente di Pedagogia generale e sociale e dei Servizi alla persona presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Padova 


 

 Giovedì 22  marzo 2012

 La generazione e il congedarsi.

Nascita, morte e sofferenza in  famiglia

 Relatore: dr. Francesco Belletti, presidente nazionale Forum delle associazioni familiari,direttore del Centro Internazionale per gli Studi sulla Famiglia (CISF)

Vedi le sintesi degli incontri

2010 CARITAS IN VERITATE” L’Enciclica di Benedetto XVI

Da due anni la Scuola si sta impegnando in un cammino di approfondimento sui cinque ambiti affidati dai Vescovi italiani alle comunità cristiane a conclusione del Convegno Ecclesiale di Verona 2006. Cittadinanza e Lavoro sono i temi già affrontati. Nonostante l’intenzione di proseguire l’itinerario, non si poteva non tenere in considerazione un evento di grande importanza per tutta la Chiesa: la pubblicazione, lo scorso giugno dell’Enciclica “Caritas in Veritate”, dedicata ai temi sociali ed economici. Si è, dunque, ritenuto opportuno dedicare quest’anno allo studio e all’approfondimento del documento. L’Enciclica si colloca in un momento di crisi economica mondiale, che ha investito sia il sistema finanziario che quello produttivo, causando ripercussioni dolorose sulla vita di molti uomini e donne, che hanno perso – e perdono tuttora – il posto di lavoro e, con esso, la possibilità di provvedere a se stessi ed ai propri familiari. Ma se è vero che ogni crisi porta con sé, pur nel disagio e nella fatica, preziose opportunità di crescita e di progresso; allora, proprio ora i cristiani, sono chiamati a portare il loro contributo, per avviare un nuovo corso economico e sociale. L’Enciclica, lungi dal voler offrire ricette e soluzioni alla grave contingenza economica, ci aiuta e ci esorta a rileggere e rivedere l’attuale realtà economica e sociale, e ad impegnarci con coraggio a pensare a nuove strade alla luce della verità e della giustizia del Vangelo, dove Dio ci ha rivelato il suo progetto d’amore e di bene per l’Uomo. Si tratterà di pensare soluzioni nuove mettendo in campo valori, comunemente ritenuti estranei ed incompatibili con il mondo dell’economia e del mercato, e che mettano al centro l’uomo ed il suo bene: fraternità, solidarietà, gratuità, dono, giustizia sociale, equità nello sviluppo. Le parole del Papa non sono rivolte solo ai grandi della terra, a coloro che “contano” nella politica e nell’economia, ma “a tutti gli uomini di buona volontà”. Dunque, i valori che sono invocati per un nuovo corso economico e sociale a livello mondiale, sono gli stessi ai quali il Papa richiama ciascuno di noi. Nessuno può rimanere indifferente o sentirsi escluso e inutile; ogni persona deve assumere su di sé la responsabilità di contribuire al progresso e alla giustizia sociale, agendo sulla propria quotidianità, mettendo in discussione, se necessario, abitudini e stili di vita.
Ricordiamo che l’iniziativa della Scuola di Formazione Sociale, in collaborazione con l’équipe vicariale di Azione Cattolica, e da quest’anno anche con il MEIC, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale, da anni attivo nella nostra Diocesi e promotore di numerose iniziative culturali, è rivolta a tutta la città.


P R O G R A M M A
Giovedì 29 ottobre 2009   
L’equilibrio tra profitto e solidarietà. “Caritas in Veritate”: presentazione dell’Enciclica di Benedetto XVI
relatore: mons.Giuseppe Pasini, presidente della Fondazione Zancan di Padova

giovedì 12 novembre 2009
incontro di approfondimento e preparazione

giovedì 26 novembre 2009
I fondamenti biblici dell’Enciclica “Caritas in Veritate”     
relatore: don Franco Marton, teologo,  già Direttore dell’Ufficio Missionario Diocesano

giovedì 28 gennaio 2010
Sviluppo economico e centralità della persona

giovedì 12 febbraio
 incontro di approfondimento

 giovedì 25  febbraio 2010
“Gratuità” e “Spirito del dono”. Due valori per una nuova economia
Relatore:  prof.Giovanni Sarpellon, Docente Ordinario di Sociologia, presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia

giovedì 18 marzo 2010
Incontro di preparazione

 giovedì 25  marzo 2010
“Acquistare è sempre un atto morale” (CV, 66): la responsabilità sociale del consumatore.
La sobrietà come criterio di scelta
Relatore: padre Adriano Sella, missionario saveriano, Responsabile Commissione Nuovi Stili di Vita dell’Ufficio Pastorale Sociale di Padova  

2011 IN CAMMINO DA 50 ANNI SULLE STRADE DEL CONCILIO VATICANO II

Il 25 dicembre 1961 Giovanni XXIII firmava la Costituzione Apostolica Humanae salutis con la quale indiceva ufficialmente il Concilio Ecumenico Vaticano II. Difronte ad una società in rapido cambiamento culturale, tecnologico, economico e sociale, la Chiesa aveva sentito la necessità e l’urgenza di interrogarsi e confrontarsi sul proprio ruolo e la propria presenza nella storia. Una profonda e vasta riflessione – tante sono le voci chiamate per questo Concilio – porterà ad aprire nuove prospettive. Soprattutto un modo nuovo di intendere e vivere la Chiesa, per renderla capace  di affiancarsi al cammino dell’umanità e della storia, di dialogare con il mondo e divenire per esso profezia vera e forte per la costruzione del Regno di Dio.

Quest’anno, in preparazione al 50° anniversario dell’indizione del Concilio la Scuola di Formazione Sociale di S. Agnese di Treviso – promossa da AC parrocchiale, MEIC, équipe vicariale AC Treviso – Santa Maria del Rovere – , intende dedicare al Vaticano II il suo ciclo d’incontri.

L’obiettivo non è quello di dar vita ad una commemorazione, ma di soffermarci a riflettere su quanto cammino sia stato percorso sulle strade aperte dal Concilio; come sia stato finora accolto, recepito e vissuto il suo messaggio e, soprattutto, quanto impegno e quanto lavoro ci attendano per liberare la forza di rinnovamento spirituale ed ecclesiale scaturita dal Concilio stesso.

La prima parte del percorso affronterà il tema sotto il profilo teologico: il Volto di Cristo e la Parola di Dio. Il Concilio ci svela un Volto nuovo di Cristo, aprendoci così ad rapporto diverso con Dio: rifletteremo su come sia cambiata e maturata fino ad oggi nei credenti la relazione con Dio, tanto a livello personale quanto comunitario. A partire dal Concilio cambia anche il modo di accostare la Sacra Scrittura: questa, custodendo nella sua integrità la Rivelazione e trasmettendola al popolo di Dio, assumerà  un ruolo di centralità e verrà offerta ai fedeli, quale sorgente di fede e comunione fraterna.

La seconda parte dell’itinerario sarà dedicata all’approfondimento sotto il profilo ecclesiale e sociale. Si svilupperà a partire da una lettura di tipo storico-sociologico della “rivoluzione” conciliare, considerando l’impatto sulle comunità cristiane dei cambiamenti voluti dal Concilio riguardo a liturgia, catechesi, laicato, etc.. Cercheremo di valutarne la portata e di capire le prospettive per il domani. Ci soffermeremo, quindi, sul tema del laicato: il Vaticano II riconosce e sostiene l’importanza del ruolo dei laici nella Chiesa. Si comincia a parlare di corresponsabilità tra clero e laici, a riflettere sul rapporto laici-magistero: a che punto siamo oggi? Infine, il Concilio esortava i cristiani a vedere nel mondo, nella storia, nella vita quotidiana, i luoghi importanti della responsabilità, della testimonianza e della trasmissione della fede, incoraggiandoli all’impegno socio-politico ed educativo: dopo 50 anni l’appello rimane attualissimo e, forse, ancor più urgente!

Aprirà il ciclo d’incontri Mons. Luigi Bettazzi, Vescovo emerito di Ivrea, all’epoca uno dei più giovani Padri Conciliari.  Monsignor Bettazzi ha un rapporto di particolare affetto sia con Treviso, dove nacque il 26 novembre del 1923, mentre il padre si trovava per lavoro nella città; sia con la parrocchia di Sant’Agnese, dove fu battezzato e che alcuni anni fa volle tornare a visitare proprio in ricordo del suo Battesimo La sua preziosa testimonianza prenderà spunto dall’ultimo libro- intervista, scritto assieme al giornalista Aldo Maria Valli: “Difendere il Concilio. Quando parla del Concilio, il suo Concilio, monsignor Bettazzi è un fiume in piena”, Edizioni San Paolo. E come un fiume in piena ci auguriamo che Mons. Bettazzi ci trasporti e introduca nella straordinaria esperienza del Concilio Ecumenico Vaticano II!


P R O G R A M M A

 

Giovedì 14 ottobre 2010   

 

“Difendere il Concilio”. Testimonianza di un Padre Conciliare

 

relatore: mons.Luigi Bettazzi,Vescovo Emerito di Ivrea

 

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giovedì 18 novembre 2010

 

La Parola di Dio. La Sacra Scrittura, spezzata come il Pane, sorgente di fede e comunione fraterna 

 

relatore: mons. Antonio Marangon, biblista

 

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giovedì 9 dicembre 2010

 

Il Volto di Cristo.

Il Concilio ci svela un Volto di Cristo e ci apre ad un nuovo rapporto individuale e comunitario con Lui

 

relatore: don Franco Marton, teologo, già Direttore Ufficio Missionario Diocesano

 

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giovedì 20 gennaio 2011

 

una lettura storica della svolta del Vaticano II.

 L’impatto sulle comunità cristiane di allora, la situazione odierna e le prospettive per il domani

 

Relatore:  prof.Alberto Melloni,  Ordinario di Storia del Cristianesimo presso Università di Modena-Reggio Emilia, Direttore della Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII di Bologna 

 

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 giovedì 17  febbraio 2011

 

Il laicato. Il riconoscimento di un nuovo ed importante ruolo dei laici all’interno della Chiesa

 

Relatore: dr.ssa Paola Bignardi, già Presidente nazionale di Azione Cattolica 

 

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 giovedì 17  marzo 2011

 

Il mondo e la storia,  luoghi della testimonianza e della trasmissione della fede. L’esortazione all’impegno politico ed educativo dei laici

 

 

Relatore: padre Bartolomeo Sorge, gesuita, già Direttore di Civiltà Cattolica

Vedi le sintesi degli incontri

2009 IL LAVORO: UN BENE DI TUTTI”

Dopo aver affrontato lo scorso anno il tema della cittadinanza, continuiamo anche quest’anno il cammino di approfondimento e riflessione a partire dagli ambiti indicatici dal Convegno Ecclesiale di Verona 2006, mettendo a tema nei sei incontri del nostro percorso formativo il LAVORO. Si tratta – come tutti ben comprendiamo – di un tema di fondamentale importanza per la vita dell’uomo, di una dimensione determinante della sua esistenza. Il lavoro incide profondamente nella vita della persona, non solo in termini economici, ma anche, e soprattutto, in termini di tempo e di qualità della vita stessa, dal momento che ne coinvolge  la sfera individuale – il rapporto con il lavoro, inteso come realizzazione di sé e gratificazione personale -, e ne condiziona, talora pesantemente, tutto il mondo delle relazioni: pensiamo, ad esempio, alla possibilità di formare una famiglia, di generare figli, di accompagnare e sostenere situazioni di disagio o di sofferenza, di vivere l’anzianità in modo dignitoso, etc.-.

L’obiettivo che ci proponiamo è quello di impegnarci ad offrire stimoli e spunti di riflessione, discussione  e confronto a livello di comunità cristiane intorno al tema lavoro. Partiremo, innanzitutto, dall’osservazione della realtà lavorativa nel nostro paese e del nostro territorio, focalizzando alcune problematiche, alle quali sarà dato maggiore rilievo e spazio (precarietà – etica e responsabilità nel lavoro);  quindi, rivolgeremo il nostro sguardo alla fede e alla dottrina della Chiesa  per trovare risposte e prospettive che ci guidino e sostengano nell’affrontare la realtà del nostro tempo; infine, cercheremo di individuare quali segni di speranza e novità in senso cristiano germoglino intorno a noi, per sostenerli ed incoraggiarli.

Anche quest’anno alle serate con il relatore seguiranno, la settimana seguente, – per quanti lo desidereranno – alcuni incontri di approfondimento, confronto e dibattito a partire dagli spunti e dai contenuti della relazione.

L’invito è rivolto a tutti coloro che sentono l’urgenza e l’importanza della riflessione e del confronto all’interno delle comunità cristiane su tematiche decisive per la società, ma, in particolare, ai giovani, che entrano oggi, o si stanno preparando per entrare domani, nel mondo del lavoro.


Primo incontro: incontro introduttivo

Analisi della realtà lavorativa italiana, con riferimenti anche al nostro territorio: come si presenta la situazione a fronte di condizionamenti e ritardi storici, difficoltà contingenti e prospettive future, tenendo presente sia il versante dei lavoratori dipendenti, sia quello degli imprenditori, datori di lavoro, e dei professionisti autonomi.

 

Titolo :” Il mondo del lavoro oggi: analisi, riflessioni, prospettive.”

            Lo sguardo di un economista

 

Relatore : prof. Ferruccio Bresolin, docente di Economia Politica Università Ca’ Foscari

Datagiovedì 23 ottobre

mercoledì  29 ottobre ( primo incontro di approfondimento)

 

Secondo incontro: incontro teologico-antropologico

Dalla fede attingiamo risposte e luce alle domande fondamentali che il cristiano pone riguardo al suo rapporto con il lavoro. Quale il senso ultimo del lavorare: condanna o benedizione?

Come conciliare radicalità evangelica, rapporto con il denaro, ricerca di successo nel lavoro?

 

Titolo: Il lavoro: condanna o benedizione? Riflessione a partire dalla Parola di Dio

Relatore : don Firmino Bianchin

Data: giovedì 6 novembre

 

 

Terzo incontro: incontro magisteriale

Nel tempo la Chiesa ha prodotto un tesoro, purtroppo sconosciuto ai più, di riflessione e di pensiero intorno al tema del lavoro, indicando percorsi e prospettive cristiani per lavoratori e datori di lavoro.

Quali indicazioni e prospettive provengono dalla Dottrina Sociale della Chiesa?

 

Titolo: “Il lavoro e l’economia nella Dottrina Sociale della Chiesa”

Relatore : Mons. Giuseppe Rizzo, Vicario Generale Diocesi di Treviso

Datagiovedì 20 novembre

mercoledì 26 novembre ( secondo incontro di approfondimento)

 

SECONDA PARTE: concretizzazioni

 

Quarto incontro: analisi di un problema concreto, la precarietà del lavoro

Difronte a questo dato di fatto, come si pone il cristiano? Affrontare il “rischio” in senso positivo, ma non velleitario, ossia come opportunità di mettersi in gioco con i talenti ricevuti e da far fruttare affidandosi a Dio. La precarietà del lavoro: un problema di sempre o solo del nostro tempo? Come si è presentato nel passato e quali risposte sono state date? E oggi: quali le difficoltà e le risposte? Quali le sfide che l’attuale sistema pone innanzi a quanti si affacciano al mondo del lavoro? Anche in questo caso si terranno presenti i diversi punti di vista di lavoratori e datori di lavoro.

 

Titolo: “La precarietà del lavoro: una sfida da affrontare tra rischi ed opportunità”

Relatore proposto: dr. Giuseppe Vedovato, ex sindacalista CISL, storico del sindacalismo

Datagiovedì 22 gennaio

martedì 27 gennaio  ( terzo incontro di approfondimento)

 

Quinto incontro: analisi di un problema concreto, etica e responsabilità nel lavoro

E’ tempo che le comunità cristiane diano segnali visibili e chiari riguardo alla dimensione etica e al senso di responsabilità nel lavoro, sia per chi lavora sia per chi crea e dà lavoro: qualsiasi lavoro, dal più umile in avanti, se svolto con rettitudine, onestà e serietà, contribuisce e concorre in modo importante al bene comune.

Riteniamo sia sufficiente richiamare alla testimonianza personale o è possibile, invece, e urgente pensare a testimonianze coerenti che provengano dalle comunità cristiane?

Le comunità cristiane avvertono la necessità di elaborare e pensare a regole nuove per disciplinare il lavoro? Quale in tal senso il ruolo educativo del sindacato cattolico tra i lavoratori?

 

Titolo: “Etica e responsabilità nel lavoro.  L’impegno dei cristiani per una società più equa”

Relatore proposto: dr.Tiziano Mazzer, presidente provinciale ACLI

Datagiovedì 19 febbraio

giovedì 26 febbraio (quarto incontro di approfondimento)

 

 

 

TERZA PARTE: segni di speranza

 

Sesto incontro: analisi di realtà concrete ed operanti, quali segni di speranza e novità cristiane

Esistono realtà che ci testimoniano la possibilità di incidere in senso cristiano in ambiti (affari e lavoro), sentiti comunemente come “altro” rispetto alla fede e che paiono regolati da leggi intoccabili ed inalterabili che niente hanno a che fare con il principio della carità. Fino a che punto è vero tutto questo? Quali sono queste realtà nuove?

 

Titolo: “Lavoro, economia, finanza. Segni di speranza e novità cristiane”

Relatori proposti: testimonianze diverse.

BANCA ETICA

MICROCREDITO: Alessandro Franceschini, presidente Cooperativa Pace e Sviluppo

COOPERAZIONE: Antonio Zamberlan, presidente Cooperativa Alternativa Ambiente)

Datagiovedì 19 marzo

mercoledì 25 marzo (quarto incontro di approfondimento)

Vedi le sintesi degli incontri

2008 CITTADINI CONSAPEVOLI ? Un percorso di riflessione

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CITTADINI CONSAPEVOLI ?  Un percorso di riflessione

 

Al Convegno Ecclesiale di Verona svoltosi nell’ottobre 2006, la Cittadinanza rientrava – assieme al Lavoro, alla Festa, alla Tradizione e alla Fragilità – tra i cinque ambiti di attenzione sui quali la Chiesa italiana ci chiama a riflettere e ad impegnarci per gli anni a venire. In continuità, dunque, con le indicazioni di Verona abbiamo ritenuto fosse opportuno affrontare, per prima, tale tematica, lasciando aperta la possibilità di affrontare nei prossimi anni anche gli altri quattro ambiti. Aprirà, dunque, il percorso della Scuola di Formazione Sociale un incontro nel quale saranno illustrate le linee fondamentali dei lavori svolti al Convegno di Verona.

Riteniamo davvero importante proporre alle comunità parrocchiali una riflessione sulla questione della cittadinanza, poiché anche sul senso e sul valore che ad essa attribuiamo, su quanto ciascuno di noi si sente responsabile e corresponsabile del bene comune del mondo in cui vive, ci giochiamo come cristiani, chiamati ad essere “missionari” di Cristo, sale e luce del mondo.

Il percorso si dividerà in due parti; nella prima cercheremo di rispondere a questi interrogativi: se essere cittadini significa appartenere, sentirsi appartenenti ad una comunità, ad un popolo, ad una nazione, cosa significa, appartenenza? Come si matura a livello personale la consapevolezza di far parte di un gruppo più vasto che esce dall’io individuale, abbracciando via via la famiglia, quindi il gruppo, una comunità, uno Stato, l’Europa, il mondo? E ancora: Cosa significa cittadinanza? quali tratti identificano il cittadino e lo rendono veramente degno di tale nome?

Nella seconda parte del nostro itinerario la domanda sarà: quali sono i luoghi dove ci formiamo come cittadini? Parleremo di famiglia, scuola, città.

Anche quest’anno ad ogni incontro con il relatore seguirà, il lunedì successivo, un incontro di approfondimento aperto a quanti desiderino proseguire la riflessione sull’argomento nello scambio e confronto delle idee.


La premessa generale

Il Convegno Ecclesiale di Verona 2006   –   lunedì 15 ottobre 2007 (?)  

relatore: don Gerardo Giacometti, direttore dell’Ufficio Catechistico della Diocesi di Treviso e capo della delegazione diocesana al Convegno Ecclesiale.

Quest’anno il percorso della Scuola di Formazione Sociale sarà preceduto da un’incontro nel corso del quale sarà illustrato il lavoro svolto durante il Convegno di Verona. Ci illustrerà le linee fondamentali della riflessione svolta intorno ai cinque ambiti.

 

Le due idee fondamentali

L’appartenenza   –   lunedì 22 ottobre 2007

 relatrice:  d.ssa Maria Gabriella Sartori, psicologa psicoterapeuta e psicologa sociale)

Essere cittadini significa appartenere, sentirsi appartenenti ad una comunità, ad un popolo, ad una nazione. Ma cosa significa appartenere, appartenenza? Come si matura a livello personale la consapevolezza di far parte di un gruppo più vasto che esce dall’io individuale, abbracciando via via la famiglia, quindi il gruppo, una comunità, uno Stato, l’Europa, il mondo? E’ interessante partire da qui per poi poter avviare una riflessione ben fondata sulla cittadinanza.

 

La cittadinanza   –   giovedì 22 novembre 2007

relatore: dr. Gianni Saonara, ACLI Veneto

Titolo: CITTADINANZA: orizzonti pensati itinerari partecipati

Cosa significa cittadinanza? quali tratti identificano il cittadino e lo rendono veramente degno di tale nome? il riconoscimento dell’altro; la responsabilità, ossia il farsi carico dell’altro; la reciprocità, ossia la disponibilità alla relazione fondata sulla fiducia, al dialogo costruttivo con l’altro; la corresponsabilità, o il concorso,  nel raggiungimento del bene comune…..

 

I luoghi della formazione

La famiglia   –   lunedì 14 gennaio 2008

relatore: prof. Giuseppe Goisis, docente di Storia della Filosofia politica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia

Il primo luogo della formazione alla cittadinanza è, senz’altro, la famiglia. Quanto pesano nella formazione del futuro cittadino l’educazione, lo stile di vita, i valori che riceviamo e respiriamo nella nostra realtà familiare? quali attenzioni riservare a quest’aspetto dell’educazione dei figli?

 

La scuola   –   lunedì 18 febbraio 2008

relatore dr. Francis Contessotto, preside Isituto Canossiano  “Madonna del Grappa” di Treviso

Titolo: Diventare cittadini tra i banchi di scuola: come?

Altro luogo privilegiato per la formazione alla cittadinanza è la scuola. Quale peso ha la scuola nella formazione alla cittadinanza? la formazione dei cittadini è sentita veramente dalle istituzioni scolastiche come una priorità? Come si diventa cittadini tra i banchi di scuola?

 

La città   –   lunedì 31 marzo 2008

relatore: dr.Bruno Pigozzo, Assessore alle politiche sociosanitarie e per la Famiglia del Comune di Salzano

Titolo: Il cittadino protagonista

Altrettanto importante per la formazione alla cittadinanza è la città. La città nella quale viviamo può aiutare a stimolare e far crescere il senso civico nei cittadini? quali messaggi positivi, quali  scelte nell’amministrazione della città, quali attenzioni verso i cittadini possono contribuire a formare cittadini sensibili?

 

Vedi le sintesi degli incontri