7 Aprile 1944 -7 Aprile 2019

Ricordare per costruire un futuro di pace

La parrocchia di S.Agnese ha ricordato, durante la celebrazione domenicale, il 75° anniversario del tragico bombardamento della città. Questa la riflessione curata da Massimo Severi e proposta ai fedeli durante l’omelia.

Aprile

Prova anche tu,
una volta che ti senti solo o infelice o triste,
a guardare fuori dalla soffitta quando i l tempo è così bello.
Non le case o i tetti, ma il cielo.
Finché potrai guardare i l cielo senza timori, sarai sicuro
di essere puro dentro e tornerai
ad essere Felice.

Questa Poesia: APRILE, è la più conosciuta lasciata da una ragazzina olandese, ANNA FRANK, barbaramente uccisa da uomini crudeli che credevano di avere una qualche ragione, proprio come venne  barba­ramente uccisa da uomini crudeli la nostra SANTA AGNESE.

E come loro due, anche la protagonista del brano del VANGELO di oggi, è una donna che sta per essere uccisa, a colpi di pietra, da un gruppo di uomini, pieni di rabbia, che l’hanno sorpresa a commettere adulterio, a tradire il marito. Certamente lei ha sbagliato, ma CHI ha il diritto di uccidere un’altra persona, per qualsiasi motivo?

GESU’ OGGI CI AMMONISCE: CHI E’ SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA

GESU’ oggi ci insegna ad avere MISERICORDIA, al di là di ogni odio o rancore, al di là di ogni convinzione.

PERCHE’ QUANDO GLI UOMINI lanciano la prima pietra, perdono ogni ragione, ogni limite e le pietre diventano mille, diventano milioni, diventano BOMBE: è la GUERRA.

OGGI ricordiamo il 75″ anniversario di quel tragico bombardamento aereo del “7 aprile  1944” – era il VENERDI’ SANTO – in cui TREVISO venne distrutta; alla fine della 2″ Guerra Mondiale 1’82 per  cento dei
fabbricati della città risulteranno rasi al suolo o gravemente lesionati; nessun terremoto in Italia ha mai fatto questi danni; ma, soprattutto, durante quel bombardamento morirono un numero di persone che non sarà mai accertato, ma è compreso tra i 1600 ed i 1800 esseri umani.

Proprio da quel cielo sereno che faceva compagnia alle giornate solita­ rie in soffitta di Anna Frank, alle 13,07 del 7 aprile del ’44, preceduti da veloci aerei da caccia di scorta, spuntarono alti all’orizzonte provenienti da sud/ ovest, da Casier, ben 159 BOEING 17, aerei da bom­bardamento americani, le rumorosissime FORTEZZE VOLANTI, i più grandi aerei della 2A Guerra Mondiale; in tre ondate, in soli 5 minuti di vero inferno, sganciarono sulla nostra piccola città, almeno 450 tonnellate di bombe pesanti 227 chili l’una, più adatte a demolire por­ti e zone industriali che zone abitate e di bombe incendiarie al fosforo, che non si spegne nemmeno con l’acqua.

Leggiamo due pagine del Diario tenuto dal nostro  Parroco di allora: Monsignor Luigi GATTEL:

“…Ma quante vittime umane. Frutto di un sistema così crudele di condurre la guerra. I morti delle parrocchie cittadine sono 700 – e poi i soldati tedeschi ed i nostri – e la gente di passaggio ….
Dalla parrocchia abbiamo sessanta morti: cinquanta al rifugio ex con­vento Cappuccine, due al rifugio ginnasio-liceo Canova, una al rifugio Viale Monfenera, quattro in Via Orsoline, una al rifugio Via Fiumicelli, due all’Albergo Stella D’Oro.
Povera Treviso! Quanto grande il tuo martirio proprio nelle ore nelle quali i buoni commemoravano l’agonia di Gesù Redentore…
Poveri morti, specie nei rifugi, straziati nei loro corpi in mille modi! Quanti feriti. Scene tristi di barellieri che portavano i primi nelle chiese diventate celle mortuarie, i secondi all’ospedale, rimasto illeso. Ricerche affannose dei vivi per ritrovare, per riconoscere, i morti.
Scena veramente apocalittica.
E scese la notte a coprire col suo manto nelle tenebre più fitte, perchè rimasti senza luce, senza gas, senz’acqua, rovine e rovine. Quante lagrime!”

Il giorno seguente mons. Gattel scrive: ….

“8 aprile
Ho compiuto la funzione del Sabato Santo, alcune suore hanno dovu­to prestare il proprio aiuto. Le campane non. hanno suonato per ordine delle autorità cittadine. Pasqua di Resurrezione in mezzo a tanti lutti. Ho potuto svolger tutte le sante Funzioni dato che benevolmente non si portarono i morti in chiesa ma nelle aule vicine .
La settimana di ottava fu tutta impegnata ai riti funebri dei defunti così tragicamente, portati con ogni mezzo: carriole, carrettini, carri.”

Concludiamo con una applicazione legata ai nostri giorni:

Lo scorso 24 gennaio, due mesi fa, in questa nostra chiesa di Sant’AGNESE, si è tenuta la VEGLIA DIOCESANA per l’UNITA’ dei CRISTIA­NI, alla presenza del Vescovo Gianfranco Agostino, dei sacerdoti catto­lici e dei sacerdoti ortodossi della nostra Città.

Dall’AMBONE qui accanto, una ragazzina di 18 – diciotto – anni, ci ha raccontato la sua giovinezza felice, tra tanti parenti ed amici, frequentando la scuola e, nella sua parrocchia cristiana ortodossa, il catechismo, il gruppo SCOUT, l’oratorio, il gruppo della Carità e quello Liturgico, con coro e chitarre; il suo papà aveva una negozio e vivevano bene, agiatamente, amici di tutti, cristiani o musulmani che fossero; poi, nel 2015 – duemilaquindici – a IDIBL, città di 120.000 abitanti della SIRIA, dal cielo sereno hanno cominciato a cadere all’improvviso le bombe, tante bombe, che hanno distrutto tutto, ucciso molti, ferito il papà. Sono stati costretti a fuggire, profughi senza più nulla; la Comunità di Sant’Egidio di Roma li ha salvati con i corridoi umanitari ed una piccola città della pedemontana Trevigiana si è autotassata e li ha accolti; ora vivono a CORNUDA, i suoi genitori lavorano e pagano l’affitto, la ragazza studia al Liceo ed è pure brava.

Dedichiamo questa celebrazione, le nostre preghiere di oggi, a tutti coloro che sono strappati alla vita terrena dalla violenza di uomini che credono di avere una qualche ragione e preghiamo il Signore di darci la forza di aiutare quanti scappano dalle guerre e di darci la forza di impedire che scoppino altre guerre: preghiamo perché NESSUNO LANCI LA PRIMA PIETRA.