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6 Il mondo e la storia, luoghi della testimonianza e della trasmissione della fede. L’esortazione all’impegno politico ed educativo dei laici

Il mondo e la storia,  luoghi della testimonianza e della trasmissione della fede. L’esortazione all’impegno politico ed educativo dei laici

 giovedì 17  marzo 2011

 Relatore: padre Bartolomeo Sorge, gesuita, già Direttore di Civiltà Cattolica

5 Il laicato. Il riconoscimento di un nuovo ed importante ruolo dei laici all’interno della Chiesa

Il laicato. Il riconoscimento di un nuovo ed importante ruolo dei laici all’interno della Chiesa

  giovedì 17  febbraio 2011

Relatore: dr.ssa Paola Bignardi, già Presidente nazionale di Azione Cattolica 


Nel corso dell’ultimo incontro con la dr.ssa Paola Bignardi si era parlato di laicato, di come il Concilio avesse riflettuto sul ruolo e la dignità dei laici all’interno della Chiesa. Il tema su cui andiamo a riflettere questa sera è strettamente collegato al precedente, anzi ne costituisce quasi il necessario sviluppo.

Proviamo allora a farne una breve sintesi.

 

Il CVII, ci ha detto Paola Bignardi, è stato definito anche il “Concilio dei laici” per l’importanza che il tema ha avuto nella riflessione conciliare. Il Concilio avviò un processo di conoscenza ed approfondimento della vocazione laicale. Una vocazione che porta con sé la fatica della Chiesa stessa nel suo rapporto con il mondo e nel mondo. Il CVII, raccogliendo i frutti di un patrimonio di fede, riflessione e spiritualità maturato nel tempo tra i laici cristiani all’interno delle comunità e delle associazioni, è stato, un punto di partenza, perché ampia è la prospettiva che il Concilio ci ha aperta e lunga il cammino che ancora ci attende.  Ma è stato anche un punto di arrivo. Di arrivo in quanto ha portato il laicato a crescere nel senso di responsabilità, di collaborazione all’interno della Chiesa e nella diffusione della preghiera e della spiritualità dei laici.

Il CVII ha riconosciuto e riconsegnato alla Chiesa la dignità dei laici, riconosciuti quale parte indispensabile e vitale di essa. Da ora in avanti la Chiesa non apparirà più come ruotante intorno alla gerarchia, ma si comincerà a parlare di popolo di Dio, dove tutti i membri (consacrati e laici) hanno pari dignità, la dignità derivante dall’unico battesimo.

Ma quale è stato il cammino della riflessione conciliare?

Dopo 20 anni dal CVII la Chiesa tornerà a parlare di laicato nell’esortazione apostolica Christifideles laici trattando ancora del ruolo dei laici nella pastorale. Nel documento si verificavano i segnali della novità portata dal Concilio all’interno delle comunità cristiane, riconoscendo lo stile di collaborazione, la partecipazione attiva dei laici nella catechesi, nella liturgia, nelle associazioni e nei movimenti, la presenza e il ruolo delle donne nella chiesa. Accanto a tutto questo, però, si evidenziavano anche alcune criticità, vere e proprie tentazioni, nel cammino del laicato. Quali?

  • eccessivo impegno dei laici nei vari servizi pastorali e, conseguentemente e parallelamente a questo,
  • il rischio di una pericolosa separazione tra fede e vita: al crescere dell’impegno nei vari ambiti pastorali, andava diminuendo l’impegno negli ambiti secolari più specifici della vita laicale.

A 50 anni dal CVII tali criticità – osserva Paola Bignardi – ci appaiono ancora più forti. Perché si è verificato questo? Quali le cause del sempre più coinvolgente impegno pastorale e sempre minore impegno secolare?

  • contesto socio-culturale sempre più distante dalla visione cristiana della vita
  • riorganizzazione pastorale, pensata e gestita come risposta forte ad un mondo percepito come Pragmatismo ed efficientismo.
  • Tendenza alla centralizzazione pastorale. Il riferimento ad un centro forte, quello della gerarchia ecclesiastica, penalizza la propositività e le iniziative dei laici. Siamo di fronte ad una sorta di clericalismo: i laici cristiani mostrano di rinunciare troppo spesso al peso della responsabilità e non disdegnano di farsi guidare. Ma in questo modo, sempre più paurosi e sempre meno coraggiosi, si spengono capacità, spirito di iniziativa, passione per la testimonianza nel mondo.

 

Difronte a tutto questo, dobbiamo prendere atto di una sofferenza della vocazione laicale.

 

Come recuperare? Paola Bignardi ci ha indicato quattro percorsi.

  • Ridare valore alla secolarità, ovvero recuperare la sintonia con il mondo: il mondo, nonostante tutti i suoi mali, contiene il mistero di Dio e il cristiano è chiamato a cercare e svelare questo mistero.
  • Comunione, ovvero la capacità di costruire in armonia vivendo la diversità come risorsa e ricchezza
  • Corresponsabilità – parola un po’ abusata e svilita nel suo significato -, ovvero accettare la responsabilità di pensare insieme la vita della chiesa, prendendo le distanze da un facile clericalismo.
  • Formazione, ovvero leggere insieme, nelle comunità cristiane, la vita per individuare insieme le strade per vivere questa vita alla luce del Vangelo; leggere la Parola di Dio; accogliere le sollecitazioni e le provocazioni che ci giungono dal mondo.

Per compiere questa strada il CVII ha ancora molto da dirci; è un tesoro che non possiamo assolutamente permetterci di sotterrare.

 

4 una lettura storica della svolta del Vaticano II.

una lettura storica della svolta del Vaticano II.

 L’impatto sulle comunità cristiane di allora, la situazione odierna e le prospettive per il domani

 giovedì 20 gennaio 2011

Relatore:  prof.Alberto Melloni,  Ordinario di Storia del Cristianesimo presso Università di Modena-Reggio Emilia, Direttore della Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII di Bologna 


Con l’incontro di questa sera, apriamo la seconda parte del nostro itinerario, dedicata all’approfondimento sul CVII sotto il profilo ecclesiale e storico-sociologico.

E’ con noi il prof. Alberto Melloni, che molti già sicuramente conoscono, e che siamo davvero lusingati di avere con noi questa sera. Fin ora la nostra riconoscenza per aver accettato il nostro invito in una realtà piccola e anche modesta quale quella della nostra Scuola di formazione Sociale, ma che negli anni sta crescendo e questo ci conforta ed incoraggia a proseguire. La presenza di relatori importanti contribuisce certamente a farci crescere.

Dopo aver insegnato nell’Università di Roma 3, attualmente è professore ordinario di Storia del cristianesimo presso l’università di Modena-Reggio.

Dirige la Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna.

Ha lavorato su alcuni grandi temi della storia religiosa (dalla scomunica al martirio volontario, dalla shoah ai concili). Ma in particolare ha studiato

Giovanni XXIII, su cui ha pubblicato fonti, presiedendo il Comitato nazionale per l’edizione dei Diari roncalliani, e monografie fino al recente “Papa Giovanni. Un cristiano e il suo concilio”,  Einaudi 2009

– – il Vaticano II, di cui è stato curatore della Storia del concilio Vaticano II nell’edizione italiana e segretario del board internazionale che l’ha prodotta: ha studiato la sua ricezione, fino alla recente raccolta di saggi  dal titolo “Chi ha paura del Vaticano II?” curata con G. Ruggieri

– alcune figure del 900, come Dossetti di cui ha curato di recente l’edizione di Cronache sociali e gli atti dei colloqui del decennale

– le istituzioni il diritto della chiesa latina con le monografie su “Innocenzo IV” (Marietti 1988) e “Ilconclave”,Bologna2005 Tradotto n 4 lingue)
Collabora con diverse riviste e case editrici

È membro della direzione di «Cristianesimo nella storia», dell’Editorial Board della Revue suisse d’histoire religieuse et culturelle»

ed è stato fra i direttori di «Concilium».

È il curatore dei Conciliorum œcumenicorum generaliumque decreta, serie del Corpus Christianorum, iniziata da G. Alberigo.

Dirige la collana Christianity & History presso Lit Verlag, Münster e la collana Politica e Santa Sede nel Novecento presso il Mulino, Bologna.

È socio della Académie Internationales des sciences religieuses.

Collabora in ambito videostorico con la Rai e dal 2000 scrive per il «Corriere della sera» di Milano.

Ha tenuto lezioni e seminari in varie sedi unversitarie, fra le quali l’Accademia delle scienze di Mosca, a Pechino, negli Stati Uniti in varie Università, a Gerusalemme e Tel Aviv, Friburgo, alla Sorbona di Parigi, in Canada (ad Ottawa  e Toronto), a Dublino, alla Pontificia Università Gregoriana e all’Università Cattolica di Milano.

Dal 1 ottobre 2009 è titolare della Cattedra UNESCO per il Pluralismo Religioso.

A lui abbiamo chiesto di dare una lettura storica della svolta del Vaticano II, considerando l’impatto della novità dei contenuti del Concilio (liturgia, rapporto con la Parola di Dio, catechesi, laici,…) sulle comunità cristiane negli anni immediatamente seguenti, ma guardando anche alla situazione odierna, come oggi sia sentito e attuato il Concilio, e a quali prospettive rimangano aperte per il domani.

3 Il Concilio ci svela un Volto di Cristo e ci apre ad un nuovo rapporto

Il Volto di Cristo.

Il Concilio ci svela un Volto di Cristo e ci apre ad un nuovo rapporto individuale e comunitario con Lui

giovedì 9 dicembre 2010 

relatore: don Franco Marton, teologo, già Direttore Ufficio Missionario Diocesano


sintesi incontro

Dopo la testimonianza di Mons. Bettazzi, Padre Conciliare e la riflessione di Mons. Marangon sulla Parola di Dio ed il nuovo approccio alle Sacre Scritture voluto dal CVII, con l’intervento dello scorso dicembre di Don Franco Marton, abbiamo chiuso la prima parte del nostro itinerario dedicato all’approfondimento delle tematiche Conciliari sotto il profilo teologico.

Don Franco Marton ci ha aiutati a mettere a fuoco il tema del Volto di Cristo, quale emerge dai documenti Concilari – in particolare Lumen gentium (Costituzione dogmatica) e Gaudium et spes (Costituzione pastorale) -, aprendoci ad un rapporto nuovo tanto a livello personale quanto a livello comunitario con Lui.

Richiamiamo brevemente alcune idee.

Nel Concilio non viene elaborata una nuova cristologia, nemmeno una cristologia completa, ma lo sguardo dell’intero Concilio è fisso su Cristo, per penetrarne il mistero. Perché attraverso il mistero di Cristo si coglie il mistero della Chiesa ed il mistero di ogni uomo.

Emergono due profili di Cristo.

  • Cristo “lumen gentium”. Alla luce di Cristo cogliamo il mistero della Chiesa. Essa, corpo di Cristo è chiamata a fare ciò che ha fatto Gesù; a ripercorrere la sua strada. Gesù ha scelto di essere povero, è stato perseguitato, si è fatto servo, umile, accogliente con i peccatori e gli ultimi. Così anche la Chiesa. Sul modello di Cristo scaturisce dal CVII un impegno forte e speciale nell’attenzione e nella scelta dei poveri. E’ la strada che si apre ancora davanti a noi.
  • Nella Gaudium et spes è ancora Cristo, il Verbo incarnato che illumina il mistero dell’uomo, dando risposte e senso alla sua vita. “Con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo”, così che ogni uomo porta in sé come una scintilla di Cristo. La vita divina di Gesù, il suo Spirito, effuso per l’umanità intera fa sì che ogni uomo sia associato al mistero pasquale – vita, morte e resurrezione-. Dagli anni della quotidianità nascosta di Nazaret, alla vita pubblica, lungo le strade, allacciando un mondo di relazioni di fraternità, carità, solidarietà con uomini e donne della sua terra, prediligendo i poveri, i malati, gli emarginati, gli ultimi; fino alla croce, alla morte e, infine, alla resurrezione; Gesù “non ci ha dato semplicemente l’esempio perché seguiamo le sue orme ma ci ha anche aperta la strada: se la seguiamo, la vita e la morte vengono santificate e acquistano nuovo significato”. E questo è anche il cuore dell’evangelizzazione: una vita vissuta come Gesù! Il mistero pasquale, dunque, vive e agisce nella vita di ogni uomo, dando senso e significato alla sua vita, alla sofferenza, alla morte e infondendo la speranza nella resurrezione e la vita eterna. “E ciò vale non solamente per i cristiani, ma anche per tutti gli uomini di buona volontà, nel cui cuore lavora invisibilmente la grazia. Cristo, infatti, è morto per tutti..; perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire associati, nel modo che Dio conosce, al mistero pasquale”. Perché tutto il bene compiuto non va perduto; contribuisce ad edificare fin da ora il Regno di Dio che con la venuta del Signore arriverà a perfezione.

2 La Parola di Dio. La Sacra Scrittura, spezzata come il Pane, sorgente di fede e comunione fraterna

La Parola di Dio. La Sacra Scrittura, spezzata come il Pane, sorgente di fede e comunione fraterna 

 giovedì 18 novembre 2010

relatore: mons. Antonio Marangon, biblista


Sintesi incontro

Nella Costituzione dogmatica Dei Verbum il CVII afferma con forza che “la Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli”; e, con altrettanta forza, auspica “che i fedeli abbiano largo accesso alla sacra Scrittura”.

Sul piano dottrinale, inoltre, vengono precisati altri tre punti molto importanti: il rapporto tra Scrittura e Tradizione; la verità della Sacra Scrittura; la storicità dei Vangeli.

Sul piano pastorale, a partire dalle indicazioni contenute nella Dei Verbum, le realizzazioni furono non meno importanti: liturgie della Parola (creazione dei Lezionari); iniziazione delle comunità cristiane alla lettura delle Sacre Scritture (personale e comunitaria); diffusione di metodi della Lectio biblica.

Ma quale strada si apre ora, a partire dal Concilio, nell’ascolto della Parola di Dio? Cosa accade oggi quando si apre la Bibbia?

Il CVII ha cambiato completamente il rapporto dei fedeli con la Parola di Dio: da allora la sentiamo più vicina, una Parola per noi. La Bibbia è divenuta il luogo dell’incontro con Dio che parla; il luogo dove il cuore dell’uomo si apre all’ascolto e dove nasce e si alimenta il dialogo con Dio. Nel dialogo e nella confidenza con Dio matura anche la capacità nell’uomo di cogliere la voce del Signore che risuona nella coscienza e che giunge fino a noi anche attraverso i segni dei tempi.

Non è un cammino che possa dirsi concluso: davanti a noi la strada è ancora aperta e lunga, faticosa, carica di difficoltà – anche di fraintendimenti -. Inoltre, nel contesto culturale e sociale in cui viviamo, così distratto, preoccupato, travolto dalla fretta, dal consumismo, la Bibbia rischia di non parlarci più – perché non sappiamo più ascoltare! – e non ci sorprende più – perché abbiamo perso la capacità di stupirci! -.

Come fare, allora, per recuperare la forza sprigionata dal Concilio e procedere nel cammino che ci ha indicato?

Due sono le dimensioni da recuperare: il silenzio interiore per porsi in atteggiamento di ascolto di Dio e non più di noi stessi; il farsi piccoli, perché ai piccoli Gesù ha annunciato il suo Vangelo.

Dal Concilio in avanti, il rapporto con Cristo, alimentato dall’ascolto della Parola, non sarà più lo stesso; perché Cristo assumerà ai nostri occhi i tratti del compagno di strada fedele che ci accompagna e sostiene nel cammino.

1 “Difendere il Concilio”. Testimonianza di un Padre Conciliare

“Difendere il Concilio”. Testimonianza di un Padre Conciliare

 Giovedì 14 ottobre 2010   

relatore: mons.Luigi Bettazzi,Vescovo Emerito di Ivrea

Biografia

MONS. LUIGI BETTAZZI

 

Trascorre l’infanzia a Treviso, dove il padre lavorava; si trasferisce a Bologna, città di origine della madre, in gioventù, dove è ordinato sacerdote il 4 agosto 1946. Si è laureato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e poi in Filosofia presso l’Università degli Studi Alma Mater di Bologna. Nella giovinezza ha abbracciato le posizioni del personalismo cristiano. A Bologna ha insegnato presso il Pontificio Seminario Regionale ed è stato impegnato nei movimenti giovanili, in qualità di assistente diocesano e vice assistente nazionale degli universitari cattolici della FUCI.

Il 10 agosto 1963 è nominato vescovo titolare di Thagaste e vescovo ausiliare di Bologna. Il 4 ottobre 1963 è consacrato vescovo dal cardinale Giacomo Lercaro, coconsacranti i vescovi Gilberto Baroni e Franco Costa.

Partecipa a tre sessioni del Concilio Vaticano II citando, il 4 ottobre 1965, il filosofo Antonio Rosmini, autore dell’opera Cinque Piaghe della Santa Chiesa, allora ancora all’Indice dei libri proibiti della Chiesa.

Al termine del Concilio, il 26 novembre 1966, diviene vescovo di Ivrea.

Ha conferito l’ordinazione episcopale al vescovo Arrigo Miglio e al vescovo Piergiorgio Debernardi.

Nel 1968 è nominato presidente nazionale di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace e nel 1978 ne diventa presidente internazionale, fino al 1985. È una delle figure di riferimento per il movimento pacifista di ispirazione cristiana.

Nel 1978, insieme al vescovo rosminiano Clemente Riva e al vescovo Alberto Ablondi, chiese alla Curia Vaticana di potersi offrire prigioniero in cambio del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. La richiesta, tuttavia, venne fermamente respinta. Nel 1992 partecipa alla marcia pacifista organizzata da Pax Christi insieme a Mons. Antonio Bello nel mezzo della guerra civile in Bosnia Erzegovina.

Il 20 febbraio 1999 si dimette per raggiunti limiti di età, conservando il titolo di vescovo emerito di Ivrea. Risiede nel Castello Vescovile di Albiano, residenza estiva dei vescovi di Ivrea.

È presidente del Centro Studi Economico Sociali di Pax Christi Italia.

 

2011 IN CAMMINO DA 50 ANNI SULLE STRADE DEL CONCILIO VATICANO II

Il 25 dicembre 1961 Giovanni XXIII firmava la Costituzione Apostolica Humanae salutis con la quale indiceva ufficialmente il Concilio Ecumenico Vaticano II. Difronte ad una società in rapido cambiamento culturale, tecnologico, economico e sociale, la Chiesa aveva sentito la necessità e l’urgenza di interrogarsi e confrontarsi sul proprio ruolo e la propria presenza nella storia. Una profonda e vasta riflessione – tante sono le voci chiamate per questo Concilio – porterà ad aprire nuove prospettive. Soprattutto un modo nuovo di intendere e vivere la Chiesa, per renderla capace  di affiancarsi al cammino dell’umanità e della storia, di dialogare con il mondo e divenire per esso profezia vera e forte per la costruzione del Regno di Dio.

Quest’anno, in preparazione al 50° anniversario dell’indizione del Concilio la Scuola di Formazione Sociale di S. Agnese di Treviso – promossa da AC parrocchiale, MEIC, équipe vicariale AC Treviso – Santa Maria del Rovere – , intende dedicare al Vaticano II il suo ciclo d’incontri.

L’obiettivo non è quello di dar vita ad una commemorazione, ma di soffermarci a riflettere su quanto cammino sia stato percorso sulle strade aperte dal Concilio; come sia stato finora accolto, recepito e vissuto il suo messaggio e, soprattutto, quanto impegno e quanto lavoro ci attendano per liberare la forza di rinnovamento spirituale ed ecclesiale scaturita dal Concilio stesso.

La prima parte del percorso affronterà il tema sotto il profilo teologico: il Volto di Cristo e la Parola di Dio. Il Concilio ci svela un Volto nuovo di Cristo, aprendoci così ad rapporto diverso con Dio: rifletteremo su come sia cambiata e maturata fino ad oggi nei credenti la relazione con Dio, tanto a livello personale quanto comunitario. A partire dal Concilio cambia anche il modo di accostare la Sacra Scrittura: questa, custodendo nella sua integrità la Rivelazione e trasmettendola al popolo di Dio, assumerà  un ruolo di centralità e verrà offerta ai fedeli, quale sorgente di fede e comunione fraterna.

La seconda parte dell’itinerario sarà dedicata all’approfondimento sotto il profilo ecclesiale e sociale. Si svilupperà a partire da una lettura di tipo storico-sociologico della “rivoluzione” conciliare, considerando l’impatto sulle comunità cristiane dei cambiamenti voluti dal Concilio riguardo a liturgia, catechesi, laicato, etc.. Cercheremo di valutarne la portata e di capire le prospettive per il domani. Ci soffermeremo, quindi, sul tema del laicato: il Vaticano II riconosce e sostiene l’importanza del ruolo dei laici nella Chiesa. Si comincia a parlare di corresponsabilità tra clero e laici, a riflettere sul rapporto laici-magistero: a che punto siamo oggi? Infine, il Concilio esortava i cristiani a vedere nel mondo, nella storia, nella vita quotidiana, i luoghi importanti della responsabilità, della testimonianza e della trasmissione della fede, incoraggiandoli all’impegno socio-politico ed educativo: dopo 50 anni l’appello rimane attualissimo e, forse, ancor più urgente!

Aprirà il ciclo d’incontri Mons. Luigi Bettazzi, Vescovo emerito di Ivrea, all’epoca uno dei più giovani Padri Conciliari.  Monsignor Bettazzi ha un rapporto di particolare affetto sia con Treviso, dove nacque il 26 novembre del 1923, mentre il padre si trovava per lavoro nella città; sia con la parrocchia di Sant’Agnese, dove fu battezzato e che alcuni anni fa volle tornare a visitare proprio in ricordo del suo Battesimo La sua preziosa testimonianza prenderà spunto dall’ultimo libro- intervista, scritto assieme al giornalista Aldo Maria Valli: “Difendere il Concilio. Quando parla del Concilio, il suo Concilio, monsignor Bettazzi è un fiume in piena”, Edizioni San Paolo. E come un fiume in piena ci auguriamo che Mons. Bettazzi ci trasporti e introduca nella straordinaria esperienza del Concilio Ecumenico Vaticano II!


P R O G R A M M A

 

Giovedì 14 ottobre 2010   

 

“Difendere il Concilio”. Testimonianza di un Padre Conciliare

 

relatore: mons.Luigi Bettazzi,Vescovo Emerito di Ivrea

 

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giovedì 18 novembre 2010

 

La Parola di Dio. La Sacra Scrittura, spezzata come il Pane, sorgente di fede e comunione fraterna 

 

relatore: mons. Antonio Marangon, biblista

 

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giovedì 9 dicembre 2010

 

Il Volto di Cristo.

Il Concilio ci svela un Volto di Cristo e ci apre ad un nuovo rapporto individuale e comunitario con Lui

 

relatore: don Franco Marton, teologo, già Direttore Ufficio Missionario Diocesano

 

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giovedì 20 gennaio 2011

 

una lettura storica della svolta del Vaticano II.

 L’impatto sulle comunità cristiane di allora, la situazione odierna e le prospettive per il domani

 

Relatore:  prof.Alberto Melloni,  Ordinario di Storia del Cristianesimo presso Università di Modena-Reggio Emilia, Direttore della Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII di Bologna 

 

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 giovedì 17  febbraio 2011

 

Il laicato. Il riconoscimento di un nuovo ed importante ruolo dei laici all’interno della Chiesa

 

Relatore: dr.ssa Paola Bignardi, già Presidente nazionale di Azione Cattolica 

 

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 giovedì 17  marzo 2011

 

Il mondo e la storia,  luoghi della testimonianza e della trasmissione della fede. L’esortazione all’impegno politico ed educativo dei laici

 

 

Relatore: padre Bartolomeo Sorge, gesuita, già Direttore di Civiltà Cattolica

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